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Augusta, nomina presidente Autorità portuale, Diana (Confcommercio): “Si attinga alle migliori menti”

Il presidente provinciale delle attività portuali di Confcommercio sottolinea “i limiti dell’attuale quadro normativo, che poi sono alla base dell’insoddisfazione dei Comuni e della Regione”

 “Auspichiamo che il ministero attinga alle migliori menti che abbiano ricoperto ruoli simili o superiori, per la scelta del presidente dell’Adsp, poiché l’affidamento degli incarichi non debba essere un modo come riempire delle caselline, piuttosto come migliorare l’economia martoriata del nostro Sud”. A dirlo è il presidente provinciale delle attività portuali di Confcommercio, Francesco Diana, che interviene sulla vicenda della nomina del presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale, da quasi un anno commissariata e al centro di una querelle politica tra il ministro dei Trasporto Enrico Giovannini che aveva indicato l’attuale commissario Alberto Chiovelli, e poi pare anche l’attuale segretario generale Attilio Montalto, e il presidente della Regione Nello Musumeci – insieme ai sindaci di Augusta, Priolo e Melilli- che ha negato l’assenso sul primo  nome sollecitando fino a qualche giorno fa il ministro a  procedere celermente con la nomina.

Non occorre limitarsi  al caso contingente, ossia alla ricerca del profilo ideale del successore di Andrea Annunziata ultimo presidente, ma – prosegue Diana- bisogna delineare i limiti dell’attuale quadro normativo, che poi sono alla base dell’insoddisfazione dei Comuni e della Regione che in qualche modo hanno posto veti sui nomi proposti negli ultimi mesi”.

La riforma del sistema portuale, risale al 1994, con la famosa legge 84/94, che di fatto riordinava i porti e attribuiva la gestione degli approdi principali all’Autorità portuale  con il suo  comitato portuale composto da rappresentanti dei comuni, delle categorie, della Regione, degli agenti marittimi, degli armatori e così via.

“La vecchia autorità portuale – sottolinea ancora  il presidente  delle attività portuali di Confcommercio – veniva considerata troppo numerosa, ma sicuramente rappresentava al meglio le forze produttive del porto. Inoltre, il quadro burocratico che legava ogni scelta a barocchi procedimenti, rappresentava il vulnus delle neo create autorità portuali. Di contro, nella normativa originaria, il presidente veniva nominato dal ministero dei Trasporti e della Navigazione, attingendo da una terna espressa dai Comuni, dalla Camera di Commercio e dalla Regione, dunque il territorio era fortemente coinvolto nella scelta del vertice. Nel 2016, il Governo Renzi, con la Riforma Delrio, con una spinta accentratrice, pose fine al comitato portuale, sostituendolo con un comitato di gestione, composto dai rappresentanti del Comune, della Regione, della Capitaneria di porto, nel caso dell’Autorità di sistema del mare di Sicilia Orientale. Con un colpo di spugna furono cancellati, inspiegabilmente, i rappresentanti del Comune di Melilli e di Priolo, che pure ospitano una gran parte del porto di Augusta. La riforma voluta dall’allora ministro Graziano Delrio non incise purtroppo sulla burocrazia assillante, e – conclude Diana- non incontrò, grandi opposizioni tra gli operatori marittimi e le varie associazioni di categoria”.


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