“Un processo sommario in piazza il comizio di Di Pietro e Morra”. A bollarlo cosi dallo stesso palco di piazza Duomo, ma il giorno dopo, è stato sabato sera Massimo Carrubba, l’ex sindaco oggi ricandidato alle amministrative del 4 e 5 ottobre che non ha usato mezzi termini per replicare a quanto detto venerdì sera dal presidente della commissione Antimafia Morra e dallo stesso sindaco Di Pietro. “Non avendo altri argomenti per giustificare il loro fallimento e nostalgici del 2015 hanno rispolverato vecchi argomenti: la mafia, i debiti, il malaffare, la Corte dei conti. Parlano di prescrizione, adombrano dubbi sulla mia assoluzione, mettono in scena in maniera suggestiva una rappresentazione surreale di un processo sommario contro di me, sempre come sono soliti fare, senza contraddittorio”- ha affermato Carrubba che intende più controbattere sulla vicenda giudiziaria, “una storia che mi sono messo alle spalle, di cui porterò le ferite profonde io e la mia famiglia”
Secondo l’aspirante sindaco – che in questa “azione di denigrazione, di diffamazione scientifica e seriale messa in campo” solo nei suoi confronti e non verso gli altri 4 aspiranti sindaci intravede anche una presunta alleanza 5 Stelle- Pippo Gulino- quello che dovrebbe fare riflettere è che i grillini “per dire ciò che volevano dire si sono rifugiati dietro la carica istituzionale rappresentata da Morra, presidente della commissione Antimafia che, ahimè, si è prestato, senza nessun rispetto per il ruolo alto che si ricopre e ha commesso strafalcioni, errori di diritto, improprietà di linguaggio. Confonde il Tar con il Cga, la competenza di un tribunale amministrativo, usa il termine di proscioglimento come sinonimo assoluzione, parla di prescrizione ma non sa che non ho mai beneficiato di prescrizione”.
In apertura ha ricordato che la campagna elettorale “si è surriscaldata, alla faccia del vogliamoci bene”, “sono entrati in azione i servili campioni della comunicazione social” è entrato poi nel merito del suo programma elettorale sottolineando come “siamo baciati da congiunture favorevoli che se sapute cogliere ci faranno fare il salto di qualità”. Si parla di Zes, recovery found, “è un momento storico che impone responsabilità, maturità ed equilibrio”.
Verso l’indotto industriale “non si può non avere una posizione illuminata e responsabile, non possiamo immaginare di chiudere dall’oggi al domani la zona industriale, altra cosa è pretendere dai colossi industriali investimenti ecosostenibili per abbattere le emissioni e migliorare le matrice ambientale e anche una maggiore responsabilità sociale con interventi diretti a sostegno della popolazione, con screening per soggetti a rischio o aiuti alla solidarietà per fasce più deboli senza che questo voglia dire svendere le funzioni del sindaco alle industrie, o piegarsi”.
Per il porto a detta di Carrubba è necessario “pretendere rispetto come augustani, senza subire le decisioni catanesi, diciamo no ad una gestione Catania-centrica come è avvenuto finora”, “no” anche al poligono di Punta Izzo e “si”, invece alla fruibilità dell’area per i cittadini. “La prima delibera che la nostra giunta proporrà al consiglio – ha preannunciato- sarà la revoca della delibera con cui la maggioranza grillina ha approvato l’allargamento dei confini e quindi la competenza dell’Autorità portuale sul litorale che va dal golfo Xiphonio fino a Capo Santa Croce, una follia svendere i propri gioielli”.
Carrubba e la sua coalizione di tre liste, Attiva mente, Augusta coraggiosa e Democratici e progressisti hanno scelto lo slogan “ritorniamo ad essere una città normale” perchè una città normale eroga i servizi sfruttando la tecnologia e “allora prevediamo immediatamente tre piani di manutenzione, delle strade e dell’ illuminazione pubblica, faremo il bando di gara per migliorare il servizio del trasporto pubblico. –ha proseguito- Restituiremo la mensa e il trasporto scolastico, il servizio di doposcuola per i giovani nella nostra idea di città normale al cittadino deve essere garantito l’assistenza ai disabili”. In quest’ottica va anche il ripristino, prioritario, della Guardia medica ad Augusta isola e “sarà il Comune a trovare i locali”, Carrubba ha parlato anche di pagamenti più equi della rafia acqua e spazzatura commisurandola al numero dei componenti del nucleo familiare e no ai metri quadrati, com’è ora.
A Brucoli “riapriremo, come abbiamo fatto nel 2010 il Castello e tuteleremo la piena fruibilità della spiaggetta adiacente il chioschetto, su mutui- “prima mi accusano di averne contratto 84 poi dicono 31, ma da anni aspetto che li pubblicano” e per spiegare “come agiva l’amministrazione Carrubba” ha ricordato quando spalmò 4 milioni del mutuo acceso dall’amministrazione Gulino per il parcheggio del centro storico in 25 interventi, tra cui molti per le scuole. “Come ultimo punto – ha concluso non prima di aver invitato Gulino ad confronto pubblico- ricordo che in 8 anni, tra commissione straordinari e amministrazione Di Pietro non sono stati capaci di rendere fruibile il terreno confiscato alla mafia di Arcile. Se la mancata fruizione di questo terreno è stato valutato come elemento fondante dello scioglimento del comune, perchè secondo gli inquirenti era prova lampante della mia ritrosia a mettermi contro il clan Nardo di Lentini, questo sarà un punto di onore per la mia amministrazione e lo restituiremo ai cittadini. E inviterò Morra personalmente a tagliare il nastro”.
Ad aprire il comizio sono stati i due assessori designati Biagio Tribulato, e Giancarlo Triberio sul palco insieme agli altri due componenti dell’eventuale giunta, Sebastiano Pustizzi e Marilena Coppola. “Uomini di legge dello stato hanno dimostrato, rigirando come un calzino l’uomo Massimo Carrubba e l’istituzione, – ha detto Tribulato- che si trattava di un uomo e un’istituzione forte e competente e non servile a nessuno. L’onestà non si urla, non si decanta ma si fa nei fatti, noi siamo certi di essere persone preparate e competenti, profondi conoscitori del tessuto sociale, delle sue problema e siamo gente che viviamo ad Augusta e l’amiamo”.
Triberio attuale consigliere comunale di opposizione ha parlato delle piccole cose da cui bisogna ripartire per tornare ad essere una città normale. “Amministrare una città – ha dichiarato- significa che ci devono essere strade senza buche e illuminate, e non piene di erbacce visto che per il diserbo paghiamo il servizio profumatamente. Significa dare servizi alle fasce sociali più deboli partendo dagli anziani dandogli dei centri per gli anziani”. Tra gli impegni sono previsti incrementi della voce di bilancio per manutenzioni e investimenti nelle scuole, per ripristinare la segnaletica delle strade del Monte: “ci prenderemo la responsabilità di acquisire al patrimonio comunale le strade ormai di fatto urbane dopo anni di immobilismo di questa amministrazione”.
In piazza ad ascoltare c’erano anche il sindaco di Siracusa Francesco Italia e l’ex Giancarlo Garozzo.