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Augusta, i debiti del Comune, l’ex sindaco Carrubba. “Non sono tutti della mia amministrazione”

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Lo aveva annunciato mesi fa durante l’ultima conferenza e dopo l’assoluzione dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, di poco più di un mese fa, l’ex sindaco Massimo Carrubba è tornato a sedersi, ieri sera, davanti ad un pubblico attento e curioso di conoscere nomi e date dei debiti del Comune che si è ritrovato a palazzo Zuppello. E a cui in poco più di un’ora ha dimostrato, carte alla mano, come molti dei debiti che vengono affibbiati alla sua amministrazione (2003-2012) sono invece datati nel tempo, risalenti agli anni ’90 e addirittura qualcuno agli anni ’60.

Volti noti tra il pubblico, tra ex amministratori e consigli comunali ma anche semplici cittadini che non si sono voluti perdere quella che lo stesso Carrubba ha definito una “grande operazione di trasparenza”, messa in atto anche e soprattutto per “far crollare l’ultima falsità che ha alimentato una campagna di denigrazione e di calunnie orchestrata nei miei confronti da molti soggetti, in gran parte riconducibili al M5s” ma anche di sancire pubblicamente il suo ritorno alla vita politica in vista delle amministrative 2020, ma non certo in prima persona. Tanti gli affondi rivolti al sindaco Cettina Di Pietro e alla sua giunta che ha la responsabilità, politica, della “scelta frettolosa, scellerata e rendicontista” di aver dichiarato il dissesto economico del 2015.

Pur essendo perfettamente al corrente dei debiti veri e reali del Comune, – ha detto Carrubba – resi noti dall’elenco fornito già nel 2016 dall’organismo straordinario di liquidazione con la delibera di richiesta dell’adesione per la procedura semplificata, ha taciuto alla città. Per l’amministrazione Di Pietro, il passato è stato ed è un comodo capro espiatorio, di fronte ai problemi non ha mai cercato soluzioni ma solo qualcuno a cui scaricare le colpe e additare alla rabbia popolare. In tale maniera la sindaca ha cercato di giustificare il proprio fallimento, ma non regge più”.

Nella disamina e nel calcolo dei debiti ha citato creditori e somme e periodi di riferimento tenendo conto, come spartiacque temporale del 26 maggio 2003, data in cui si è insediato al Comune la prima volta: “da quella data in poi – ha proseguito- mi assumo tutta la responsabilità dei debiti contratti, siano essi fuori bilancio che passività potenziali. Di debiti ne ho fatti in 10 anni e ne ho pagati, ma non sono certo ammontanti a quelle cifre spropositate e false, non certo 120, 80, 102, ma solo qualche milione di euro. E’ documentale con che i debiti da me fatti sono oggettivamente meno delle somme che io ho dovuto pagare per i debiti contratti da quelli prima di me e che io ho trovato”.

Sul fronte dei Lavori pubblici i debiti fuori bilancio dell’amministrazione Carrubba, secondo l’ex sindaco sono stati 4.777.930,78 euro, di cui la maggior parte, 3 milioni, per fatture Enel e Telecom, mentre negli anni precedenti ha ricordato i 2 milioni e 100 mila euro richiesti dal consorzio Coprola per la realizzazione campo containers realizzato subito dopo il terremoto del ’90 “ammesso dalla Osl per 1,9 milioni circa di euro, liquidato nel 2018 per 1.126.838 euro”, o i lodi Sogema per lavori effettuati nel 2000 sino al 2002 e mai pagati per circa 700.000 euro, impresa Cea per ampliamento cimitero risalenti al 1994, la commissione di liquidazione con delibera del 2017 su 700.000 euro vantati ne ha liquidato 420.000. E ancora il lodo impresa Copea per la realizzazione condotta idrica centro storico Augusta del 1985. A fronte di un debito vantato di oltre 810.000, la Osl ha liquidato nel 2018 484.000 euro. In elenco c’è anche il risarcimento ad alcuni privati per i danni riportati a seguito dei lavori di ampliamento della sede stradale di Via Marina Ponente, eseguiti nell’anno 1986 e 1987, con cause civili iniziate nel 1988.

Nel settore Urbanistica durante la sua gestione i debiti fuori bilancio ammontano a quasi 65,000 euro totali che appaiono poca cosa in confronto a quelli degli anni precedenti in buona parte riferibili agli espropri per le cooperative realizzate tra gli anni 1990- 2000 a Monte Tauro, come ad esempio 1.164.298 euro nel 1998, 200.000 nel 1999, o addirittura antecedenti come 200.000 euro richiesti ed ottenuti con sentenza di tribunale del 2009 per il risarcimento danno dell’ ampliamento piazza delle grazie che risale addirittura al 1961.

Carruba ha sottolineato come anche l’attuale amministrazione ha i suoi debiti fuori bilancio, come conferma la determina del 19.9.2019 a contrarre. Procedura per l’appalto del servizio di cattura, trasporto, custodia, cura e mantenimento dei cani randagi rinvenuti nel territorio co a firma del comandante dei vigili urbani Angelo Carpanzano Angelo, di Modica sul randagismo. “E’ fatto notorio che c’è una inchiesta in corso, un procedimento penale a carico di persone note. Ed ancora sul punto ci insistono, ma fatti loro– ha aggiunto- ma voglio soffermarmi su un altro aspetto. Dalla relazione tecnico illustrativa di Carpazano allegata alla determina si legge che “dal primo aprile 2019 si realizza un debito fuori bilancio che aumenta con il passare del tempo.”. Giusto e corretto. 7 mesi per 50.000 euro mese e equivale a 350,000 sino ad oggi che si chiamano debito fuori bilancio. Quindi la prossima amministrazione si troverà un debito sulle spalle di circa 400,000/500.000 euro”.

Una lunga premessa l’ex sindaco ha dedicato al piano di rientro redatto dalla commissione straordinaria, bocciato dalla Corte dei conti e caratterizzato da 2 grossolani errori nella voce della passività potenziali che vengono quantificati tra i 20 ed i 25 milioni, e in cui vengono conteggiati “improvvidamente i 12 milioni che la Saccecav – vicenda depuratore 1995 – ritiene di avanzare dal comune su astruse e pretestuose riserve tecniche, tutte rigettate nel corso di 15 anni, da collaudatori e da tecniche. Nel 2017 la Saccecav insiste nella sua pretesa ed ha citato di nuovo in giudizio il comune che ha dato incarico ad un legale per costituirsi in giudizio, si è così instaurato un altro contenzioso megagalattico. Tra 15 anni di causa, si saprà se il comune è debitore e, nel caso, anche quanto dovrà eventualmente pagare il futuro sindaco”.

Altro errore, secondo Carrubba, aver inserito anche i 4 milioni di riserve poste dalla Ccc di Ravenna per i lavori eseguiti per il restauro del palazzo comunale, progetto, appalto e lavori realizzati sotto la sua sindacatura. “Anche questa richiesta non sta né in cielo né in terra, è solo pretestuosa  e gli scienziati dell’ex segretario generale, delle commissione straordinario r del sovraordinato del Comune calano nel piano pari pari la somma di 4 milioni. Ma è pensabile che a fronte di un appalto di 1,600 mila euro di lavori, l’impresa abbia subito danni per 4 milioni di euro?”

Quelle in elenco nel settore Urbanistica vengono quantificate in totale in circa 6.220.000 euro, anche qui in gran parte per espropri per le cooperative, ma non solo. “E tutte, leggere per credere, – ha proseguito- antecedenti al maggio 2003, data del mio insediamento come quella per espropriazione aree per ampliamento cimitero comunale del 1994 per una pretesa avanzata al comune di 1.866.750 euro mentre secondo il comune il valore dell’esproprio invece era stimato in euro 86.000 euro. Immancabile contenzioso innanzi al Tar di Catania che ha dato ragione al Comune, è seguito appello al Cga. Il Comune con delibera del 2018 ha dato incarico all’avvocato Gianluca Rossitto per la difesa…tra qualche anno sapremo chi avrà ragione”. O la richiesta del 1996 per 230.000 euro per l’esproprio per la realizzazione del raccordo asse attrezzato centro urbano o il bubbone storico per il comune di Augusta di 1.300.000 vantato dall’Ipab orfanotrofio Parisi Zuppelo Santangelo per gli espropri delle aree assegnate a varie cooperative edilizie al Monte negli anni 1996-97-98- 99-2000 per 1.300.000 euro.

“Mentre io, sempre in quegli anni, facevo i bilanci con trasferimenti nazionali e regionali ridotti di oltre il 70%, nonostante tali difficoltà immani, – ha incalzato Carrubba- noi prevedevamo in bilancio le somme pari a circa un milione di euro per garantire le 36 ore di servizio a tutti i precari, cioè oltre la dotazione della Regione come avviene adesso per 20 ore, noi mettevamo i soldi e garantivamo i servizi e soprattutto trattavamo i precari alla pari degli altri dipendenti a tempo indeterminato, con progetti obiettivo, straordinario, reperibilità, indennità di turno. Nonostante non potessimo all’epoca disporre dei 2,5 milioni annui di gettito Irpef come succede adesso alla amministrazione della Di Pietro, garantivamo la refezione scolastica, per soli 5 mesi è vero, da gennaio a maggio, insufficiente sicuro, ma la garantivamo. Ci sforzavamo di garantirla, ora nemmeno se lo pongono il problema facevamo girare i pulmini elettrici per gli anziani. Garantivamo l’assistenza domiciliare per un cospicuo numero di anziani per fasce deboli e tutta una serie di servizi che hanno posto il Comune di Augusta all’avanguardia nel settore solidarietà sociale”.

Sul possibile confronto auspicato con il sindaco Di Pietro ha detto di non essere più disponibile “l’ho chiesto per ben 3 anni, ma la sindaca è sempre sfuggita, ha sempre evitato il confronto con la scusa che ero imputato di mafia e lei mirava a non riconoscermi ruolo e forse sperava che venissi condannato” – ha concluso Carrubba non dimenticando il giornalista Gianni Danna, scomparso a dicembre 2018, “uomo per bene, professionista serio e stimato, amico mio caro, ma amico di tutti in città, innamorato pazzo di Augusta, anche lui colpito duramente da un sistema deviato” e alla “sorella” acquista Fiorella Intrepido, anche lei scomparsa prematuramente “non solo mio penalista storico che mi ha sempre assistito in tutte le vicende giudiziarie che mi hanno coinvolto, ma soprattutto amica vera, dispensatrice discreta sempre di preziosi consigli, mio confessore silenzioso”

Ha, infine, confermato quanto già aveva annunciato nelle scorse settimane e cioè il suo impegno politico alle prossime elezioni amministrative del 2020 non in prima persona, ma con una propria lista nel centro sinistra.