L’Ugl Polizia Penitenziaria con la presente vuole denunciare che oltre alla precarietà in cui l’istituto megarese vive da diversi anni per i tanti problemi irrisolti come la rilevante carenza di organico della polizia penitenziaria che ad oggi è diminuita di oltre 120 unità ed all’insufficienza strutturale che riguarda vari aspetti ( cedimenti vari su tanti punti dell’Istituto, impianto elettrico, impianto antincendio, impianto idrico sono inadeguati e mal funzionanti, ecc), il Personale di Polizia Penitenziaria è costretto a lavorare addirittura tra milioni di zanzare, migliaglia di scarafaggi e centinaia di topi. Appare quindi evidente che allo stato attuale non esistono nella maniera più assoluta le condizioni igienico-sanitarie per tutti gli operatori della sicurezza che operano all’interno dell’Istituto a poter espletare con professionalità il proprio lavoro.
L’Ugl P.P. dopo tutti questi anni d’inspiegabili silenzi e incredibile inerzia ed a farne le spese psicologicamente e tal volta, purtroppo, anche fisicamente è sempre e solo il poliziotto penitenziario, ritiene che non sia più tollerabile tale inaudita situazione, sempre più allarmante e paradossalmente a tutt’oggi ancora senza neppure un minimo ma concreto riscontro. Pur riconoscendo da parte del Direttore della C.R. di Augusta ogni tentativo di sensibilizzazione alle varie problematiche e che purtroppo fino ad oggi non sono servite a nulla, riteniamo che sia giunto il momento che le autorità competenti agiscono immediatamente.
Non si comprende nonostante questa grave emergenza, che il problema delle carceri deve essere posto all’apice dell’agenda di Governo e di tutte le forze politiche e istituzionali, per superare le condizioni di assoluto disagio in cui vivono i circa 70 mila reclusi (rispetto ad una capienza di non oltre i 45 mila) e con loro il personale di Polizia Penitenziaria e le altre figure professionali che operano nelle carceri. Aggressioni continue e problemi gestionali stanno minando un sistema che deve estrinsecare l’essenza dello Stato nel garantire la sicurezza della società, e che oggi cerca risposte ai propri limiti con provvedimenti che non possono non essere che di carattere eccezionale.
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