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Augusta, ospedale Muscatello “dimenticato”. Il sindaco Di Pietro: “pronti a ricorrere alla magistratura”. L’Asp: “L’Azienda sta rispettando gli impegni”

Brugaletta: "questa amministrazione è ben consapevole dell’importanza strategica del presidio ospedaliero di Augusta che sarà completato nei modi e nei termini previsti ma occorre fare sempre chiarezza e non ingenerare confusione e polemiche"

Pretendiamo il rispetto degli impegni assunti, in considerazione della pari dignità dei reparti previsti ad Augusta rispetto a quelli che si stanno attivando altrove in provincia e, se per il rispetto delle leggi e dei decreti occorre far ricorso alla magistratura, siamo pronti a fare pure questo”.  A dirlo è il sindaco Cettina Di Pietro, che interviene sulla vicenda dell’ospedale “Muscatello” che sarebbe depotenziato rispetto a quello di Lentini  e lo fa non risparmiano aspre critiche all’Asp.

Da mesi – dice – assistiamo a “manovre” operate dall’attuale direzione sanitaria che appaiono in palese e netto contrasto con gli impegni assunti in sede di conferenza dei sindaci in merito al “decreto attuativo sulla rimodulazione della rete ospedaliera della Regione Siciliana. In primis, la effimera apertura del cosiddetto “Centro amianto”, oggetto di interlocuzione e richiesta di chiarimenti con la direzione sanitaria da parte del dottor Pisani e del deputato regionale Stefano Zito. Infatti, non si è compresa, se non legandola alla denuncia-esposto presentata nel merito, la ragione per la quale mentre nella bozza della nuova rete ospedaliera dell’Asp di Siracusa  fosse meramente prevista una Unità operativa semplice Patologie amianto, senza posti letto, in coerenza peraltro a quanto evidenziato dalla stessa direzione sanitaria nel corso dell’audizione, richiesta dal sindaco, tenutasi l’8 febbraio 2017 presso la commissione regionale Sanità all’Ars, ovvero la necessità che la Regione prevedesse dei fondi ad hoc per consentire la fase di start-up del Centro regionale amianto previsto dalla legge 10/14, si sia addivenuti ad una “frettolosa” apertura di un reparto divenuto “improvvisamente prioritario”, senza peraltro l’assegnazione di appositi fondi”.

Secondo il primo cittadino questa scelta del centro di riferimento regionale per la cura e le patologie legate all’amianto avrebbe potuto essere condivisa sotto il profilo dell’attivazione di un nuovo servizio all’utenza “qualora si fosse già proceduto all’attivazione di quei reparti previsti nella nuova rete ospedaliera e definiti come “prioritari” dalla stessa direzione aziendale nel riscontro fornito, il 3 maggio 2016, al sindaco e al presidente del Consiglio comunale di Augusta, sulla citata mozione di indirizzo, ove testualmente si legge che “il potenziamento del Polo oncologico megarese rappresenta uno dei punti cardine del piano di riorganizzazione che ha predisposto l’Azienda sanitaria di Siracusa. La vicenda assume dei connotati ancor più gravi se poi – continua- si considera l’apertura dei reparti di Rianimazione ad Avola e Lentini, in quest’ultimo caso, per come si apprende dalla stampa, addirittura con fondi previsti dall’articolo 6 della legge 5 del 2009, che, invece, avrebbero dovuto essere prioritariamente investiti nel nostro ospedale”.

Il sindaco ricorda, inoltre, che attende ancora riscontro alle due note inviate al direttore generale dell’Asp sul mancato utilizzo del fibroduodenoscopio operativo donato all’ospedale di Augusta nel  2012 e ad oggi rimasto “inspiegabilmente” non utilizzato e di aver chiesta, durante la  conferenza dei sindaci, considerata la chiusura di Ostetricia, Ginecologia e Pediatria e che Augusta è sempre porto di sbarchi di migranti, l’incremento dei posti di Ematologia e Chirurgia rispetto a quelli previsti nella  bozza della nuova rete ospedaliera dell’Asp di Siracusa, il mantenimento del reparto di Otorino e l’incremento della dotazione organica del Pronto soccorso, “evidenziando, altresì, come mentre per le strutture private non sia stato previsto alcun taglio parecchi, in tutta la provincia, sono stati tagli dei posti letto nelle strutture ospedaliere pubbliche”.

Immediata la replica del commissario dell’Asp di Siracusa Salvatore Brugaletta, in riferimento prima alle dichiarazioni di Giuseppe Vaccaro anestesista e sindacalista dell’Anaao Assomed sull’ospedale Muscatello di Augusta e sulle Rianimazioni degli ospedali di Avola e Lentini: Il reparto di Rianimazione di Lentini non è stato istituito con la delibera del 2013 dell’Asp di Siracusa ma dall’ultimo Decreto assessoriale di rimodulazione della rete ospedaliera n. 629/2017. La delibera cui si fa riferimento attiene a una precedente amministrazione che, peraltro, non ha mai avuto seguito visto che la Rianimazione di Lentini a quel tempo non fu mai attivata e che i fondi di cui all’art. 6 comma H della legge regionale 5 del 2009 non sono mai stati utilizzati per le Rianimazioni ma soltanto per i progetti di prevenzione individuati dall’Assessorato regionale della Salute. L’apertura delle Rianimazioni oggi, pertanto, deriva dalle attuali disposizioni di legge ed è stata inserita nella seconda annualità del Piano triennale delle assunzioni approvato da tutte le organizzazioni sindacali e dall’assessorato regionale della Salute e non esclude la successiva realizzazione dell’Oncoematologia e degli altri reparti chiamati in causa nel rispetto della programmazione regionale e locale. Questa amministrazione, infatti, è ben consapevole dell’importanza strategica del presidio ospedaliero di Augusta che sarà completato nei modi e nei termini previsti ma occorre fare sempre chiarezza e non ingenerare confusione e polemiche che non giovano all’interesse comune di condivisione nelle attività di sviluppo del territorio”.

In riferimento alla nota del sindaco di Augusta, il commissario dell’Asp di Siracusa Salvatore Brugaletta aggiunge: “L’Azienda sta rispettando tutti gli impegni assunti in sede di conferenza dei sindaci. Tutti gli interventi previsti per il presidio ospedaliero di Augusta, ivi compreso quello del Centro Amianto, saranno puntualmente realizzati secondo il cronoprogramma pubblicato col Piano triennale delle assunzioni. Si ribadisce, infine, che le Rianimazioni di Avola e Lentini saranno aperte con fondi di bilancio aziendale senza intaccare quelli riservati all’area a rischio ambientale”.

A chiudere il lungo elenco di interventi è il consigliere comunale di #perAugusta Giuseppe Di Mare: “è proprio vero, la campagna elettorale fa miracoli, compreso quello di far capire all’amministrazione che al presidio ospedaliero Muscatello le cose non vanno bene, e poco importa se con il proprio comportamento omissivo e distratto, l’amministrazione, insieme alle costanti scelte discriminatorie della direzione generale sanitaria dell’Asp, di fatto stanno spogliando il nostro Ospedale riducendolo, forse, in un Pronto Soccorso. Che senso ha richiamare una mozione del Consiglio Comunale del 2015, da sempre disattesa, solo oggi rimane un mistero, a meno che la massima Autorità in materia sanitaria cittadina, il Sindaco, non abbia di fatto aperto ufficialmente la campagna elettorale del proprio consulente alla sanità. Affermare di assistere da mesi a “manovre” è il simbolo dello stato di questa amministrazione che assiste a tutto, come si assiste ad un concerto o ad uno spettacolo teatrale, inerme, facendo decidere ad altri il futuro della città amministrata. Si abbina a questo concetto “l’aver appreso dalla stampa” che i fondi destinati ad Augusta con l’art. 6 della legge 5 del 2009 sono stati probabilmente usati in altri luoghi, siamo al paradosso dell’attività amministrativa“.

Di Mare ricorda ancora il Consiglio comunale del 5 ottobre 2015 quando dinanzi al suo appello per evitare il depotenziamento dell’ospedale di Augusta, al suo non esser d’accordo con la dotazione proposta dall’Asp, l’allora assessore alla Sanità, oggi consulente in materia sanitaria del Sindaco, giustificò tutte le scelte dell’Asp che aveva avallato in conferenza dei sindaci, compreso lo spostamento del reparto di ginecologia fino alla scelta di portare ad Augusta delle Uos concludendo il proprio intervento con le seguenti parole “...aiutando questa dirigenza (sanitaria) a realizzare quanto previsto“.

Oggi, finalmente o pretestuosamente, si rendono conto che quel “quanto previsto” era un piano scellerato per il presente e futuro del nostro Ospedale, piano di cui molti sono i complici anche nell’amministrazione – conclude Di Mare – In aula ci siamo sempre opposti a un certo modo di intendere il futuro ed il presente del Muscatello anche quando l’amministrazione giustificava tutte le scelte, anche quando l’amministrazione condivideva piani e progetti della direzione sanitaria e sbandierava risultati raggiunti e cronoprogrammi. Forse il sindaco non sa che parla di un ospedale che non c’è più, che allo stato attuale si tratta solo di un grande pronto soccorso, che il responsabile di questa situazione è anche chi ricopre la carica di maggior responsabile sanitario della città, cioè il sindaco stesso. Oggi è facile e propagandistico svegliarsi in prossimità della campagna elettorale e lanciare la volata ai propri amici, quindi si torna a parlare di ospedale, tema su cui si possono e devono cercare consensi pre elettorali“.


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