Augusta, “Giornata della memoria”: un minuto di silenzio per i caduti e campane suonate in tutte le chiese

L’invito è della Società augustana di Storia patria che quest’anno,  non potendo promuovere alcun evento per il 77esimo anniversario, ha pensato cosi di ricordare  quella pagina dolorosa per Augusta

Osservare un minuto di silenzio alle 12, 50 mercoledì 13 maggio, in occasione della “Giornata della memoria delle vittime civili e militari nel secondo conflitto mondiale” e in onore dei tanti augustani morti durante il violento bombardamento anglo-americano del 1943 che provocò anche  grande distruzione. L’invito arriva da Giuseppe Carrabino,  presidente della Società augustana di Storia patria che quest’anno,  non potendo promuovere alcun evento per il 77esimo anniversario, ha pensato cosi di ricordare  quella pagina dolorosa invitando anche tutti i parroci della città a suonare contestualmente a rintocco le campane delle rispettive chiese. Per non dimenticare il passato e  trasmetterne il ricordo alle future generazioni, a testimonianza del coraggio e dell’orgoglio con cui gli augustani riuscirono a risollevarsi, a tornare alla vita, a far rivivere la nostra città.

62 furono i caduti, ventitré uomini e trentanove donne, oltre ad un numero imprecisato di dispersi dopo i due bombardamenti delle 12,50 e delle 13,40 si contarono ben sessantadue caduti. “Il compito di bombardare Augusta – ricorda Alessandro Moscuzza – era stato affidato alla squadra dei bombardieri comandata dal colonnello Kane, e i “Liberators” del 376° comandato dal colonnello Compton”. Così scriveva il 15 Maggio 1943 il Comandante dei vigili del Fuoco di Siracusa geom. Giovanni Amico al Ministero dell’Interno alla Direzione Generale dei Servizi Antincendi a Roma: “Nel pomeriggio del giorno 13 c.m. plurimotori avversari, in tre ondate successive, hanno attaccato la città di Augusta (prov. di Siracusa), colpendo obbiettivi militari e producendo rilevanti danni a fabbricati civili. Dalla visione delle località colpite e dagli effetti prodotti è facile dedurre che sono state sganciate, nella sola zona terrestre, più di un centinaio di bombe dirompenti di grosso e grossissimo calibro, che hanno centrato interi gruppi di case, scavando botri della circonferenza di 20-30 metri e della profondità di 5-10metri”.

Carrabino ricorda che nel 2011 l’ impresa di forniture edili dei fratelli Cacciaguerra ha donato alla città un monolite in pietra lavica quale monumento a ricordo dei caduti del secondo conflitto mondiale e in accordo con  la Prefettura  il monumento è stato eretto all’ interno del giardino annesso alla chiesa del patrono come “un luogo della memoria”.

Dinanzi a quel segno le autorità civiche e militari con il popolo si radunano annualmente il 13 maggio per la posa di una corona d’alloro al suono del silenzio. Inspiegabilmente negli ultimi anni – dice Carrabino- la cerimonia commemorativa non si è svolta dinanzi al memoriale ma al cospetto di un quadretto contenente i nominativi dei caduti. Riteniamo che l’onore ai caduti si debba anche con “segni” idonei. Il memoriale del 13 maggio non è un semplice monumento ma riteniamo che sia divenuto “segno” identificativo e “sacrario” dei nostri caduti di quella infausta circostanza. Nella piena consapevolezza di quanto sia importante vivificare il ricordo dei caduti attraverso un segno eretto in un sito particolarmente caro alla comunità, abbiamo chiesto alla civica amministrazione la dovuta attenzione e la valorizzazione del sito, auspicando che pur in assenza di commemorazioni pubbliche, quel sito continui ad essere il luogo deputato per la memoria ufficiale della città.”

Per il presidente della Societa’ Augusta merita  di aver dei  riconoscimenti in quanto   come base aereonavale è stata soggetta all’offesa aerea nemica sin dalle prime settimane di guerra, “registrando a proprio danno centinaia di vittime civili, duemilacinquecento senza tetto (ossia 1/8 della popolazione) ed i 2/3 degli edifici danneggiati in varia misura, 270 dei quali distrutti e 1000 gravemente lesionati”, come  ricordava lo storico militare Tullio Marcon. Il 17 luglio 1943 persero la vita molti abitanti di Brucoli sfollati nelle grotte del canale in prossimità del castello o  il 24 maggio 1941, quando gli augustani, se pur in un momento di privazioni causate dalle guerra, si aprirono alle necessità dei tanti naufraghi del Conte Rosso che trovarono qui accoglienza.

“Un atto di giustizia alla città che dal dopoguerra attende un riconoscimento dello Stato per la sua silenziosa generosità e solidarietà nei confronti dei tanti superstiti del Conte Rosso che – conclude Carrabino- ebbero ospitalità nella nostra Augusta nonostante la sofferenza che la guerra stessa comportava. Un riconoscimento dovuto, peraltro già concesso ai gonfaloni di tante città che hanno fatto analoghe esperienze e che abbiamo chiesto all’amministrazione comunale affinché si renda portavoce presso le competenti istituzioni della legittima istanza”.

 

 

 


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