Augusta, ordinanza contro i blocchi industriali. Il Cga sospende l’atto (scaduto) e rinvia al Tar

Per il Cga, vista "la rilevanza costituzionale e la delicatezza dei valori in gioco consigliano una pronta definizione della controversia in sede di merito da parte del Giudice di primo grado", si sollecita la fissazione dell'udienza di merito

Il Consiglio di Giustizia amministrativa ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dalla Cgil nei confronti dell’ordinanza prefettizia (scaduta il 30 settembre) contro gli scioperi in zona industriale.

Questa estate si è assistito a volantinaggi, mobilitazioniproteste davanti la prefettura in piazza Archimede e un ricorso in sede di giustizia amministrativa contro la prefettura e nei confronti di Sonatrach. E recentemente a riaccendere i riflettori sul documento dell’ex Prefetto Luigi Pizzi ci hanno pensato Le Iene con un servizio di Silvio Schembri.  Il Tar di Catania aveva già rigettato la richiesta di sospensiva dell’ordinanza prefettizia che vieta gli assembramenti nella zona industriale ma la Cgil ha deciso di proporre appello al Cga. Davanti alle portinerie, insomma, era vietata la protesta. Ma questa in realtà è una delle modalità cui si è fatto più ricorso negli ultimi anni, anche senza il supporto sindacale, per farsi sentire dalle aziende creando problemi sul traffico e per l’accesso alla sede di lavoro

Per i giudici amministrativi di primo grado, l’ordinanza del prefetto che ha fatto tanto discutere, appariva “rispettosa dei limiti individuati dalla Corte costituzionale” in quanto “adeguatamente motivata”, il Cga considera invece che, per quanto l’efficacia temporale del provvedimento impugnato si sia nelle more esaurita, “la rilevanza costituzionale e la delicatezza dei valori in gioco consigliano una pronta definizione della controversia in sede di merito da parte del Giudice di primo grado” e per questo motivo “accoglie la domanda cautelare ai soli fini della sollecita fissazione dell’udienza pubblica di discussione dinanzi al competente Tribunale” a Catania. Quindi, se possibile, prima che un nuovo prefetto (di cui si attende ancora la nomina) possa successivamente decidere in merito a un’eventuale riproposizione della stessa.

A far discutere, praticamente tutta Italia, la lettera da Mosca, da cui sarebbe partito tutto: quella dell’ambasciatore russo in Italia, Sergey Razov, che avrebbe chiesto l’intercessione del ministro degli Interni, Matteo Salvini, per evitare nuovi blocchi fuori dagli impianti che in passato avrebbe già causato danni per milioni di euro alla Lukoil fino ad arrivare alla tanto discussa ordinanza prefettizia che vietava gli assembramenti in zona industriale.


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