Augusta, la laurea ai tempi del coronavirus: in video conferenza per la neo dottoressa in Psicologia Vittoria Passanisi

Per la ventiseienne augustana la proclamazione e’ arrivata online così come l’abbraccio virtuale dei genitori e parenti rimasti ad Augusta

Una laurea è uno dei primi grandi traguardi a cui ambisce un giovane. Un’emozione che non si dimentica e che rimane scolpita nella mente ancor più se avviene ai tempi del coronavirus. Quando, nell’impossibilità di avere contatti, di stringere mani e ricevere congratulazioni e abbracci per via degli obblighi imposti dall’emergenza sanitaria del Covid-19, ci si deve accontentare dei sorrisi e delle felicitazioni che arrivano da qualche chilometro di distanza dallo schermo di un computer.

O da centinaia con la videochiamata del telefonino. Lo sa bene Vittoria Passanisi, ventiseienne augustana, che vive a Torino dove ha studiato alla facoltà di Psicologia e dove si e’ laureata, proprio in questi giorni, in videconferenza. Davanti ad un pc piazzato sul tavolo del soggiorno con accanto Valerio, il suo compagno, la sorella Carlotta e la cognata Alessandra. Tutti augustani ma nella citta’ piemontese gia’ da tempo per studio o lavoro.

Cinque i laureandi, quel giorno, da un lato dello schermo e la commissione di laurea dall’altra. “Abbiamo utilizzato un portale per fare riunioni online, all’ora prestabilita mi sono collegata ed è cominciata una videoconferenza di gruppo – ha raccontato Vittoria- Ciascuno di noi ha presentato la sua tesi in 10 minuti, il contro relatore ha fatto la domanda di rito, abbiamo aspettato il turno e alla fine e’ arrivata la proclamazione per tutti. A parte un po’ di difficoltà nella connessione dopo un primo momento, è andato tutto bene. All’inizio ero un po’ titubante, ma non è stato difficile. E’ stato un momento formale, ma anche emozionante con la commissione che, rendendosi conto della particolare situazione, e’ stata super carina e motivante. Con tutti.”

Una tesi in Psicologia della Salute dal titolo “Un corpo nel mondo. Le mutilazioni genitali femminili nel contesto migratorio” -relatrice la docente Daniela Converso- per la neo dottoressa, che ha un grande amore per i bambini e come educatrice allo studio assistito aiuta già gli alunni con disturbi dell’apprendimento in un istituto comprensivo torinese. Il suo cruccio più grande, forse, quello di non avere potuto vivere al meglio tutta la preparazione e avere lì al suo fianco ad applaudire e commuoversi come tutti i genitori, mamma, papà e gli affetti più cari, rimasti ad Augusta per via dell’emergenza Covid-19. Ma poco importa, alla fine. Perché la gioia di aver conquistato l’ambito traguardo c’è tutta lo stesso e i festeggiamenti ci saranno quando sara’ possibile organizzarli  ad Augusta. E saranno ancora più sentiti e coinvolgenti.

Perchè –ha proseguito- se da un lato c’è l’aspetto ufficiale, l’acquisizione di un titolo valido di fronte alla legge, dall’altro c’è l’aspetto simbolico, ritualistico, conviviale. La preparazione, il tragitto per raggiungere l’università, l’ansia davanti alla commissione, il piacere di rendere orgogliosi familiari e amici alle proprie spalle, il momento solenne della proclamazione in cui ti alzi in piedi e la stretta di mano, saluto conclusivo alla comunità universitaria. Alla fine ho fatto la videochiamata con i miei genitori, ormai abbiamo dei mezzi potentissimi per vederci anche a distanza, festeggeremo in famiglia non appena sara’ possibile per noi tornare ad Augusta”.

E poi l’ invito a tutti a stare a casa: “Perchè se l’emergenza è tanto significativa da condurre alla messa in atto di provvedimenti così seri allora è arrivato, forse persino troppo tardi, il momento di ripensare al nostro comportamento. Se posso rinunciare alla mia cerimonia di laurea – ha concluso- posso senz’altro rinunciare anche a stare con le amiche. Poi per noi che viviamo lontano da casa le cose si complicano, avevamo fatto il programma annuale segnando i momenti di ricongiungimento, non facevamo altro che dire “ci vediamo a marzo”. Marzo è adesso e non sappiamo più con che promessa salutarci per telefono la sera, da quale numero cominciare a contare alla rovescia. Dobbiamo essere disposti a rinunciare, anche dolorosamente, a ciò che non è giusto anche se può sembrare la cosa più giusta per noi. Arriveranno i giorni per riunirci tutti e festeggiare insieme”.

 

 


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