“Bisogna vigilare che nel nuovo piano regionale della sanità l’ospedale Muscatelo mantenga quello gli è stato assegnato finora, cioè 120 posti letto“. È l’auspicio arrivato nei giorni scorsi, alla vigilia dell’incontro tra l’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza e i sindacati in programma oggi, durante l’assemblea pubblica sull’ospedale Muscatello promossa dall’associazione “Tds”, che si è svolta a palazzo San Biagio, per mantenere alta l’attenzione sul presidio e suoi problemi di carenza del personale infermieristico, di affollamento del Pronto soccorso, di mancata attivazione dell’Obi, l’osservazione breve intensiva prevista per legge, dell’elisoccorso notturno e del reparto di Oncologia.
A presiederla sono stati Domenico Fruciano, il presidente del Tds, la vice Maria Carmela Giannone e i componenti Valerio Valeri e Vincenzo Sanseverino che hanno deciso che chiederanno di poter tenere, ogni 15 giorni, delle assemblee pubbliche aperte a tutti nell’aula magna del nosocomio per non spegnere i riflettori sul presidio che adesso conta di circa 60 letto effettivi.
Il presidente Fruciano ha stigmatizzato “l’assenza dell’amministrazione che non interviene nei problemi dell’ospedale come anche quella della presidente del consiglio Sarah Marturana che – ha detto- quando era presidente della commissione Sanità organizzò un’assemblea con tutte le associazioni per chiedere la documentazione utile a produrre una denuncia. Aspettiamo ancora di sapere di quella famosa denuncia alla Procura, non se n’è saputo niente. Nessuna risposta ad oggi è arrivata alla nostra richiesta protocollata il 5 aprile 2018 per l’assegnazione al Pronto soccorso del personale per l’attivazione dell’Obi dell’ospedale”.
“I giochi ormai sono finiti per tutti ed è tempo di dimostrare tutti il da farsi, quindi questa amministrazione e il presidente del Consiglio si attivino affinché questo consiglio comunale si possa fare” ha aggiunto Giannone riferendosi al Consiglio comunale monotematico già richiesto dai consiglieri di minoranza Enzo Canigiula e Giancarlo Triberio, presenti all’assemblea insieme ai colleghi Peppe Di Mare e Alessandro Tripoli e al neo sindaco di Priolo Pippo Gianni, ideatore quest’ultimo della legge 10 del 2014 che ha istituito al Muscatello il Centro di riferimento regionale per la cura e la diagnosi delle patologie derivanti dall’esposizione all’amianto.
Gianni ha annunciato che chiederà una riunione dei sindaci della zona industriale e ha anche lanciato l’idea di promuovere un incontro, in Consiglio comunale, con il ministro alla Sanità Giulia Grillo, catanese e il senatore augustano Pino Pisani. Vincenzo Sanseverino del “Tds” ha invitato la popolazione a sostenere la battaglia dell’ospedale che riguarda tutti e questo anche a fronte della scarsa presenza di augustani ogni qual volta si organizza un incontro pubblico sulla sanità. A sottolineare l’importanza di coinvolgere anche le altre amministrazioni vicine della provincia in modo da fare squadra e aver più forza per attivarsi perchè venga realizzato quanto assegnato è stato Giuseppe Vaccaro, anestesista del “Muscatello” e componente dell’Anaoo-Assomed secondo cui “l’ospedale di Augusta è importante anche in rapporto a quello di Siracusa che non può essere considerato di riferimento per la provincia. La Regione sulla carta – ha detto – lo ha considerato importante viste le peculiarità che le ha assegnato (unica Neurologia in provincia, l’unico reparto di Oncologia Chirurgica e Centro amianto regionale), ma bisogna vigilare sul nuovo piano regionale di cui è in itinere la redazione”.
Tra i presenti ha preso la parola Cinzia Di Modica, del Comitato Stop veleni che ha ricordato come la problematica dell’inquinamento è strettamente connessa con quella della salute e ha proposto di unire le forze e le esigenze per portare avanti una battaglia comune anche a Palermo, inoltre Francesco Sabatino ha ricordato all’assessore Danilo Pulvirenti che non esiste solo il problema della raccolta differenziata e rifiuti zero è stato un cittadino. “C’è un ospedale che sta andando in pezzi, direi all’assessore di sbracciarsi e insieme al primo cittadino prendere le opportune decisioni sui tavoli istituzionali invece di dire che la colpa è delle amministrazioni precedenti”.
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