Augusta, la storia di un’amicizia tra prof e alunna: perché la didattica in presenza vince sulla dad

Federica, oggi 23 anni e, racconta la sua esperienza e di come sia riuscita a trovare un punto di riferimento, per la sua vita, in quel professore di matematica preferito già dai banchi della prima media

Foto d'archivio

La scuola non è solo il tempio della conoscenza, delle nozioni e della cultura, è anche e soprattutto un luogo di formazione umana, in cui gli studenti si confrontano tutti i giorni con i loro coetanei e di cui oggi più che mai se ne comprende il ruolo fondamentale e l’importanza. Soprattutto dopo che la pandemia da covid 19 ha imposto chiusure parziali e totali, obbligando all’uso della didattica a distanza, che con la barriera di un video rende difficili i rapporti umani.

La scuola è anche un luogo di crescita quotidiana e lì si possono incontrare – per chi ha questa fortuna – insegnanti carismatici, più propensi alla comprensione che ai soli programmi ministeriali da spiegare, che possono lasciare il segno anche fino a quando si diventa più grandi.

È il caso di Federica, che oggi ha 23 anni e che, in una lettera inviata alla redazione, ha voluto raccontare la sua esperienza e di come sia riuscita a trovare un punto di riferimento, per la sua vita, in quel professore di matematica preferito già dai banchi della prima media. E lo ha fatto – spiega – per lanciare un messaggio e dire che, alla fine, i professori sono prima di tutto degli educatori che possono fare la differenza e rappresentare un’ancora di salvezza per quei ragazzi che, magari, vivono anni complicati e momenti di solitudine spesso difficili da intercettare. E da superare.

“Ero in prima media quando ho conosciuto il mio professore preferito: avevo solo 10 anni – scrive -. Avevo sentito parlare di lui da una mia cugina, mi aveva raccontato di un professore molto simpatico e scherzoso, con la battuta sempre pronta. Mi ha raccontato le battute che faceva o le parole che utilizzava: ogni volta mi scappava un sorriso. È diventato il mio professore preferito perché quando mi prendevano in giro lui era sempre lì pronto a sostenermi in tutto e per tutto. Assieme a un altro prof, mi sollevava il morale. Alla fine la scuola non è fatta solo di studio, ma anche di bravi professori, capaci di ascoltare gli alunni e di sostenerli nei loro momenti di difficoltà. Ho trascorso tre anni di scuole medie anche con altri professori stupendi, ma si è venuto a creare una sorta di legame paterno, in particolare, con lui. Questo perché non ho mai conosciuto mio padre, purtroppo, e lui era diventato un mio punto di riferimento, come se fosse il padre che non ho mai avuto”.

Ne è nata un’amicizia sincera: “A volte la mattina gli portavo le caramelle, ovviamente solo a lui, mica agli altri professori. Un giorno gli chiesi che giorno fosse il suo compleanno e lui – ricorda la ventitreenne – me lo disse: così io da quel giorno lo scrissi nel mio diario e non lo dimenticai più. Ogni anno, fino ad oggi, l’ho sempre chiamato per fargli gli auguri di buon compleanno. Ogni volta rimaneva sempre stupito dal fatto che io mi ricordassi ogni anno proprio del suo compleanno: il fatto è che io ho sempre ricordato i compleanni delle persone a cui tengo veramente tanto”.

Un’amicizia che continua nel tempo: “Quando ho finito le medie e ho iniziato le superiori, avevo paura che il mio rapporto d’amicizia con lui cambiasse. Lui riusciva a capirmi, bastava semplicemente un suo sguardo per capire il mio stato d’animo. Ma – prosegue – anche se sono andata alle superiori, il nostro rapporto non è cambiato. Questo significa che era vero da entrambe le parti e sono contenta. Ancora oggi ci sentiamo e siamo sempre rimasti in contatto. Per il mio compleanno mi ha sempre fatto regali e anche per Natale. Penso che un professore migliore di lui non esista. Una volta, quando ero in gita, mi ha offerto il gelato: un gesto banale, ma pieno di affetto. Finite le superiori, ancora oggi, il nostro rapporto di amicizia non è cambiato, è sempre più forte, sincero e vero. Io ci sarò sempre per lui come una figlia e lui ci sarà sempre per me come un padre. Ha sempre creduto nelle mie capacità e mi ha sempre incoraggiato. Sono fiera di avere accanto una persona che mi vuole tanto bene. Lui non ha mai avuto una figlia femmina e – conclude Federica – io sono la figlia che non ha mai avuto”.


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