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Augusta, Pagamento stipendi dei precari comunali: fondi regionali insufficienti. Cisl: “il sindaco deve impugnare i decreti”

Contestate alla Regione le somme insufficienti destinate al Comune di Augusta e siate pronti a spendere i fondi non utilizzati nel 2015“. È questo l’appello rivolto dal segretario generale della FP Cisl Ragusa Siracusa, Daniele Passanisi, al sindaco e al segretario generale del Comune megarese, alle prese con la difficile situazione dei precari.

La Funzione Pubblica della Cisl torna a sottolineare l’esigenza di impugnare il recente riparto assessoriale che “fa venir meno quanto previsto dalla legge finanziaria nazionale – afferma – e che pone a totale carico della Regione il costo dei precari per i Comuni in dissesto finanziario“. I riparti destinati al pagamento dei contratti del personale precario, come ricordato nella nota di Daniele Passanisi, sono risultati insufficienti e non corrispondenti a quelli comunicati ufficialmente. La modifica di queste somme, secondo quanto appreso dallo stesso sindacato, sarebbe avvenuta dopo una serie di ricorsi presentati da un comune siciliano in dissesto.

Il minor introito provoca una inevitabile decurtazione delle ore settimanali – aggiunge ancora Passanisi -, per questo chiediamo una impugnazione immediata dei decreti da parte dell’amministrazione comunale di Augusta. Il sindaco deve comunicare, immediatamente, che, se l’assessorato non dovesse provvedere a un nuovo riparto dei fondi, è pronto a utilizzare la somma destinata nel 2015 e in parte non utilizzata“. La vicenda degli 85 lavoratori precari del Comune di Augusta è già stata al centro di un tavolo prefettizio. Sede che, lo stesso segretario generale della UST Ragusa Siracusa, Paolo Sanzaro, richiama per un incontro urgente alla presenza dello stesso presidente della Commissione Bilancio all’ARS. “Davanti al signor Prefetto, già investito di questa vicenda – ha sottolineato Sanzaro –, possiamo avere tutte le informazioni e i chiarimenti imposti da una vicenda che riguarda decine di famiglie. Regione e Comune devono uscire dall’immobilismo e dalle interpretazioni confuse che non aiutano a trovare soluzioni valide. Vie già indicate dai decreti assessoriali e che oggi non possono essere rimesse in discussione“.


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