Si è concluso con un nulla di fatto, senza alcuna presa di posizione ufficiale, mozione o documento condiviso che dovrebbero essere prodotti in un prossima seduta, il consiglio comunale monotematico che si è riunito ieri sera, a palazzo San Biagio, per discutere della questione degli sbarchi di migranti al porto commerciale di Augusta e in particolare del centro di primo soccorso e accoglienza (Cpsa) al posto dell’attuale tendopoli dentro lo scalo commerciale. Il consiglio era stato chiesto, nei mesi scorsi, dai 9 consiglieri di opposizione e si è svolto anche alla presenza di Marinella Iacolare, funzionaria della Prefettura di Siracusa e componente del tavolo tecnico che si sta occupando di allestire il Cpsa e di Andrea Annunziata, presidente dell’Autorità di sistema del mare di Sicilia orientale.
La referente della Prefettura ha sottolineato che con il Cpsa si “tratta di dare veste giuridica al sistema emergenziale che va avanti da anni e ci saranno due fasi: la prima – ha spiegato – è in atto che comporterà l’individuazione di un’area limitrofa a quella dove oggi ci sono gli sbarchi e con dimensioni più ridotte dove verranno allestiti dei moduli prefabbricati destinati ad esser spostati quando si passerà alla seconda fase di individuazione di un’area esterna al porto, ma prossima”.
Annunziata ha ribadito che “avere 10 mila metri quadrati all’interno del porto per noi è un problema e per questo abbiamo chiesto di spostare la struttura in un’area più delocalizzata. I due anni sono compatibili con il nostro imponente piano di investimenti che è messo in campo”, ha detto, sottolineando di aver concesso 5 mila metri quadrati ad Invitalia che sta curando la progettazione, anche se alcuni consigli di opposizione citando documenti della società di progettazione in house del ministero dell’Economia hanno parlato di un Cpsa di 24 mila metri quadrati rispetto ai 10 mila che ci sono attualmente.
Il sindaco Cettina Di Pietro ha affermato che “la normativa europea ci impone che nei punti di sbarco ci siano centri di identificazione e queste due cose sono strettamente imprescindibili. Il termine della questione va formulato nel senso che si dovrebbe dire no agli sbarchi di Augusta e non solo all’hotpost in quella mozione consiliare del 2015 questo non è stato detto”.
Diversi gli interventi dei consiglieri comunali, anche accesi, in aula erano presenti i parlamentari nazionali del Cinque stelle Maria Marzana e Stefano Zito, il parlamentare regionale di Ap Enzo Vinciullo, Marina Noè, presidente di Assoporto e Domenico Tringali rappresentante di Confindustria.
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni

