Augusta, la denuncia di Pasqua: al Muscatello “in servizio 40 sanitari in attesa dell’esito dei tamponi”

Il sindaco Di Pietro ricorda che il primo tampone effettuato sul personale della Medicina era negativo e spiega: “astensione per positivi o con sintomi"

I 40 sanitari ospedale di Augusta a contatto con un paziente deceduto sono senza esito del tampone da oltre 10 giorni”. È quanto sostiene il deputato regionale del Movimento 5 stella Pasqua che, in una nota di denuncia sul fatto che il numero dei tamponi in Sicilia sia troppo alto con le conseguenti lunghe attese per sapere gli esiti ha portato, come esempio, il caso del personale sanitario dell’ospedale Muscatello che ha assistito l’anziano di Sortino ricoverato in Medicina che aveva gravi malattie pregresse morto poi all’ospedale di Caltagirone e risultato positivo al Covid-19.

Secondo quanto riferisce in una nota il capogruppo all’Ars del movimento 5 stelle Pasqua “i sanitari attendono l’esito del tampone, il primo dei quali è stato loro eseguito addirittura l’11 marzo scorso. Analisi che sarebbero state ripetute più volte ma il cui risultato è ancora sconosciuto. Si tratta di più di 40 dipendenti, tra infermieri, medici, personale ausiliario, dell’Unità operativa complessa di Medicina dell’ospedale Muscatello – aggiunge- Ciascuno di loro ha effettuato quattro tamponi, di cui uno non correttamente eseguito, due ben eseguiti ma a quanto pare inutilizzabili e il quarto di cui non si conosce l’esito dopo ben 4 giorni. L’unità operativa continua le proprie attività, ma solo grazie allo spirito di abnegazione del personale e con grande apprensione. Nel frattempo, infatti, quindi questi sanitari hanno continuato ad operare e a vivere regolarmente la loro vita fuori dall’ospedale. E se uno o più di questi operatori fossero infetti e non lo sapessero? – si chiede – Sarebbe un effetto domino pericolosissimo e incontrollabile. Questo succede perché i pochi laboratori che analizzano i tamponi, sono già al collasso. Vorremmo ricordare all’assessore Razza che ciascuna Asp dispone già di laboratori di biologia molecolare che sarebbero in grado di analizzare i vari tamponi. Si utilizzino quelli e lo si faccia alla svelta” – conclude Pasqua.

Ma il sindaco Cettina Di Pietro ribadisce quanto già affermato nei giorni scorsi in un video su Facebook e cioè che il primo tampone effettuato sul personale della Medicina, ma anche tra quanti tra medici e infermieri di altri reparti sono entrati in contatto con l’anziano, “erano negativi. Dopo qualche giorno – spiega- fu fatto il secondo tampone che si rovino’ e venne ripetuto. Allora venivano trasmessi solo i positivi per cui il personale e’ rientrato al lavoro perché asintomatico”. E cita l’articolo 7 sulla sorveglianza sanitaria del decreto del Consiglio dei ministri del 9 marzo che recita, in sostanza, che la quarantena con sorveglianza attiva per individui che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva “non si applica agli operatori sanitari e quelli di servizi pubblici essenziali, che vengono sottoposti a sorveglianza. I medesimi operatori sospendono l’attività nel caso di sintomatologia respiratoria o con esito positivo per Covid 19”

“Evidentemente il portavoce ha ricevuto delle sollecitazioni cosi come le ricevo io da ieri su Facebook – aggiunge- solo che io mi sono raffrontata con il mio ufficiale sanitario di riferimento. Per quanto mi riguarda mi attengo a quello che mi dice l’ufficiale sanitario con tanto di normativa che prevede che soltanto se ci sono dei sintomi o i tamponi siano positivi viene comunicato. Evidentemente se questo personale sanitario e’ ancora in servizio l’Asp se ne assume tutta la responsabilita’ del caso, ma mi pare che la normativa sia chiara in merito”. Nessuna replica al momento dall’Asp di Siracusa.


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