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Augusta, futuro del porto e sviluppo, l’assessore Patania: “basta incertezze, bisogna fare davvero sistema”

Una riflessione dettata anche dal fatto che Gela è stata inserita nella circoscrizione dell’Autorità di sistema portuale del mare della Sicilia Occidentale come “hub energetico”  

“La notizie dei giorni scorsi con cui il governo nazionale ha decretato l’inserimento del porto di Gela nella circoscrizione dell’Autorità di sistema portuale del mare della Sicilia Occidentale e, soprattutto, il voler puntare sullo scalo gelese come “hub energetico” per l’intera isola come si è appreso dalle dichiarazioni del vice ministro Cancellieri, ripropongono al centro dell’attenzione le sorti e il destino del porto di Augusta e della sua autorità di sistema portuale”. Esordisce così l’assessore al Porto di Augusta Tania Patania che sottolinea “l’ammirevole  risultato della Sicilia occidentale che in pochi mesi ha razionalizzato gli accosti e le banchine di tutti i porti facenti parti della circoscrizione, favorendo la creazione di una società compartecipata da due dei più importanti players globali del trasporto marittimo, e completando il risultato – aggiunge – con l’inserimento dell’“anello mancante” di Gela e della parte energetica che quest’ultimo porto presenta sia con gli importanti investimenti dell’Eni che con le opportunità della transizione energetica emergenti dal Pnrr”.

Secondo indiscrezioni  Gela, infatti, prevede lungo il porto canale l’avvio di una sperimentazione per rifornire idrogeno mentre il porto isola ospiterebbe una piattaforma Gnl prodotto dall’Eni, pertanto un risultato di questo tipo fa nascere legittimamente la domanda, in senso costruttivo, di quale futuro si immagina per il porto di Augusta, per il suo stare a sistema con Catania e perché no con i porti di Siracusa e Pozzallo.

“Al momento – continua l’assessore – sappiamo solo, senza severamente volere cadere in polemica, che l’Adsp della Sicilia orientale è da diversi mesi priva della stabilità di una  governance,  un comitato di gestione prossimo alla scadenza e un segretario già oltre la metà del proprio mandato. A questo si unisce la questione Gnl nel porto di Augusta ancora oggetto di pesanti contestazioni a due anni dal suo avvio. Troppe incertezze”.

Tutto questo nonostante tutti sappiamo che Augusta ha una storia di portualità quasi secolare, “inutile o forse no ricordare che  il porto e gli stabilimenti petroliferi e petrolchimici hanno costituito fonte di sviluppo locale e dell’intera nazione  ed al tempo stesso – ricorda Patania – hanno costituito fonte di problemi per la cittadinanza e di divisione, ma dobbiamo oggi ricordare che  il nostro scalo megarese, unico in Sicilia, è stato riconosciuto come “porto core” della rete Ten-T ,con oltre 30 milioni di tonnellate annue di prodotti petroliferi movimentati è un porto strategico per tutta l’Unione Europea, per l’approvvigionamento di idrocarburi, per la sicurezza energetica e per l’enorme impatto che tale attività va ad avere sul gettito fiscale”.

Dunque allora in un momento di così delicata transizione, dinnanzi ad una parte della Sicilia che fa effettivamente “sistema portuale”, sviluppa strategie, ragiona ai diversi livelli della politica, dal territorio alla rappresentanza regionale, nazionale e di governo, sembra non più rimandabile capire verso  quale futuro stiamo guardando per il porto megarese secondo l’assessore alle Politiche portuali e alle Zes che riflette anche sull’eventuale conflitto che potrebbe crearsi dall’inserimento di Gela nella circoscrizione dell’Adsp della Sicilia Occidentale, considerato che il decreto del presidente del consiglio dei ministri lo ha collocato nella Zes orientale, nonché dell’avviato Pnrr di cui il “Dl Infrastrutture” di pochi giorni fa costituisce un tassello fondamentale.

Auspicando che sull’istituita Zes Sicilia Orientale possa venire da Roma una significativa accelerazione sulla sua operatività, ricordando che manca ancora la nomina del commissario – conclude Patania – ecco che forse è arrivato il momento di far uscire le energie migliori, di provare concretamente a “fare sistema” perché è necessario tratteggiare un futuro per il porto di Augusta perché è ormai chiaro che la concorrenza è con i porti del vicino Medio-Oriente e del Nord Africa. Tutto questo però richiede una visione, una strategia, un obiettivo, che solo una collettività coesa, consapevole delle sfide che l’attendono, con  l’intelligenza di comprendere la necessità di essere squadra, è nelle condizioni di raggiungere. Non possiamo, né intendiamo partecipare ad un lento ed inesorabile declino che pagheranno le generazioni a noi più prossime”.


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