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Augusta, “no” al Centro di prima accoglienza migranti al porto. Il consigliere Schermi: “se ne discuta in aula”

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Inserire all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale la discussione di un documento che esprima parere negativo sulla realizzazione  del centro temporaneo per il primo soccorso ed assistenza dei migranti al porto commerciale di Augusta.

E’ la richiesta, protocollata ieri,  dal consigliere comunale Giuseppe Schermi, portavoce comunale del collettivo spontaneo DiEm25 Augusta1 Dsc, che riaccende i riflettori sulla realizzazione, da parte del Governo nazionale, della struttura per l’accoglienza dei migranti  dentro il porto, dove già da 4 anni esiste una tendopoli  che verrà sostituita dal Cpsa.

Schermi spiega che, ai sensi della nota della prefettura del 20 ottobre scorso, per la realizzazione dell’intervento “è necessario acquisire pareri, licenze, autorizzazioni, nulla osta ed assensi anche da parte del Comune di Augusta, e pertanto – aggiunge- è stata indetta dalla Prefettura di Siracusa una conferenza di servizi. Entro 15 giorni dalla ricezione della indizione di conferenza, ovvero entro il 7 novembre, il Comune di Augusta può richiedere alla Prefettura integrazioni documentali o chiarimenti e la determinazione conclusiva della conferenza di servizi dovrà esser adottata entro il 18 dicembre. Si considera acquisito l’assenso senza condizioni qualora il rappresentante del Comune di Augusta non partecipi o non esprima la propria posizione”.

Da qui la proposta di portare in aula, con urgenza, la discussione  su un documento  in cui i consiglieri comunali  esprimano “parere negativo alla realizzazione del centro in quanto incompatibile con le attività economiche del porto commerciale di Augusta così come definite ai sensi della normativa europea, in quanto porto core. – si legge nel testo- Il numero di sbarchi in Sicilia si è notevolmente ridotto da giugno ad oggi, facendo venir meno il carattere di necessità ed urgenza, non sono state analizzate alternative alla realizzazione dentro il porto commerciale di Augusta, né proposti altri punti di sbarco in territorio siciliano.”