Augusta, l’agonia di “Codamozza”, la balena senza pinna caudale

Gli esperti raccomandano di non causare ulteriore stress all'animale avvicinandolo con le barche e di avvertire la Guardia Costiera in caso di avvistamento

Ha fatto capolino anche ad Augusta, tra Agnone e Brucoli, Codamozza, una grande balena ormai in difficoltà a causa di una mutilazione. Ieri mattina l’equipaggio di una motovedetta della Guardia costiera di Catania ha “scortato” verso il mare aperto la balena che era in difficoltà a 200 metri dalla costa. Intervenuti dopo segnalazioni arrivate alla sala operativa, i militari constatavano che l’animale, un esemplare di balenottera comune di circa 20 metri, aveva difficoltà natatoria e procedeva lentamente perché senza pinna caudale. L’animale ha continuato e continua a fare rotta verso sud e nel pomeriggio è stata avvistata e immortalata da tanti curiosi tra le località balneari di Agnone e Brucoli. Tutti stupefatti per l’insolito avvistamento, tutti ignari della triste storia dell’animale e del suo imminente futuro.

Un gigante da 20 metri e 50 tonnellate, comune nel Mediterraneo. Lei (o lui, il sesso non si sa) non ha più la coda. Tranciata probabilmente da un’elica, o segata lentamente da una lenza (foto in alto e in fondo). Già nel 2005 non ne aveva più metà. Per questa ragione, i ricercatori dell’istituto Tethys, il centro di ricerca sui cetacei del Mediterraneo, l’avevano chiamata Codamozza. Per questa mutilazione, aveva un modo particolare di immergersi, tirando fuori il moncherino, diversamente dal resto della sua specie.

Oggi però il cetaceo ha perso la coda del tutto, forse a causa di un altro incidente o forse per una necrosi. Una mutilazione che le impedirebbe di immergersi alle profondità necessarie per nutrirsi di plancton. Una balenottera può rimanere anche mesi senza mangiare, consumando lo strato di grasso. Probabilmente, sta consumando le sue ultime riserve. Ma Codamozza sembra non volersi rassegnare al triste epilogo e dopo aver attraversato tutto il Mediterraneo adesso punta lentamente verso Sud, nella speranza di trovare qualcosa da mangiare. E l’animale secondo alcuni esperti sarebbe malnutrito e con i fianchi scavati.

Dall’istituto zooprofilattico di Palermo, il cui personale non poteva intervenire in nessun modo, hanno consigliato di continuare a monitorarla lungo il suo percorso per evitare eventuali pericoli per l’incolumità del cetaceo e dalle persone che avrebbe incontrato.

La Guardia Costiera, in attesa di ulteriori indicazioni da parte del referente nazionale per i cetacei, ha quindi continuato a scortare il meraviglioso esemplare che procede lentamente verso sud. Gli esperti raccomandano di non causare ulteriore stress all’animale avvicinandolo con le barche e di avvertire la Guardia Costiera in caso di avvistamento


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