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Augusta, incendio Ecomac, Arpa su diossine e furani: “pari a 459 fg/m3 TE, coerente con i fenomeni di combustione attivi”

Per Legambiente il livello riscontrato è “alto superando di oltre il 50% i 300 femtogrammi/m3 indicato dall’Oms per le aree industriali e di 3 volte e mezzo quello per le aree urbane, luoghi dove sono stati prelevati i campioni”

Nei due campioni di polveri prelevati a Priolo e  Melilli dopo il grosso incendio all’impianto Ecomac di contrada San Cusmano  del 22 agosto scorso la presenza di Pcdd, Pcdf (diossine, furani) è pari a 459 fg/m3 TE (tossico equivalente)  ed è coerente con i fenomeni di combustione ancora attivi all’epoca. Lo scrive l’Arpa di Siracusa nella terza relazione di aggiornamento  dei dati di monitoraggio della qualità dell’aria pubblicata, nei giorni scorsi, sul sito dell’Agenzia regionale di protezione dell’ambiente in cui si trasmettono i rapporti di prova del 7 settembre, relativi alla determinazione di diossine e furani nel particolato atmosferico campionato, con pompa ad alto volume, nei comuni di Priolo e Melilli, sulla base delle indicazioni ricevute dalla Protezione civile regionale nel corso dell’incendio.

Ad oggi sia a livello europeo che a livello nazionale non risultano emanate norme contenenti valori limite a cui fare riferimento per i tenori di microinquinanti nell’aria, nel caso di incendi o di eventi a carattere transitorio. Tuttavia, –si legge nella nota- al fine di fornire elementi di conoscenza e valutazione dei dati acquisiti, si riportano i documenti tecnici cui è possibile fare riferimento per una lettura dei valori riscontrati dai laboratori Arpa. La proposta di Linee guida Snpa per la gestione delle emergenze derivanti da incendi, luglio 2021, per Pcdd e Pcdf (diossine e furani) riporta il valore di 0,30 pg Teq/m3 (300 fg/m3 Te) suggerito dall’Organizzazione mondiale della sanità (2005) come indicativo della presenza di una sorgente locale che necessita di essere individuata e controllata per le aree sottoposte a pressione ambientale (e che può essere preso a riferimento per il rientro ad una condizione indicativa di un impatto non significativo sulla qualità dell’aria di un incendio)”.

Di questo valore si può tenere conto per interpretare i dati acquisiti sui campioni di particolato atmosferico prelevati mediante pompa ad alto volume, nell’arco di 24 ore, il primo il 22 agosto nel terrazzo dell’ ufficio Ragioneria del comune di Priolo e il secondo il 23 agosto nel cortile della Protezione civile del comune di Melilli “nei quali la presenza di Pcdd, Pcdf (diossine, furani), in valore pari a 459 fg/m3 TE (tossico equivalente ndr), è coerente con i fenomeni di combustione ancora attivi” conclude l’Arpa.

“Nei due siti di campionamento di Priolo e Melilli il livello di diossine riscontrato è alto superando di oltre il 50% il livello di 300 femtogrammi/m3 indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità per le aree industriali e di 3 volte e mezzo quello per le aree urbane (luoghi dove sono stati prelevati i campioni) che è di 100 femtogrammi/m3”– commenta  Enzo Parisi di Legambiente Augusta che stigmatizza come l’analisi sulle diossine  “non ha riguardato Augusta, che è stata l’area verosimilmente più investita dal fumo dell’incendio, tant’è che abbiamo dovuto chiudere le finestre e che i luoghi campionati di Priolo e Melilli  sono assolutamente equidistanti da Augusta.  Nessuno dei Comuni interessati ovvero Augusta, Priolo, Melilli e Siracusa ha, inoltre, ancora inserito questi dati e quelli precedenti tra le informazioni ambientali nel loro sito istituzionali”.

Infine secondo  l’ambientalista rimane aperta una questione assai importante e cioè che questa analisi  è stata “limitata alle deposizioni di pochi giorni dopo e non è continuata nel tempo neanche di fronte ad una presenza cosi elevata di diossine. Sui prodotti ortofrutticoli e sugli allevamenti dove è probabile ci siano state ricadute di polveri  qualcuno ha chiesto delle analisi e qualcuno le ha fatto? A me non risulta” conclude.


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