In tendenza

Augusta, imposta di soggiorno, le perplessità della Camera del lavoro-Cgil: “utilizzare le entrate per creare lavoro stabile e qualificato”

Il segretario Crisci chiede all'amministrazione un maggiore coinvolgimento e un tavolo di confronto con le parti sociali

Piuttosto che applicare la “dibattuta tassa di soggiorno” perché non si pensa a dare ristori per tutte quelle attività legate al flusso turistico e al suo indotto, che sono state tra le più colpite della pandemia? È la posizione della Camera del lavoro Cgil di Augusta che esprime le sue perplessità sulla decisione di introdurre, anche ad Augusta e dal primo giugno 2021, l’imposta di soggiorno per i non residenti che pernotteranno nelle strutture ricettive del territorio dichiarando, tra l’altro, di averlo appreso a Consiglio comunale concluso e a mezzo stampa.

Piuttosto riteniamo che – dice Lorena Crisci, segretario – sia importante definire nel nostro territorio un “Piano strategico del turismo” e non applicare nuove tasse, poco giustificate se si pensa all’esiguità dei servizi che verrebbero offerti ai turisti. I settori del turismo e della cultura sono di sicuro quelli più colpiti dalla crisi pandemica e i lavoratori del settore quelli che hanno sofferto maggiormente la precarietà del lavoro nero e grigio, contratti intermittenti, che non sono certo una novità, hanno caratterizzato questi segmenti produttivi ed economici. La tassa di soggiorno, dunque, dev’essere una tassa di scopo e sull’utilizzo delle entrate bisogna avere una visione condivisa pensando a interventi che mirino a creare lavoro stabile e qualificato”.

Crisci si dice anche dispiaciuta del fatto che non siano state chiamate a un confronto sul tema le organizzazioni sindacali, auspicando che questo possa esserci a breve e per questo chiede all’amministrazione un maggiore coinvolgimento ed un tavolo di confronto con le parti sociali.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo