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Augusta, nuovi piazzali al porto e cementificazione saline Mulinello: nuovo appello degli ambientalisti, il sindaco dice “si” al progetto

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Dopo al ripubblicazione del bando per i lavori di ampliamento dei piazzali al porto commerciale riaggiornato con uno costo lievitato a 62,5 milioni di euro che comporterà la cementificazione di 300.000 metri quadri di suolo e la conseguente copertura di circa 80.000 metri quadri dell’ex salina Mulinello lato nord tornano alla carica gli ambientalisti che lanciano un nuovo appello affinché venga attuato il piano di gestione 303/2017 che tutela le aree umide delle saline Mulinello al sindaco Cettina Di Pietro, che però dichiara “di dover contemperare gli interessi della tutele dell’ambiente con quello dello sviluppo del porto e che sostanzialmente non si opporrà al progetto“.

“Con franchezza le diciamo che –scrivono Italia nostra, Legambiente, Lipu e Wwf- dalla missiva del presidente Annunziata, a nostro parere, non emergono elementi tali da rassicurarci, anzi ancora una volta constatiamo la volontà di procedere, senza alcun ripensamento, verso la realizzazione di opere estremamente costose e ad alto impatto ambientale, concepite nel secolo scorso e che non ci sembrano affatto adeguate agli scenari presenti e futuri del trasporto marittimo ed intermodale, oltremodo incompatibili con l’esigenza primaria di tutelare le preziose aree naturali; un patrimonio inestimabile per l’integrità del nostro territorio da difendere, salvaguardare e consegnare intatto alle future generazioni”. Secondo gli ambientalisti l’Autorità  di sistema del mare di Sicilia orientale sembra non valutare il fatto che l’ampliamento piazzali è stato ritirato dalla scheda “Grandi progetti” su richiesta del ministero delle Infrastrutture.  “Elemento questo che dovrebbe al contrario – sottolineano-  essere ben ponderato affinché si assumano logiche e consequenziali decisioni non troviamo nelle parole del presidente Annunziata alcuna volontà di prendere seriamente in considerazione le fondate questioni che stiamo ponendo e la priorità delle ragioni di tutela e conservazione rispetto a quelle  astratte e indefinite della evoluzione del mercato globale della logistica”.

Italia nostra si dice pronta a rivolgersi alla Procura con un ricorso per rifiuto ed omissione di atti di ufficio “considerata l’inerzia degli enti coinvolti”, alle associazioni risponde il sindaco Di Pietro che sottolinea la necessità dell’amministrazione di dover “contemperare gli interessi di  tutela dell’ambiente che per noi sono primari  con quelli dello sviluppo economico del porto”. Il primo cittadino ricorda che lo studio a cui si fa riferimento che non prevede grossi traffici  container al porto megarese è del 2016, “adesso siamo quasi al 2019 e lo scenario sembra mutato anche   alla luce della nuova normativa, che – spiega- non esisteva al tempo dello studio,  sulle Zes nell’area portuale dove si dovrebbe realizzare anche il raccordo ferroviario. Abbiamo sempre detto che l’ elemento essenziale per il mantenimento del porto core è questo tipo di infrastruttura. Se l’opera rappresenta un elemento essenziale di sviluppo del porto, posso caldeggiare quanto dicono le associazioni, ma in un mutato scenario  e stando così le cose, dove c’è  una concreta prospettiva di sviluppo non me la sento di dire di no allo sviluppo del porto –aggiunge- con Italia nostra stiamo portando avanti l’area marina protetta di Agnone-Brucoli, la riqualificazione delle saline Regina, però dall’altro devo garantire lo sviluppo economico del porto. Le aree per la Zes che ho individuato sono tutte circostanti al porto. Come faccio a bloccare prima un’infrastruttura e poi dire che nella stessa area si può fare sviluppo?