Una stele per ricordare un concittadino che rammenta l’emigrazione e il sacrificio del lavoro onesto, unitamente alle speranze talvolta deluse. Sarà inaugurata martedì 4 agosto nella riqualificata piazza Sacro Cuore una stele in memoria di Sebastiano Campisi, nato ad Augusta il 3 settembre 1915, uno dei lavoratori che perse la vita nella tragedia avvenuta alle 18.15 dell’8 agosto 1956 nella miniera di Bois du Cazier, a Marcinelle in Belgio.
La storia l’annovera tra le più gravi tragedie minerarie della storia dove persero la vita 262 minatori per le ustioni, il fumo e i gas tossici. Di questi 136 erano italiani e cinque siciliani. Causa dell’incidente fu un montacarichi, avviato al momento sbagliato, che urtando contro una trave d’acciaio, tranciò un cavo dell’alta tensione, una conduttura dell’olio e un tubo dell’aria compressa. Le scintille causate dal corto circuito fecero incendiare 800 litri di olio in polvere e le strutture in legno del pozzo. L’incendio si estese alle gallerie superiori, mentre sotto, a 1.035 metri sottoterra, i minatori venivano soffocati dal fumo. Solo sette operai riuscirono a risalire. In totale si salvarono in 12.
Dal 2001, l’8 agosto è stato dichiarato “Giornata Nazionale del sacrificio e del lavoro italiano nel mondo”. La stele, disegnata dall’assessore Giuseppe Carrabino, è stata realizzata dalla ditta Marmi di Antonello Cavallaro su un testo del dott. Giuseppe Daidone.
“Si tratta di una cavità stilizzata che rammenta la profondità della miniera dove è avvenuta la tragedia – dichiara Carrabino – luogo che è divenuto simbolo della manodopera italiana impiegata in Belgio a fronte di rapporti contrattuali tra i due Stati”.
La stele nasce in un quartiere dove lo stesso Campisi è vissuto, un modo per rafforzare l’identità del quartiere attraverso l’azione delle donne e gli uomini che ne hanno tessuto la storia. Lo stesso luogo che ospita la stele è frutto di una riqualificazione seguita da un complesso intervento di recupero reso possibile dall’azione sinergica della civica amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Di Mare, dal prefetto S.E. Chiara Armenia e dalla Direzione e presidenza dell’Istituto Autonomo Case Popolari. Non indifferente è stato il ruolo dell’avv. Santi Cutrali, coadiutore dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. (A.N.B.S.C.), dall’ing. Carmelo Bramato, Dirigente del 4° Settore – Servizi Tecnici e Centrale Gare e l’ing. La Spina progettista vigile, attento e prezioso interlocutore.
Di primaria importanza il ruolo del Comando di Polizia Locale, oggi guidato dal Cap. Salvatore Daidone e di tutto il personale che hanno cooperato nel corso degli anni: i Comandanti Antonino Barbera e Claudio Borzì, l’ispettore Marco Baudo, l’ispettore capo Pina Ballotta e non ultimo l’ispettore capo Fabrizio Macaluso che con professionalità, diligenza, umanità e competenza, ha curato sin dal 2015 fino al completamento dell’iter, tutte le delicate fasi dalla confisca alla demolizione delle strutture in piena sintonia con l’Agenzia A.N.B.S.C.
La cerimonia di inaugurazione si terrà alle 19.30 e vedrà l’intervento dei figli e familiari di Sebastiano Campisi. Una corona sarà deposta nel ricordo delle vittime sul lavoro.