Augusta, pagamento prima rata Imu: spostato al 30 settembre, via libera del Consiglio all’unanimità

Il provvedimento è arrivato in aula ieri alla vigilia della scadenza del pagamento previsto per oggi, stigmatizzata l’assenza in aula dei revisori dei conti che hanno rilascio parere via pec

Si potrà pagare entro il 30 settembre – per chi non lo ha già fatto visto che la scadenza è oggi – la prima rata dell’Imu, mentre il saldo al 16 dicembre. Lo ha deciso il Consiglio comunale all’unanimità dei presenti (astenuto solo il consigliere di opposizione Giuseppe Schermi), ieri sera, dopo una seduta lunga e complicata, durata oltre 5 ore e caratterizzata dall’assenza in aula del collegio dei revisori dei conti, stigmatizzata dai presenti e che ha comportato anche alcune lunghe pause di sospensione necessarie per far arrivare, via pec il parere dei revisori su alcuni emendamenti alla proposta di delibera dal responsabile del terzo settore, Angelo Carpanzano sul differimento della scadenza prevista per oggi presentata in aula dai consiglieri di opposizione Peppe Di Mare e di maggioranza Mauro Caruso.

Quindi cittadini e commercianti, penalizzati dal lockdown, potranno pagare con calma l’acconto acconto Imu. Per gli immobili in categoria D, ovvero produttivi, il pagamento del saldo insieme della sola quota comunale slitta al 16 dicembre, mentre entro oggi si dovrà pagare la parte di aliquota statale. Quest’ultimo è frutto di un emendamento presentato da Di Mare che sottolinea di aver “voluto inserire  un secondo comma a favore degli immobili a destinazione produttiva, di fatto, esclusi nel differimento per la quota Imu di competenza statale dal ministero dell’Economia. L’emendamento che, alla fine, anche la maggioranza ha votato con responsabilità – commenta– di fatto elimina ogni fastidio e discriminazione. L’Imu 2020 è rinviata per tutti al 30 settembre 2020, ovviamente per tutti i cittadini che già non hanno pagato purtroppo, senza alcuna dimostrazione di calo reddituale e senza alcuna autocertificazione. In questo modo abbiamo evitato ai cittadini di essere ancora una volta intrappolati nella burocrazia delle carte ed ai nostri uffici di dover essere nel difficile compito di interpretare chi erano i soggetti beneficiari.”

Tra i quattro emendamenti presentati dal capogruppo del 5 stelle Caruso, che correggevano i 4 punti della delibera, al fine di poter prorogare entro 30 semestre tutti i contribuenti ad esclusione della categoria D, c’era anche quello che prevedeva l’assenza di giustificazioni da parte di chi può differire il pagamento. “Con grande senso di responsabilità ho deciso di ritirarne 2 per integrarli con l’emendamento del collega e – ha aggiunto Caruso- raggiungere l’obiettivo di differire la scadenza dell’acconto al 30 settembre, agevolando chi in questo periodo ha difficolta a poter assolvere ai pro pagamenti. Nulla vieta che chi ha la possibilità può lo può pagare entro oggi o comunque entro il 30 settembre. Siamo soddisfatti, si è parlato di ritardi nell’approvazione  delle delibera ma ci siamo scontrati con norme e chiarimenti da parte del ministero che correggeva altri adempimenti. Abbiamo approvato una delibera corretta che agevola  tutti i cittadini. E non molti comuni hanno fatto quello che abbiamo fatto noi”.

In aula, anche Giancarlo Triberio, consigliere di opposizione, che aveva “proposto già l’atto il 19 maggio, altri colleghi anche prima e non  capisco perchè la proposta degli uffici arriva all’ uno giugno” .

“Siamo in una situazione drammatica – dice Angelo Pasqua – e gli atti si portano all’ultimo giorno, ho avuto un deja vu, mi sembra di essere tonato indietro al 30 dicembre, ma alla fine venerdì quelli che potevano pagare l’Imu sono andata in banca” .

Stigmatizzato, da più parti, il ritardo con cui l’atto è arrivato in aula: praticamente alla vigilia della scadenza della prima rata prevista, appunto, per oggi 16 giugno.

 

 

 


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