Augusta, il coronavirus riempie i supermercati e svuota i bar

C’è stata una moderata corsa all’acquisto dei generi alimentari nei supermercati, scarsa affluenza nei bar e atri negozi

Supermercati pieni e bar e negozi semivuoti. Si può sintetizzare cosi la prima giornata ad Augusta del post decreto del premier Giuseppe Conte, che ieri ha esteso a tutta l’Italia la zona rossa fino a ieri limitati solo a Lombardia ad alcune città del Nord, estendendo anche gli obblighi e l’invito principale a rimanere a casa del Nord e che ha fatto scattare oggi la “corsa” degli augustani per la spesa.

Anche se, a dire il vero, le file che si sono formate davanti ai vari supermercati, dove si entra uno per volta o in quelli piu’ grandi a gruppi di poche persone, non sono certo quelle viste ieri sera in alcune città d’Italia alla notizia del nuovo decreto.

Una “corsa” inutile comunque considerato che non c’e’ nessun divieto per la circolazioni delle merci e, quindi sono, garantiti i rifornimenti per i generi alimentari che il Governo assicura che non mancheranno sui banchi dei supermarket, dove gia’ sono comparse anche la mascherine e i guanti per le cassiere e i vari dipendenti che sono a contatto con la gente. Qualche mascherina e’ comparsa anche per strada, o dentro e davanti le farmacie.

Cali anche fino al 60% per i bar dove, in particolare per quelli del centro storico, sono stati pochi gli avventori che sono entrati anche solo per bere un caffe’ e sedersi nei tavoli sistemati a distanza. “Stamattina avro’ fatto non piu’ di una trentina di caffe’- ci ha raccontato il titolare di un barcompresi quelli che abbiamo portato a domicilio ai negozi vicini che erano vuoti e con anche il personale dimezzato. Se continua cosi’ probabilmente saro’ costretto a chiudere prima perche’ le spese sono troppe e non riesco a farcela. Dovrebbero sospendere tutti i pagamenti e i tributi perche’ davvero cosi’ e’ impossibile andare avanti”.

Anche gli altri esercenti della zona dell’Isola segnalano scarsa affluenza di gente e qualcun altro pensa di chiudere temporaneamente, come ha già fatto nei giorni scorsi qualche pub della zona che, in base alle nuove disposizioni del decreto emanato ieri dal governo Conte, non potra’ piu’ comunque rimanere aperto dopo le 18 fino al 3 aprile . La stessa decisione oggi ha preso qualche ristorante che ha preferito fermarsi fino a data da destinarsi. Tanti altri esercizi commerciali di tutto il territorio hanno invece preso la decisione di effettuare la consegna a domicilio anche per venire incontro a chi, soprattutto anziani, e’ invitato a rimanere in casa.

 

 


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