Augusta, l’ospedale Muscatello “rivoluzionato” per ospitare il Covid center

Diversificato anche l’accesso al Pronto soccorso per i pazienti non sospetti che entrano da un ingresso posteriore

Il vecchio plesso del Muscatello ad oggi dedicato solo al Covid center tranne che per la Cardiologia, reparti spostati e in parte sospesi, modifiche ai percorsi e un Centro di riferimento regionale di riferimento regionale per la prevenzione diagnosi e cura delle patologie derivanti dall’esposizione all’amianto, inaugurato in pompa magna a novembre scorso e oggi sospeso, con i suoi  locali riutilizzati per far posto ad attività ambulatoriali di altri reparti.

È una vera e propria “rivoluzione” di reparti ed ambulatori all’ ospedale Muscatello per far posto al Covid center, dove da alcuni giorni tutto il secondo piano del vecchio padiglione è riservato al centro per i malati di coronavirus paucisintomatici e che non necessitano di Rianimazione, ottenuto svuotando la Medicina con i suoi 18 posti, che si sommano ai 14 della Neurologia per un totale di 32 posti letto, anche se fino ad oggi i malati arrivati ad Augusta sono stati  una decina al massimo. E, dunque, molte stanze dedicate sono rimaste vuote e inutilizzate.

I pazienti entrano da una porta laterale dedicata, vicino alla postazione del 118, percorrono il corridoio che passa davanti all’ex bar e alla farmacia e accedono ad un ascensore riservato che li porta fino al secondo piano. Diventato inaccessibile ai non malati il corridoio, dove di solito sostano gli utenti che devono ritirare i farmaci, molti dei quali sono salvavita, è stato allora spostato lo sportello della Farmacia, che adesso si affaccia sulla stradella di uscita dal nosocomio, ma sempre dentro il perimetro dell’ ospedale.

Off limits, anche se completamente vuoto,  anche il primo piano. Qui fino qualche settimana fa c’era il Covid center ricavato nell’ex reparto di Chirurgia chiuso già da marzo che, una volta ultimati gli interventi di sanificazione profonda che hanno riguardato anche i condotti aerei, dovrebbe tornare ad ospitare il reparto di Neurologia, “sfrattato” al momento dal vecchio padiglione. E senza ricoveri attivi già da giorni. Funziona al momento come attività ambulatoriale al secondo piano della nuova ala, accanto a quello che fino a marzo era il Centro di riferimento regionale per la cura delle patologie legata all’amianto la cui attività, di fatto, è stata sospesa se non per una mattinata e per le urgenze.

Anche perché due dei suoi pneumologi si stanno dedicando esclusivamente ai malati Covid. Accanto sullo stesso piano altri locali sono stati riservati ai malati oncologici ed oncoematologi che qui possono proseguire con la chemioterapia e le loro cure.

Tutti i reparti sospesi, come ha affermato il direttore dell’Aps di Siracusa Salvatore Lucio Ficarra durante l’intervista sul nostro network di Siracusanews “verranno ripristinati non appena sarà cessata l’emergenza e in più sarà riaperta l’Oncoematologia con i suoi posti letti già attrezzati. Se l’epidemia dovesse persistere certamente verranno ripristinati Medicina e Chirurgia e si troverà un sito esclusivamente per fare il centro Covid. Si avranno solo due centri”.

Al momento nel vecchio padiglione, sulla cui facciata  qualcuno ha messo un lenzuolo beneaugurante, l’unico reparto no Covid rimasto operativo è, dunque, quello della Cardiologia, che ha un ingresso distante e anche se l’attività è molto ridotta. Diversificato anche l’accesso al Pronto soccorso per i pazienti non sospetti che entrano da un ingresso posteriore indicato da segnaletica orizzontale e verticale verde mentre l’abituale ingresso, oggi transennato, è riservato ai pazienti “grigi” che presentano sintomi sospetti. Anche se da quando c’è l’epidemia anche al Pronto soccorso si sono ridotti, di molto, gli accessi.


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