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Augusta, il presidente dell’Adsp Di Sarcina: “Non sono contento di quello che ho trovato, dobbiamo guardare all’Africa”

L’occasione è arrivata  nel corso della tavola rotonda “Lo sviluppo futuro sostenibile del porto commerciale di Augusta” organizzata dal Lions club Augusta host

“Non sono contento di quello che ho trovato ma assicuro tutti i miei sforzi e le mie capacità in che direzione per cambiare le cose”. Con un cambio totale di prospettiva che guardi  all’Africa. E’ una bocciatura sonora quella  del presidente  dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale Francesco Di Sarcina nominato appena due mesi fa che, alla sua prima uscita pubblica, senza peli sulla lingua, ha presentato la sua “diagnosi” per la cura “chemioterapica” di cui necessita  al porto megarese. L’occasione è arrivata lunedì pomeriggio, nel salone “Rocco Chinnici” del Comune  nel corso della tavola rotonda “Lo sviluppo futuro sostenibile del porto commerciale di Augusta” organizzata dal Lions club Augusta host presieduta da Giovanni Galofaro, che ha aperto i lavori sottolineando l’importanza della tematica da cui non si può prescindere e che si vuole condividere con tutti coloro che operano nel porto, con l’obiettivo anche di incontrarsi periodicamente per verificare lo stato di avanzamento.

“Credo che questo porto abbia perso delle occasioni storiche. Quando diciamo di fare un porto transhipment, per esempio, non è che possiamo aspettare una vita per farlo perché gli altri lo fanno. –ha aggiunto-  Quando si va a Genova o Trieste si vede cos’è un porto multi-purpose e poi si viene qui e si cercano le cure. Occorre capire che le cose hanno un tempo. Fare un porto di transhipment ad Augusta, anche avendo le infrastrutture non è facile come sarebbe stato 20 anni fa o anche solo 10 anni fa. Prima di immaginare futuri, che oggi potrebbero non essere più futuro andiamo per gradi, per passi e conquistare il più possibile del terreno perso”.

Dunque oggi  la soluzione più ragionevole appare quella di puntare ad  un porto “multi-purpose” che abbia cioè contenitori, possibilmente traghetti, delle rinfuse, utilizzando al meglio gli spazi che già ci sono e “che saranno presto integrati con altri spazi in cantiere, sono in imminente avvio, fare forte sinergia con le Zes per dare quel valore aggiunto. Se riusciamo a fare queste cose –ha proseguito- tra alcuni  anni inizierete a contare i benefici, se invece continueremo a discutere di cose che oggi probabilmente  non sono più attuali, il serio rischio è di continuare per anni a discutere sulle cose su cui si è discusso per tanti anni fino ad oggi, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Questo non deve portare ad errori di valutazione, io non sono nè scoraggiato, né deluso nè dispiaciuto di aver accettato questo incarico. E’ tutto il contrario, perché qui si possono fare cose che altrove non si possono fare probabilmente, qui ci sono le potenzialità. L’importante è capire cosa fare e non cedere a discorsi stereotipati e precostituiti, che non corrispondono alla verità dei fatti”.

Necessario, quindi, un cambio di prospettiva per il futuro perchè i “porti del Nord saranno sempre porti del Nord” e   invece di guardare  Genova e Trieste,  a “posti che non riusciremo, forse mai, a raggiungere perché non ci giriamo dall’altra parte e guardiamo l’Africa,  a posti che rappresentano il futuro delle economie e della società laddove ci sono ancora grandi spazi di conquiste per l’uomo, per le aziende e per le organizzazioni imprenditoriali. Se il mondo nel corso dei decenni probabilmente da quel lato guarderà cerchiamo di non perdere anche questa occasione non piangendoci addosso. Questo apparente cerchio magico che si sta creando tra amministrazioni comunali, l’ Autorità portuale, la Zes e, mi auguro, la Regione può essere l’occasione per dare a questo ambito territoriale delle opportunità che fino ad oggi non so dire perché, neanche mi interessa, non ci sono state. Occorre iniziare un percorso virtuoso nuovo nel quale tutti ci si deve scommettere ed impegnare facendo tutti una retromarcia rispetto a quello che oggi che si è raggiunto” – ha concluso annunciando di aver preso appuntamento con il ministro, per potergli parlare di Augusta e Catania e “spiegargli  i mali e le prospettive per avere da lui tutta l’assistenza possibile  in termini di risorse, se è il caso ma anche di presenza fisica e morale. Sarà necessario affrontare una  stagione di grandi modifiche  e di grandi asserzioni di novità, io girerò  con la valigetta il mondo se è il caso per portare acqua al nostro mulino, ma dobbiamo mettere in moto  le cose”.

Il sindaco Giuseppe Di Mare  ha detto che “certi momenti che stiamo vivendo possono diventare delle opportunità importanti se si governano le criticità e le opportunità. Questi momenti si superano se tutti remiamo nella stessa direzione”, ricordando che il Comune ha dedicato un assessorato allo Sviluppo del porto affiato al vice sindaco Tania Patania. L’operatrice portuale ha ricordato anche gli ultimi problemi legati alla vicenda della guerra in Ucraina che hanno ripercussioni anche nella zona megarese e il tavolo tecnico della portualità già istituito tempo fa  dall’amministrazione con l’obiettivo di fare rete tra tutti gli attori coinvolti. A breve ci sarà anche un ufficio porto e Zes che rientreranno nel quinto settore che è quello della pianificazione

Il contrammiraglio Andrea Cottini, comandante di MariSicilia ha ricordato le sinergie che si sono sviluppate con Comune ed Autorità portuale in questi due anni che hanno portato progetti come il terzo ponte di collegamento tra Borgata e Isola nell’ambito del Pnrr, la cessione dell’immobile “ex Rasiom all’Autorità portuale, che ne svilupperà qualcosa insieme al Comune, il terzo pozzo per portare l’acqua dal pozzo San Giorgio alla banchina commerciale di cui usufruirà anche il Comune in caso di necessità, pronto forse già a fine anno o inizi  del prossimo. Con l’Autorità portuale- ha aggiunto- stiamo studiando un bacino di carenamento ad ampio spettro da 200 mila tonnellate e un altro di 25 mila a Pantano Danieli.  Il prg della Marina prevede per i prossimi 15 anni investimenti per circa  240 milioni di euro, allo stato attuale  verranno finanziati investimenti per 140 milioni  che prevedono due pontili  in banchina torpediniere e  all’Arsenale, il rifacimento di Pantano Danieli dei bacini e una nuova darsena per mezzi minori vicino all’Arsenale. Altri investimenti che mi auguro vegano finanziari prevedono a Punta Cugno il disallestimento dei depositi di carburante per relativa bonifica per circa 30 milioni di euro”.  

A ricordare che il porto core di Augusta è l’unico ad includere tutti gli stabilimenti petroliferi/industriali all’interno della propria rada, è il terzo porto italiano con 26 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi /chimici che vengono movimentate ogni anno e che  il 60% del fabbisogno nazionale di carburanti viene raffinato qui è stato Il capitano di fregata Giuseppe Stola con l’aiuto di slide ha illustrato le attività della Capitaneria che riguardano  la sicurezza in mare, il soccorso di bagnanti e natanti in difficoltà,  i controlli ambientali ed antinquinamento e sulla filiera della pesca, ma anche la  bonifica dai relitti nella rada insieme all’Autorità portuale.

Alessandro Di Graziano, commissario straordinario delle Zes della Sicilia orientale e docente universitario di Intermodalità ha spiegato il ruolo delle Zes, aree in cui la giurisdizione economica e amministrativa è speciale, sono il riconoscimento di una necessità, ma che devono diventare un’opportunità. “Nelle Zes polacca e irlandese nel momento in cui si è lavorato – ha affermato- c’è stato uno sviluppo del Pil del 5-10%,  la Zes aggiunge altri incentivi che non  sono indifferenti,  ovvero la possibilità di utilizzare quello che si investe per non pagarlo in tasse, si chiama credito di imposta.  L’opportunità è enorme  per l’imprenditore che si vede la possibilità di ridurre di un terzo tutte le richieste che devono essere presentate, basti pensare  che un imprenditore che deve realizzare un panificio, per esempio, ha bisogno di 32 autorizzazioni.  La norma dice che c‘è un  unico responsabile del procedimento che è il commissario, l’imprenditore deve fare una pratica ed entro la fine di  maggio  ci  sarà uno sportello unico digitale che dovrà operare nei tempi previsti”.

E’ intervenuto Giovanni Alga, socio del Lions, Marina Noè presidente di Assoporto che ha sottolineato l’esigenza per lo scalo megarese di avere maggiore competitività: “siamo stanchissimi di sentirci ripetere  che siamo porto  hub,  al centro del Mediterraneo, l’abbiamo detto tante volte. – ha affermato- Siamo convinti che siamo il nord dell’Africa, dovremmo iniziare a prenderci la borsa e con gli altri paesi del Mediterraneo cercare di fare quelle aree di interesse che portino un risultato anche ad Augusta. Non c’è dubbio che questa transizione ecologica o energetica deve dare uno slancio a questa situazione”. 

Davide Fazio, che guida   Unionport ha condiviso “l’idea del porto multi-porpose, lo diciamo da sempre, perché avendo una rada di 8 chilometri per 4 non c’è una cosa che non potremmo fare”.  Ha moderato i lavori Angelo Grasso, responsabile delle pubbliche relazioni della Sonatrach che ha ricordato che Augusta è “il primo porto in Sicilia per merci transitate, il quarto in Italia, ovviamente soprattutto di carattere industriale e legate al polo petrolchimico”. Ha concluso il governatore del Distretto Lions 108Yb, Franco Cirillo che ha sottolineato che “il club service ha i comi ti ascoltare, far da cassa di risonanza, far capire alle persone  come ci si deve muovere e cercare di fare sistema. Il confronto con la politica  e l’accademia ci caratterizza anche come club service”.

 


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