Augusta, le Zes sono adesso realtà: il ministro del Sud Provenzano firma il decreto attuativo

Istituite dalla legge 91 del 2017 ma solo per le aree portuali di Augusta-  Siracusa-Catania nella Sicilia orientale, si sono poi estese e sono state integrate anche con altri territori

Erano nate con il decreto legge del 20 giugno 2017 inizialmente come aree destinate a fiscalità di vantaggio attorno ai porti di Augusta e Catania per quanto riguarda la Sicilia orientale e  nel corso del tempo sono state integrate con molti più territori, anche non portuali le due Zes, le zone speciali economiche  istituite ieri sera dal ministero.

Il ministro per il Sud e la coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, ha firmato ieri il decreto attuativo delle Zone economiche speciali che si estendono per un totale di quasi 6 mila ettari, tra aree portuali, retroportuali e di sviluppo industriale e che per quanto riguarda appunto l’area orientale dell’Isola coinvolgono, oltre i due porti di Augusta con Melilli,  Priolo e Siracusa e Catania con il suo retroporto ma anche le aree industriali di Gela, Paternò, Belpasso, Messina-Larderia, Villafranca Tirrena, Milazzo-Giammoro ed Enna l’Asi, l’interporto e Mas, Tremestieri, il retroporto di Milazzo, l’aeroporto di Comiso, i porti di Pozzallo con il suo retroporto e di Messina e la zona della fiera e i  Comuni di Avola, Militello in Val di Catania, Carlentini, Vittoria, Francofonte, Solarino, Scordia, Floridia, Vizzini, Acireale, Rosolini, Pachino, Troina, Lentini, Palazzolo Acreide, Ragusa, Niscemi, Gela, Mineo e Messina.

“L’obiettivo –  si legge in una nota del Governo- è quello di attrarre investimenti in particolar modo nell’ambito dell’economia «portuale» in settori come la logistica, i trasporti e il commercio e di accompagnare la transizione ecologica degli insediamenti produttivi, attraverso una drastica semplificazione amministrativa e la possibilità di accedere a forti sgravi fiscali”.

Grazie alle Zes le aziende che si trovano nelle aree individuate avranno incentivi fiscali più credito d’imposta per gli investimenti fino a 50 milioni di euro, oltre a  semplificazioni che prevedono l’accelerazione dei tempi per interventi di urbanizzazione primaria (gas, energia elettrica, strade, idrico) alle imprese insediate nelle aree interessate.

Dopo il decreto legge di istituzione del 2017 ci sono voluti tre anni per arrivare alla firma del decreto attuativo di ieri del ministro, nel marzo 2018 il governo Musumeci aveva istituito  la Cabina di regia regionale che nell’agosto  2019 aveva identificato e delimitato le due Zes, con la redazione dei rispettivi Piani strategici. Alla Zes della Sicilia orientale è stato assegnato il 65 per cento delle aree.

Nella Zes della Sicilia occidentale si trovano  le aree industriali di Aragona-Favara, Caltanissetta, Carini con l’area Rimed, Palermo-Brancaccio, Termini Imprese, Trapani, i porti di Palermo e Termini Imprese, la Stazione Sampolo con il mercato ortofrutticolo di Palermo, la zona Palermo-Partanna Mondello, il porto di Trapani, l’aeroporto di Trapani Birgi, i porti di Mazara del Vallo, Licata e Porto Empedocle con il suo retroporto e i retroporti di Mazara, Marsala. Sono state successivamente integrate aree dei Comuni di Caltavuturo, Partinico, Palma di Montechiaro, Misilmeri, Salemi, Campofelice di Roccella, Custonaci, Ravanusa, Calatafimi, Cinisi, Gibellina e Serradifalco.


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