È il primo posto occupato dentro un carcere quello inaugurato ieri nella casa di reclusione di Piano Ippolito, tra le poltrone in prima fila del teatro intitolato ad Enzo Maiorca.
Simboleggia la mancanza di una donna che avrebbe potuto occuparlo e che oggi non c’è più perchè vittima della violenza di un uomo, l’inaugurazione è avvenuta in occasione della manifestazione “Nei loro panni”, promossa dalla casa di reclusione e dall’associazione “Naxoslegge” rappresentata da Fulvia Toscano e Mariada Pansera, rispettivamente direttore artistico e referente augustano dell’associazione.
La mattinata ha visto gli interventi di Antonio Gelardi, direttore della casa di reclusione, di Giuliana Colavecchio, legale dell’associazione “Altra metà”, dell’avvocato Sonia Licciardello, di Fina Maltese, consigliere di parità di Trapani e della psicologa Marilena Oriolo, che hanno affrontato il tema della violenza non solo fisica, ma anche psicologica a cui sono sottoposte tante donne. Presenti anche una delegazione di studenti del secondo istituto “Ruiz” che con gli allievi Flavia Passanisi e Gregory Giuliano hanno voluto portare il personale contributo, insieme alla testimonianza molto sentita di una donna augustana.
La giornata nazionale contro la violenza alle donne è stata ricordata anche in piazza Castello, alla Villa, dove dopo mezzogiorno si è svolta una cerimonia per intitolare una panchina rossa alle donne che non ci sono più. “Chi passerà dai giardini pubblici avrà modo di vedere cosa simboleggia questa panchina rossa – ha detto il sindaco Cettina Di Pietro – quello che purtroppo avviene in maniera silenziosa dentro le mura di casa e anche fuori, oggi è risultato un fenomeno allarmante. Lo dimostrano i casi di cronaca nera che siamo abituati a sentire nei telegiornali e nel mondo. Il segnale di una società malata che sfocia nel fenomeno del femminicidio e che oggi avviene a causa di queste persone malate. E per questo che oggi abbiamo aderito alla giornata nazionale contro la violenza sessuale sulle donne, un’iniziativa locale portata avanti dai consiglieri Biagio Tribulato e Angelo Pasqua, che hanno presentato una mozione di indirizzo”.
Augusta assieme al resto d’Italia per dire no alla violenza contro le donne. “Ognuno di noi nel nostro piccolo può fare qualcosa – hanno detto Tribulato e Pasqua – numeri e statistiche sono allarmanti e simulano una guerra che vale la pena combattere”. Un fenomeno, quello della volenza sulle donne, che a qualcuno pare non appartenere ad Augusta e che invece esiste. La cerimonia si è svolta alla presenza di una piccola folla, di rappresentanti delle forze dell’ordine, di consiglieri comunali e anche dei genitori di Francesca Ferraguto, la ventunenne uccisa e fatta a pezzi otto anni fa dal suo compagno Gianfranco Bari che sta scontando una pena in carcere a 18 anni di reclusione.

La giovane donna assieme a un’altra vittima di femminicidio Mattea Giunta è stata ricordata da Stefania Caponigro, presidente dell’associazione “Nesea” che si occupa di tutelare le donne vittime di violenza. “È pensiero diffuso che ad Augusta il fenomeno non c’è. Non è assolutamente vero e lo possiamo testimoniare come operatrici del centro antiviolenza. Ci sono tante donne che subiscono violenza di vario tipo che – ha detto Caponigro – arrivano al Pronto soccorso dopo avere subito violenza e che si rivolgono tutti i giorni alle forze dell’ordine. E molte di queste donne sono mamme con bambini al seguito. Vogliamo lanciare un messaggio di speranza, un cambiamento culturale dal quale vogliamo ripartire, per dire con forza a queste donne che non siete sole e noi come associazione Nesea siamo con voi”.
Alla fine della cerimonia il presidente del consiglio comunale Sara Marturana ha letto una bella lettera di una mamma al proprio bambino donna vittima di violenza.
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