Il Comune di Augusta avrà un suo depuratore e non si allaccerà all’Ias. Lo ha detto, a chiare lettere, stamattina al consiglio comunale di palazzo San Biagio il commissario unico per la depurazione, che ha preso parte alla seduta convocata su richiesta di alcuni consiglieri comunali dell’opposizione che avevano chiesto una seduta monotematica. Rolle, che da un anno e mezzo ha avuto l’incarico di gestire la delicata questione della mancata depurazione dei reflui e ha confermato, dunque, che verrà costruito un depuratore a Punta Cugno.
“Entro febbraio- prima decade di marzo verrà bandita la gara di progettazione e poi manderemo in gara unica il progetto che ci sarà consegnato. Contiamo di rispettare il cronoprogramma che abbiamo fatto che prevede l’inizio dei lavori a giugno 2020”– ha detto.
Ad accompagnarli c’erano anche Attilio Toscano, responsabile della segretaria tecnica della struttura commissariale già ai tempi del primo commissario regionale Vania Contrafatto che ha ricordato tutta la fase del commissariamento iniziato a giugno 2015 e che servirà a far superare la condanna della Comunità europea per lo sversamento in mare sfociata in una sanzione comunitari che lo stato sta pagando dal 1 giugno 2018, con una tantum relativa anche al periodo precedente
“È stato fatto una masterplan complessivo dell’ intervento Augusta-Borgata- poi Monte Tauro e Brucoli e i 12 progetti iniziali – ha spiegato Toscano- sono stati accorpati per procedere con un’unica progettazione. Ci siamo imbattuti in un problematica amministrativa perché ci siamo resi conto che il collettore, che va dalla stazione P0 a Punta Cugno non era mai stato collaudato. Era un’opera realizzata con un appalto vecchio e fondi della Regione, con stazione appaltante l’amministrazione comunale. Abbiamo già l’interlocuzione con l’ Autorità portuale per lo scarico a mare del depuratore di Punta Cugno, attraverso una condotta di allontanamento che potrà essere agganciata ad un pontile esistente. La progettazione sarà comprensiva di tutto quello che serve e si avrà una contezza certa dell’ammontare del costo di tutti questi interventi, come sempre avviene a fine progettazione”. Anche se nella relazione all’Ars di quest’estate lo stesso commissario che per fare le gare userà la centrale di committenza attrezzata e statale come Invitalia aveva parlato di una stima dei costi pari a 55 milioni di euro.
Poi ha ricordato che l’ex commissario Contrafatto sul finire del suo mandato ha bandito la gara per indagini che si è conclusa da poche settimane. Di questo ha parlato Riccardo Costanza, responsabile unico del procedimento ha descritto il quadro “molto contraddittorio e con carenza di natura amministrativa” che hanno trovato nel momento in cui hanno chiesto la documentazione per capire lo stato delle cose.
“C’erano progetti esecutivi su cui – ha proseguito- ancora non era stato espresso nessun parere da parte di nessun ente, abbiamo verificato che sulle vasche già costruite ci sarebbe la possibilità di riutilizzarli. Sotto il profilo geognostico abbiamo indagato sia il profilo di Punta Cugno che quello della stazione P0 si sollevamento centrale e non sono emerse criticità, mentre la rete fognaria, realizzata oltre 50 anni fa e nel corso degli anni modificata, presenta dei problemi. E’ una rete incompleta che non ha sempre un recapito e non arriva a collettamento integrato. Ad Agnone non avendo opere abbiamo preferito non intervenire in questo momento”.
Per Costanza la soluzione di allaccio all’Ias è “più costosa e prevede tempi più lunghi – ha spiegato anche da un punto di vista tecnico- Le verifiche idrauliche non hanno avuto esito positivo allo stato attuale il collettamento dei reflui di Augusta più quello di tutta l’area industriale, di Priolo e Melilli fanno si che questo collettore ad oggi non sia compatibile. Ci vorrebbe un collettore di 16 chilometri da Punta Cugno all’Ias, da realizzare su strada, all’uscita di tutte le aree industriali, con un costo importante e quasi del doppio. All’Ias ci sono consumi energetici importanti e andrebbero effettuate anche una serie di manutenzioni per risolvere una serie di criticità principali nelle vasche. Da rifare anche alcune opere per caratterizzare il ciclo di trattamento dei reflui che sono fuori servizio da circa 20 anni”.
Ha parlato anche della criticità sulla condotta sottomarina ma anche di tipo gestionale –amministrativo. Per l’Ias erano presenti Sebastiano Bongiovanni, componente del consiglio di amministrazione e il direttore generale Enrico Monteleone che, nel ribadire la disponibilità dell’Ias a collaborare con la struttura commissariale – così come hanno fatto considerata che l’ultima richiesta di documentazione del commissario è stata protocollata il 25 gennaio – e dell’Ias ad accogliere i reflui di Augusta non hanno potuto far altro che prendere atto della decisione della struttura commissariale contenuta nello studio di fattibilità. consegnato per la prima volta all’Ias cosi come ai consiglieri nel corso della seduta.
Legambiente rappresentata da Enzo Parisi tra l’altro, ha sollevato forti perplessità e contrarietà sul fatto “che si prevede che i reflui depurati vengano scaricati a mare in prossimità del pontile consortile di Punta Cugno, temendo che in caso di guasto del depuratore anche le acque nere non trattate finiscano a mare in quel punto”. Sono intervenuti il sindaco Cettina Di Pietro che ha sottolineato che per quanto riguarda i costi gestionali e le tariffe ci saranno dei cambiamenti con una sola tariffa unica per tutta l’utenza d’ambito. Hanno preso parola inoltre, i consiglieri Silvana Danieli, Giuseppe Di Mare, Marco Niciforo,Biagio Tribulato, Marco Patti, Vincenzo Canigiula e Giancarlo Triberio.
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