Augusta, l’Autorità portuale verso il nuovo Piano regolatore del porto: previsto l’allargamento dei confini

L’Ente ha trasmesso ai 4 comuni il documento di pianificazione strategica che dovrà passare al vaglio di giunta e consiglio, Legambiente  Augusta perplesso su ampliamento

L’Autorità portuale di sistema del mare di Sicilia orientale  ha avviato le procedure per la redazione del nuovo Piano regolatore portuale di Augusta a Catania  e ha trasmesso, ad aprile, ai 4 Comuni interessati (Augusta, Catania, Melilli e Priolo), il documento di pianificazione strategica di sistema (Dpss). Si tratta del primo atto necessario e propedeutico alla definizione e successiva redazione del Piano regolatore del sistema portuale, che ha “finalità di pianificazione strategica, ovvero contiene l’inquadramento del Sistema portuale di riferimento nel contesto socio economico internazionale, al fine di  definirne correttamente il posizionamento d’offerta infrastrutturale e logistica nel panorama dei mercati mondiali. Il documento – si legge in un avviso dell’Autorità portuale – delinea le linee guida, gli obiettivi e le strategie per giungere ad uno sviluppo coordinato delle realtà portuali di riferimento, individuando e sviscerando i rapporti del contesto portuale con quello delle aree cittadine, al fine di individuare in via chiara, gli ambiti con funzioni urbane, la cui pianificazione verrà, di fatto, demandata ai Comuni interessati”.

I Comuni hanno 45 giorni  di tempo per esprimere il proprio parere o formulare eventuali prescrizioni, la giunta comunale di Catania ha già esaminato il documento nella seduta del 21 maggio e, con alcune proposte di modifica, lo ha trasmesso al Consiglio comunale per la sua adozione, nessuna notizia al momento si ha da parte della giunta di Augusta e degli altri due comuni.

Sul documento Legambiente Augusta esprime alcune riflessioni, partendo dalle stime di traffico e dalle prospettive di sviluppo commerciale del porto di Augusta che rispetto alle esagerazioni dei precedenti documenti “appaiono ora più modeste e ragionevoli. – dice Enzo Parisi- Rimangono però da accertare come poi si tradurranno concretamente queste analisi nel piano regolatore, come si preserveranno le aree umide del Mulinello e come verrà assicurato un waterfront accessibile e fruibile. L’associazione ambientalista chiederà, inoltre, di intervenire al consiglio comunale quando arriverà lo strumento in aula, anche perché vi risalta con “grande evidenza la proposta dell’Ente di estendere i confini di competenza dell’Autorità portuale da Punta Magnisi fino a Capo Santa Croce, includendo quindi il tratto compreso tra il pontile Enichem esterno alla diga foranea e la penisola di Thapsos e l’intero Golfo Xifonio fino al Faro, una delle poche zone ancora fruibili per la balneazione degli augustani”.

 

 


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