Augusta, no del Comune all’ampliamento dell’inceneritore Gespi e all’Oikhothen

Riceviamo e pubblichiamo per intero una lettera firmata dalle associazioni AugustAmbiente e Decontaminazione Sicilia:

Come Associazioni AugustAmbiente e Decontaminazione Sicilia, apprendiamo dalla stampa che il Comune di Augusta, in una recente conferenza dei servizi tenutasi a Palermo, relativa all’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) regionale, “ha espresso parere negativo all’ampliamento della seconda linea dell’inceneritore della Gespi”, e parere contrario alla realizzazione della piattaforma polifunzionale Oikothen.

Apprezziamo le decisioni dell’Amministrazione megarese; le nostre Associazioni ammirano quanto viene fatto a difesa della salute e dell’ambiente, anche se attendiamo da anni risposta alle nostre istanze, relative proprio a detto inceneritore, con le quali cercavamo di contribuire al rispetto di detti suddetti valori.

L’asserzione che “il Comune continui ad opporsi fermamente alla nascita di nuovi impianti che potrebbero comportare rischi di inquinamento nel territorio megarese”, non è da noi condivisa perché questo principio non è stato adottato, per esempio, quando si è trattato del rigassificatore, per il quale era stato addirittura vietato un legittimo referendum voluto dai cittadini, cosa saggiamente permessa a Priolo e Melilli.

Ritornando al no all’Aia relativa all’ampliamento dell’inceneritore, essa è definita integrata nel senso che nelle valutazioni tecniche sono considerate congiuntamente tutte le diverse linee di impatto sull’ambiente dell’attività da autorizzare, perseguendo una prestazione ambientale ottimale di controllo e di gestione.

AugustAmbiente e Decontaminazione Sicilia si sono adoperate a che fossero garantite dette prestazioni ambientali ottimali da parte dei gestori di impianti industriali, ed a tal proposito hanno suggerito al Comune di assumere, con ordinanze di necessità ed urgenza per rischi alla salute, deliberazioni atte alla prevenzione ed alla mitigazione dell’inquinamento dell’aria, del suolo e dell’acqua.

In particolare, per l’inquinamento atmosferico, abbiamo suggerito il monitoraggio in continuo, 24 ore al giorno per 365 giorni, degli effluenti gassosi esteso anche agli organoclorurati (diossine, dibenzofurani, Pcb ed esaclorobenzene) e metalli pesanti come avviene in altri insediamenti industriali italiani ed esteri, e non con gli attuali 3 controlli annuali che durano 8 ore, o poco più, e per giunta vengono effettuati in giorni prestabiliti.

Abbiamo chiesto al Comune, al fine di impedire che prodotti inquinati finiscano nella catena alimentare, di vietare coltivazioni e pascoli in un raggio opportuno attorno agli impianti industriali, idea che è stata convertita, su nostra iniziativa, nella proposta di legge 3758, presentata l’11 ottobre 2010, nella XVI Legislatura della Camera dei Deputati, col titolo “Disposizioni per la prevenzione delle malattie croniche degenerative, malformative e oncologiche da inquinamento ambientale”. Nei terreni vicini alle industrie andrebbero consentite solo coltivazioni di oleaginose, da cui ricavare olio per produrre biodiesel. Anche in questi casi le nostre istanze sono state regolarmente ignorate.

Ci viene da porci una domanda: la forte attenzione alle problematiche ambientali dell’Amministrazione megarese, manifestatasi solo ora, scaturisce da ravvedimento o da inizio di campagna elettorale?


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