Augusta, la strada di “nessuno” piena di buche alla ex contrada Scardina. I residenti: “Siamo abbandonati”

Un totale di 52 appartamenti, abitati da altrettanti nuclei familiari tra cui molti anziani, disabili e bambini, che ogni giorno, per poter entrare ed uscire da casa devono passare da quella che più che una strada è una trazzera

“Siamo prigionieri delle nostre case e abbandonati da tutti”. Si sentono così i residenti delle due palazzine di edilizia popolare ex Gescal e a quella della cooperativa privata Adonai, che si trovano nella zona ex Scardina, alla Borgata, poco distanti dalle altre palazzine popolari visitate qualche mese fa dall’assessore regionale Marco Falcone. Un totale di 52 appartamenti, abitati da altrettanti nuclei familiari tra cui molti anziani, disabili e bambini, che ogni giorno, per poter entrare ed uscire da casa devono passare da quella che più che una strada è una trazzera.

Piena di buche profonde, che diventano più pericolose quando piove perchè si riempiono di acqua come tutto la zona che è anche immersa nel più totale buio e non è per niente sicura. “Qui non arrivano neanche le ambulanze, quando devono soccorrere un malato si fermano per strada e aspettano che la persona venga portato in barella da casa. Ma si può andare avanti così? Mia figlia è anche caduta e si è fatta male” -racconta Peppe Mandragona che abita nelle palazzine ex Gescal e che, durante il maltempo dei giorni scorsi, quando l’acqua era arrivata ad un metro fin dentro la palazzina ha dovuto ripulire tutta la strada dalla terra e dalle erbacce finite dentro le buche  che rendevano la strada ancora più impraticabile.

“Una volta abbiamo chiamato i pompieri e all’inizio si sono rifiutati di entrare– ricorda Viviana Lacava che prima risiedeva nelle palazzine Gescal e adesso si è spostata poco alle palazzine Adonai- ho dei bambini e faccio avanti indietro più volte al giorno, noi paghiamo tutti i servizi, il postino ha paura di entrare e di cadere e la posta arriva una volta al mese”. “Per non parlare di tutti i soldi spesi finora per riparare le macchine e i braccetti distrutti dalle buche” – aggiunge Salvatore Passanisi.

I residenti chiedono soluzioni e si dicono stanchi di questa situazione. Il problema è, infatti, vecchio di oltre vent’anni, la strada in questione in parte sarebbe privata in parte pubblica, il problema annoso già più volte segnalata “con lettere alla Prefettura di Siracusa, alla Protezione civile, alla ex Provincia, alla Regione che però fino ad oggi non hanno portato a niente trovato una soluzione” -dice Lucia Indomenico

 


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