Augusta, niente piazzali sulle saline del Mulinello: l’Autorità portuale revoca il bando di gara

Si tratta di uno degli ultimi atti dell’ormai ex commissario straordinario Errigo, soddisfatta Legambiente che da sempre si oppone all’opera

Niente ampliamento del porto commerciale sulle saline del Mulinello. L’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale ha, infatti, revocato il bando di gara per la realizzazione dei nuovi piazzali attrezzati con un’apposita delibera commissariale, che porta la data del 31 gennaio scorso, quindi qualche giorno prima della fine dell’incarico di commissario straordinario del generale della finanza in pensione Emilio Errigo, chiamato ad ottobre dal ministero delle Infrastrutture a sostituire il presidente dell’Autorità portuale, Andrea Annunziata. Che il 4 febbraio è rientrato nella sede del porto dove ha ripreso il suo ruolo e si trova adesso sul tavolo il provvedimento del commissario.

L’ opera è da sempre contestata da associazioni ambientaliste e anche da qualche politico, perché cementificherebbe un’area umida come quella delle saline del Mulinello, alla base delle decisione ci sono diverse ragioni che il commissario Errigo elenca nel suo articolato provvedimento. “Avendo appreso di sopravvenuti dispositivi e regolamentari inerenti la disciplina dei profili ambientali delle aree oggetto delle procedure in argomento, -scrive- si è proceduto ad una rivisitazione della documentazione amministrativa istruttoria relativa alle aree, dalla quale è emerso il decorso del termine di cinque anni dalla emanazione della Via del 2007 e della valutazione di non assoggettabilità del 2013 (per le relative opere) che ha determinato, di fatto, la fine dell’efficacia del provvedimento, con la conseguenza che il procedimento deve essere nuovamente avviato; è da ritenere che – si legge nella delibera- la validità quinquennale si riferisca non solo alla Via, ma anche all’esclusione da Via”, inoltre il Put, il Piano di utilizzo delle terre redatto nell’ambito del progetto per la realizzazione dei piazzali attrezzati I e II stralcio è scaduto.

E ancora e soprattutto: “una quota parte delle aree costituiscono un sito di attenzione Pai, il piano di gestione Saline della Sicilia orientale, approvato in via definitiva con decreto del dirigente dell’assessore regionale al Territorio e ambiente del 12/04/2017, prospetta l’intenzione di ampliare su quota parte delle aree interessate dei lavori in oggetto i medesimi vincoli ambientali sussistenti sulle Zps e Zsc vigenti”, considerato che nelle aree destinate ai piazzali risultano insistere aree umide ed un corridoio ecologico che, in ragione di provvedimenti sopravvenuti, anche se non ancora definitivamente vincolanti, individuano nelle medesime aree un habitat prioritario e la volontà di provvedere ad una successiva tutela anche in ordine ai principi comunitari”.

Inoltre, su quota parte della medesima area, la Soprintendenza ai Beni culturali di Siracusa ha avviato la verifica dell’ interesse culturale per l’apposizione di un vincolo etnoantropologico, comunicato all’ Autorità con nota del 11/10/2019, la stessa Soprintendenza il 21 gennaio di quest’anno ha comunicato, inoltre, l’avvio di un ulteriore procedimento finalizzato alla verifica d’ufficio dell’ interesse culturale, che ha ad oggetto l’area della “Saline del Mulinello”, in larga parte interessate dalle infrastrutture da realizzare con la gara d’appalto in oggetto e a “gara già iniziata è scaduto il periodo di vigenza quinquennale del decreto di non assoggettabilità Via dell’opera de qua, illo tempore assunto dal dicastero di competenza e che, alla luce delle sopravvenute citate specifiche ambientali, sarebbe quanto meno improbabile potere rinnovare” .

Per tutte queste ragioni visti gli atti acquisiti dall’ufficio contenzioso e dall’ufficio tecnico, area grandi infrastrutture e preso atto delle interlocuzioni intercorse con l’Avvocatura distrettuale dello Stato, “ritenuto che allo stato la procedura di gara non evidenzia la sussistenza delle garanzie di salvaguardia e rispetto dei principi di buon andamento, economicità, efficienza, imparzialità e di legittimo affidamento si delibera la revoca del bando di gara” – conclude il provvedimento.

Il commissario, infine, ha disposto di avviare a cura del rup una verifica in ordine “alle refluenze, dirette e/o indirette, che le motivazioni sottese alla presente delibera hanno sul progetto del raccordo ferroviario, adottando ogni iniziativa tecnico amministrativa utile a conformare detto progetto infrastrutturale ai principi di buon andamento, economicità, efficienza e di legittimo affidamento”. Si sta, inoltre, valutando la convenienza di attivare gli adempimenti per l’eventuale procedura di revoca e/o di annullamento degli atti di espropriazione delle aree già acquisite o ancora in corso per la realizzazione dei lavori.

Il bando di gara pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea per 62 milioni di euro il 21 agosto 2018 è stato rettificato due volte. Sono pervenute 22 domande di partecipazione, due le ditte escluse, una delle quali ha presentato ricorso tuttora pendente al Tar di Catania. Canta vittoria Legambiente che, come Italia Nostra, altre associazioni  ambientaliste  e il consigliere comunale Diem 25 Giuseppe Schermi, si è sempre opposta all’opera tant’è che c’è ancora pendente al Tar un suo ricorso. “Merito al commissario Errigo che ha detto le cose come stanno- ha commentato Enzo Parisi- mettendo nero su bianco che le osservazioni che abbiamo a suo tempo presentato sono sostenute da reali motivazioni, tali da impedire la realizzazione dell’opera e da non far considerare fattibile il progetto”.

 


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