Augusta, Fp Cgil e Uil Pa provinciali del Ministero della Difesa mantengono lo stato di agitazione del personale civile

Dopo la partecipata discussione sui temi caldi dell’incontro dell’attivo nazionale dei delegati e dei quadri del Ministero della Difesa, dove hanno partecipato per la Fp Cgil Sebastiano Trigilio e per la Uil Pa Vincenzo Scamporlino, prosegue a grande richiesta lo stato di mobilitazione del personale civile del Ministero della Difesa. In assenza di tempestive risposte saranno avviate iniziative di lotta in tutti i luoghi di lavoro.

In particolare, nel corso dell’iniziativa, è stata denunciata l’ennesima sperequazione ai danni del personale civile della Difesa. “Le risorse economiche – afferma Trigilio -, circa 977 milioni di eurp, sono state reperite per le prerogative professionali e di carriera del solo personale militare mentre il personale civile continua ad essere penalizzato ed ignorato dal vertice politico e dalla dirigenza del Ministero, entrambi responsabili di un disegno politico mirato ad emarginare detto personale attraverso la sottrazione degli stessi diritti previsti da norme e contratti. Un fatto grave, questo, che denota l’inadeguatezza della stessa classe dirigente, tanto politica quanto  amministrativa”.

Sono state evidenziate ulteriori manchevolezze, come quelle del sistema di valutazione della performance e della formazione che, allo stato attuale, sono suscettibili di recare grave pregiudizio alle aspettative dei lavoratori. Ma Fp Cgil e Uilpa ritengono “ancora più grave la questione del Libro bianco che, qualora venisse attuato così come attualmente impostato, si configurerebbe come una vera e propria minaccia per la democrazia e per le condizioni di lavoro del personale civile della Difesa. E ciò anche in considerazione delle modalità previste per la riorganizzazione dei vertici del Ministero, con la concentrazione di potere anche economico nelle mani del Capo di Stato maggiore della difesa”.

Per tali motivi la Fp Cgil e la Uilpa “non accetteranno confronti che non abbiano all’ordine del giorno i punti della vertenza e, in caso di perdurante silenzio, programmeranno un percorso condiviso di lotta e mobilitazione nazionale”.


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