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Augusta, Fua 2017, siglata l’ipotesi di accordo. Più peso all’anzianità e recuperati fondi

Dopo aver ottenuto la storica istituzione del Fondo Integrativo Speciale all’interno del FUA, le progressioni tra le aree già dal 2018 per risolvere l’annosa questione della Prima Area, la tabella di equiparazione tra personale Militare e Civile, l’aggiornamento del protocollo sulla mobilità del personale civile ai fini del bando del corrente anno, la direttiva che fissa per la prima volta i criteri di impiego del personale civile, il riavvio del confronto sui lavori insalubri, polverifici e imbarchi, verifica di criteri, modalità e gestione del transiti ai ruoli civili del personale militare, le assunzioni in deroga a partire dal 2018 e percorsi formativi interni della difesa, il coordinatore provinciale del Ministero della Difesa, Sebastiano Trigilio, fa sapere che è stato raggiunto un ulteriore traguardo con la firma dell’accordo sul Fondo Unico di Amministrazione 2017.

Un risultato importante che prevede ulteriori 12 mila progressioni economiche con decorrenza dall’1 gennaio 2017 oltre alle 7.002 progressioni già espletate nel 2016. Con la firma dell’accordo si prevedono altre 6 mila progressioni economiche con decorrenza dall’1 gennaio 2018, e non ultimo il rilancio della progettualità locale e il recupero della contrattazione locale.

“Ci riteniamo soddisfatti dell’intenso e frenetico lavoro che le segreterie nazionale di FPCGIL – UIL PA – FLP hanno svolto. Risultati raggiunti, come è stato evidente dopo la proclamazione dello stato di agitazione del personale civile proclamato unitariamente da FPCGIL – UIL PA – FLP Nazionali nell’assemblea nazionale dei quadri e delegati di tutta italia svoltasi a Roma nel Febbraio u.s. e dove il sottoscritto si onora di aver partecipato” spiega Trigilio. Il coordinatore provinciale FP CGIL del ministero della Difesa, condividendo in pieno la riflessione conclusiva dei segretari nazionali di FP CGIL – UIL PA – PLP – UNSA in merito all’attività svolta, come da comunicato nazionale rappresenta testualmente quanto riportato.

In ultimo, una riflessione conclusiva – prosegue -. Abbiamo osservato e sorriso, in questi giorni, della rincorsa che “qualcuno” ha avviato per tentare di intestarsi gli esiti conclusivi del negoziato, addirittura “targando” come sigla l’accordo FUA 2017. Rappresentazione per lo meno demagogica e fuorviante della realtà, estremamente distorsiva degli sviluppi reali della trattativa svolta con l’amministrazione e dei suoi approdi conclusivi, rispetto ai quali basterebbe scorrere i diversi comunicati diffusi in corso di negoziato per approdare alla verità dei fatti. In ogni caso una recita non riuscita, magari avviata da chi maturando la consapevolezza di non aver saputo influire nell’occasione così come forse era sempre stato abituato nell’esercizio del proprio ruolo in passato, cerca oggi di spargere una coltre di fumo per impedire che altri lo vedano e ne colgano fino in fondo la nuova dimensione minoritaria. Noi, per il rispetto profondo che abbiamo delle lavoratrici e dei lavoratori civili della difesa, non intendiamo in alcun modo procedere sulla stessa lunghezza d’onda, e ci affidiamo invece, serenamente, alle valutazioni che ci consegneranno questi ultimi, certi di aver offerto loro tutto l’impegno e il sostegno possibile rispetto alle rivendicazioni e alle legittime aspettative che i colleghi hanno inteso farci pervenire“.

In provincia di Siracusa l’accordo riguarda circa 550 dipendenti nel comparto Difesa ad Augusta. E’ stata inoltre effettuata la quantificazione dei risparmi aggiuntivi per un importo complessivo di 29 milioni di euro, dei quali una percentuale non inferiore al 4% e non superiore al 10 % confluirà nel Fondo unico dell’amministrazione che farà parte di un successivo accordo già avviato con il Ministero della Difesa.

Nell’intesa figura anche la previsione per l’anno in corso nell’attesa dell’approvazione della norma necessaria per il transito dei lavoratori dalla prima alla seconda area, di un compenso pro capite per il personale. Proposta che avanzata dalla Cisl, non è passata perché non ha trovato il necessario consenso al tavolo negoziale.

Si poteva fare meglio – hanno commentato il segretario provinciale della Funzione pubblica della Cisl, Daniele Passanisi ed il coordinatore regionale del comparto Difesa della Cisl, Salvatore Saraceno – ed abbiamo fatto di tutto perché ciò avvenisse. Siamo soddisfatti perché è passato l’obiettivo da noi proposto di dare dignità ai lavoratori civili del Ministero della Difesa, e di attribuire un passaggio di fascia economica a tutto il personale nel triennio 2016/2018. A dimostrazione che noi lavoriamo con i fatti, e con chiarezza, non attraverso false insinuazioni strumentali, come dimostrano le recenti esternazioni sui social network di alcuni rappresentanti di altre organizzazioni sindacali”.

 


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