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Augusta: “Le condizioni ambientali delle Saline Regina stanno peggiorando” lo denuncia l’Associazione “Italia Nostra”

Giorno 10 novembre 2012 alle ore 18,30 in Augusta presso l’Auditorium comunale di Palazzo San Biagio, si è svolta la cerimonia di inaugurazione della sezione “Italia Nostra” di Augusta. Italia Nostra da più di cinquant’anni si occupa della tutela del patrimonio storico, artistico e culturale della nazione. L’associazione, nata a Roma, è cresciuta fino ad arrivare a più di 200 sezioni sparse in tutto il territorio nazionale. Di seguito riportiamo una lettera firmata dalla Presidente Jessica Di Venuta e rivolta all’ Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente, all’Assessorato Ecologia prov. Di Siracusa, al Commissario Straordinario del Comune di Augusta ed al Corpo Forestale dello Stato, in merito al peggioramento delle condizioni ambientali delle “Saline Regina di Augusta”:

“L’Associazione Nazionale Italia Nostra “Sezione di Augusta” con la presente desidera portare alla Vostra attenzione alcune riflessioni in merito al peggioramento delle condizioni ambientali delle “Saline Regina di Augusta”. Le Saline di Augusta, sono uno dei 2299 Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e Z.P.S. (zone di protezione speciale) presenti in Italia. Risultano essere una delle diverse tipologie di “Zone Umide” ; in particolare sono strutture artificiali realizzate a scopo produttivo e costruite in genere nel corso dei secoli strappando terra al mare.

Dal punto di vista ambientale le Saline hanno la valenza di una laguna salata retrodunale e riproducono un ambiente naturale che, sebbene in forme diverse, preesisteva alla creazione delle strutture produttive. Si tratta quindi di acque basse, calde e di salinità variabile. La nostra associazione già da tempo, per ridurre il degrado, l’abbandono e la sporcizia in cui si trovano, ha richiesto tramite un protocollo d’intesa col comune di Augusta di effettuare a titolo gratuito la vigilanza e la pulizia delle aree prospicienti le saline, senza peraltro ottenere alcuna risposta.

Le zone umide svolgono un ruolo straordinariamente importante per il contributo che apportano al patrimonio di biodiversità, alle specie vegetali e animali cui esse forniscono le condizioni ideali per il completamento del proprio ciclo biologico. In particolare sono di rilevante importanza per l’avifauna, sia stanziale, sia soprattutto migrante, che in esse trova rifugio e protezione e la loro tutela risulta essere fondamentale anche perché si tratta di ambienti intrinsecamente fragili e quindi vulnerabili, soggetti a una vasta gamma di pressioni determinate soprattutto dalle attività antropiche che si svolgono nelle aree circostanti e dai conseguenti impatti.

Pertanto bisogna porre particolare attenzione alla complessa e delicata problematica della gestione dei livelli idrici nelle ex-Saline, per il ruolo centrale che essa riveste nella conservazione dell’avifauna acquatica e degli anfibi, che annoverano senza dubbio le specie più interessanti ed a rischio della componente animale.

La realizzazione del nuovo lungomare ha causato la chiusura degli antichi canali, che permettevano l’ingresso dell’acqua marina nei pantani durante le maree, e la realizzazione di nuovi canali che hanno alterato drasticamente gli equilibri ambientali in tutta l’area della Salina a causa del fenomeno di insabbiamento; tale evento infatti pregiudica lo scambio col mare nella stagione secca e porta ad un eccessivo innalzamento del livello dell’acqua nella stagione umida. Tutto ciò ha portato alla ridotta presenza degli abituali frequentatori dell’area durante il periodo invernale, ovvero folaghe, moriglioni e mestoloni. Si chiede pertanto che tale situazione possa e debba essere risolta solo chiudendo i nuovi canali e ripristinando quelli antichi, la cui collocazione, tutt’altro che casuale, era fatta in funzione dell’antica struttura della Salina. Confidando nella Vostra adesione e nel Vostro sostegno a queste riflessioni, Vi ringraziamo per l’attenzione e Vi porgiamo distinti saluti.”


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