Nuovo Dpcm, Musumeci al governo Conte: “Roma pensi al ristoro per le attività chiuse”

Augusta, Massimo Casertano replica all’ex Sindaco Tringali: “La mia è solo un’analisi politica su vicende amministrative”

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota di Massimo Casertano, in risposta all’ex Sindaco di Augusta, Carmelo Tringali (Leggi Qui):

Apprendo (prima ancora di riceverne notifica ufficiale) dalla stampa di essere stato querelato dall’ex sindaco Carmelo Tringali, per un presunto contenuto diffamatorio (non meglio precisato) di un mio manifesto.

Evidentemente Tringali non conosce l’articolo 21 della Costituzione e le diverse sentenze della Suprema Corte in merito: l’ultima delle quali (n.6902 del 8 maggio 2012) chiarisce quali siano le condizioni necessarie per poter invocare la scriminante dell’esercizio del diritto di cronaca ed i limiti della diffamazione.

Giova allora ricordagliele: è fondamentale che la notizia pubblicata sia vera e che sussista un interesse pubblico alla conoscenza dei fatti. Il diritto di cronaca, infatti, giustifica intromissioni nella sfera privata laddove la notizia riportata possa contribuire alla formazione di una pubblica opinione su fatti oggettivamente rilevanti (principi di verità e continenza).

Personalmente, in qualità di rappresentante politico (soggetto pubblico) mi avvalgo di questa facoltà nei confronti di un altro soggetto pubblico (un ex sindaco) e valuto – come è mio diritto – vicende di importante e rilevante attualità pubblica. Tringali si sentirebbe diffamato da un mio manifesto a commento della vicenda delle infiltrazioni mafiose al Comune di Augusta, perchè io “chiamo in causa anche i sindaci che hanno governato la Città negli ultimi 25 anni”?

Chiarisco, che nel manifesto – riguardo alla fattispecie delle infiltrazioni mafiose – non vi è alcun riferimento personale diretto nei confronti di alcun sindaco (né tantomeno nei suoi) né su presunte responsabilità: il testo è una disamina della situazione politico-amministrativa di Augusta negli ultimi 25 anni e pone una serie di interrogativi, in particolare, sul degrado della Città, sul dissesto finanziario e sulle indagini relative allo scioglimento del consiglio comunale.

Il riferimento ad eventuali coinvolgimenti di amministratori è però al vaglio delle indagini della Magistraura, che – come è noto – sta passando in rassegna tutta l’attività amministrativa di Augusta degli ultimi 25/30 anni. E quindi anche degli anni ’90, periodo in cui Tringali è stato sindaco.

Pertanto ,Tringali rivolga i suoi strali – piuttosto che nei miei confronti – agli Organi di Stato che hanno fondato le loro drastiche decisioni ed i loro provvedimenti anche sul trentennale degrado politico-amministrativo di Augusta.

Gli unici riferimenti personali a Tringali riguardano le vicende giudiziarie in cui è stato coinvolto durante la sua attività politico-amministrativa (accomunandolo ai successivi sindaci). E senza entrare nel merito, senza parlare di responsabilità, di condanne e senza appiccicare “etichette” mi limito ad uno scarno riferimento politico: è cronaca politica (in un contesto di disamina amministrativa degli ultimi 25 anni) che la sua sindacatura si interruppe a causa di vicende giudiziarie (molti ricordano ancora l’irruzione della Guardia di Finanza nella sua abitazione attraverso il balcone, mediante la scala del camion dei pompieri).

Altri riferimenti personali al Tringali (in alcuni miei pubblici interventi) riguardano poi l’attività di amministratore. E li confermo. Infatti non credo che possa essere definita “efficiente amministrazione” quella di un sindaco che lasciò una città con un centinaio di famiglie dentro i containers, un campo sportivo inagibile, un pallone tensostatico incompiuto ed altre carenze.

Per quanto riguarda la “ricostruzione a tempo di record” di cui si vanta Tringali, i cittadini di Augusta sono testimoni oculari viventi dell’incresciosa vicenda del campo containers delle Saline, rimasto in funzione per quasi dieci anni.

In merito, infine, alla “rappresentazione del momento di buona politica”, ci sarà tempo – da qui alle prossime elezioni – di affrontare dettagliatamente questo tema. E credo da sempre che gli unici arbitri in questi giudizi siano i cittadini.

Ed allora: come è possibile che un sindaco che ha governato così bene, da ritenersi “rappresentante di un momento di buona politica” in due diverse tornate elettorali, successive alla sua sindacatura, per due volte candidato, non sia riuscito neanche ad essere eletto come consigliere comunale?


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo