Suoni, parole e i canti tipici della tradizione pasquale e della Madonna rievocate anche dai bambini. È stato questo “Lu venniri matinu”, il concerto di canti e poesie tradizionali siciliane e non a cura del coro di voci bianche “Yap” e di voci femminili della corale “Euterpe”, diretti dal maestro Rosy Messina che si è tenuto, nei giorni scorsi, nella chiesa del patrono San Domenico.
Accompagnati alla chitarra da Michele Spinelli i piccoli Andrea, Chiara, Veronica, Carola, Chiara, Gemma, Asia, Alessandra, Martina e Sara hanno intonato, insieme alle voci delle donne della corale, alcuni brani di antichi canti e preghiere conservati grazie alla devozione polare, inframezzati da poesie che venivano recitate in processione dalle pie donne. Un modo per mantenere vive le tradizioni di un tempo “che, a volte non avevano neanche titoli e venivano individuate col primo verso – ha raccontato in esordio Cettina Messina che, assieme alla sorella Rosy ha curato la ricerca dei testi, oltre a far parte del coro – molte riguardavano la figura di Maria, il suo dolore di madre che vuole risparmiare tormenti al figlio e la cosa particolare è che questi canti erano legati anche al territorio. Ce n’è uno in cui si dice che Maria intona “uci intra lo scogghiu”.
“Si è trattata di una riflessione sulla Madonna con testi e musiche antiche che abbiamo trovato, con non poche difficoltà, cercando su vari testi e, in qualche caso, anche nel Notiziario storico di Augusta, come le due preghiere tipiche della tradizione augustana “La cruci santa” e “Lu veniri santo” scritti da due anonimi ma senza nessuna datazione”. Il breve concerto ha omaggiato anche la siciliana Rosa Balestreri, con la preghiera popolare “Lu venniri matinu” che dà il titolo al concerto e alcuni canti non in dialetto come “O fier flagelli” scritta nel XVIII secolo da Alfonso De Liguori e “Stava Maria dolente”, testo dello Stabat Mater di Jacopone da Todi musicato da Antonio Lotti.
Un momento particolare è stato quello dell’interpretazione de “Lu venire santo”, preghiera della tradizione augustana da parte del trio “Chromè” composto dalle sorelle Cettina e Rosy Messina e da Antonietta Salanitro che, al suono del jambè, si sono coperte il viso con un velo di pizzo nero per meglio testimoniare il dolore della madre. Della corale Euterpe fanno parte Maria Di Tommaso, Maria Privitera, Carmela Quartarone, Cettina Messina, Ivana Di Grande, Cinzia Scaduto, Graziella Catalano, Patrizia Saraceno, Rita Trovato, Pina Caramagno, Graziella Bari, Sara Scafiri, Antonietta Salanitro.
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni

