Affascinato dal film tutto siciliano “Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore, che ormai conosce a memoria, è riuscito a entrare nella prestigiosa Usc, l’University of Southern California di Los Angeles dove studia arti cinematografiche. E sogna di fare lo sceneggiatore e il regista, non dimenticando Augusta, dove è nato e a cui ha già dedicato un film. È la storia di Davide Pinto, ventenne italo-americano -nato dai genitori augustani Angelo e Simona Spadola, emigrati in America dove papà Angelo lavora come fisico nucleare – che ha lasciato Augusta a soli 8 mesi, ma qui ritorna ogni volta che può per trovare i parenti, come sta facendo in questo giorni di vacanza insieme a un amico.
Accompagnato dalla nonna paterna Pina Mignosa oggi ci ha raccontato della sua grande passione per il cinema perchè “per me che sono timido – ha detto – creare dei film è stato un modo per dire con le immagini quello che non riuscivo a dire con le parole. Creare dei film era il mio modo di trasmettere le mie idee, di riuscire a far ridere e a volte anche piangere anche se solo per un attimo le persone che li guardavano”.
E di come abbia mantenuto la conoscenza della lingua italiana, che parla solo in famiglia, grazie ai film in italiano come “La vita è bella” di Roberto Bengini e “Nuovo Cinema Paradiso quest’ultimo “molto di più che un semplice film, una lettera d’amore per il mondo del cinema – ha aggiunto – È il film che ho utilizzato nella mia domanda di ammissione al college ed è proprio per questo che sono stato scelto. Sono uno dei 25 prescelti suo 10 mila che avevano presentato la domanda. Sebbene io non abbia mai incontrato Tornatore ogni singola parola del suo film sono impresse nella mia mente e continuano ad influenzare la mia vita. Non ho mai avuto l’onore di incontrarlo, ma spero tanto di avere un giorno l’opportunità di farlo e ringraziarlo personalmente per il grosso impatto che ha avuto nella mia vita. E per avermi trasmesso l’amore per il cinema e per essere stato uno dei più importanti insegnati della mia vita. Ogni volta che riguardo questo film sono travolto da mille emozioni, intraprendo un romantico viaggio e mi ritrovo nuovamente in Sicilia”, in quei luoghi non troppo distanti da Augusta in cui è ambientato, invece, uno dei film che ha già scritto. E dove si ritorna al passato alla seconda guerra mondiale luoghi con immagini di luoghi come il Faro Santa Croce e piazza Duomo e dove il protagonista che è un giovane augustano che parte per il fronte per andare a combattere ma si perde e non trova più i suoi compagni di squadra. Incontra, invece, un americano che si trova nelle sua stessa situazione. Vorrebbe tornare nella sua amata cittadina, dove vive la sorella.
“Spero un giorno di trovare qualcuno interessato a produrre il mio film”, ha proseguito, anche se realizzare il sogno e soprattutto dirlo ai genitori, che lo avrebbero voluto laureato in informatica, non è stato facile. “Nonostante la passione fosse fortissima – ha ricordato – ero molto spaventato dall’idea di dirlo a genitori. Avevo paura di deluderli, così ho mantenuto il segreto e ho cominciato a studiare all’università di San Diego informatica come sempre i miei genitori mi avevano consigliato. Un giorno sono andato a trovare un amico all’University of Southern California e quello è stato il momento più importante della mia vita. Mi sono emozionato fino ad avere gli occhi pieni di lacrime nel camminare tra quelle stanze dove si onorava e si raccontava la storia del cinema”.
Tornato a casa ha cominciato a scrivere il film che gli ronzava in testa, nonostante la stanchezza trovava la sera il tempo per farlo. Fino al giorno in cui, qualche mese dopo ha chiamato i genitori e ha detto loro che aveva qualcosa di importante da dire. “Ho messo il mio lavoro davanti a mio padre e gli ho mostrato cosa avevo scritto – ha concluso – I miei genitori hanno incominciato a leggere e dopo poco le loro lacrime sono cominciate a scendere copiose. Loro che per tanto tempo si erano opposti al mio sogno con tutte le loro forze erano finalmente diventati i miei sostenitori più convinti. Mio padre guardando negli occhi mi ha detto: “sono venuto in questo paese per realizzare i nostri sogni quindi cominciamo a realizzare il tuo sogno”. E così è stato per Davide che oggi, felice, è già al primo semestre di università con il sogno di incontrare il suo regista preferito Tornatore.
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