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Augusta, Forestiere (FdI): “Che fine ha fatto il tavolo salva-Isab al Mise?”

Forestiere: "A un mese e mezzo dalla sua istituzione, non c’è stata una seconda convocazione"

“Che fine ha fatto il tavolo salva-Isab al ministero dello Sviluppo economico?”. A chiederselo è il dirigente nazionale di Fratelli d’Italia Pietro Forestiere, candidato alle Regionali con il partito di Giorgia Meloni.

Il tema del lavoro e della stessa sopravvivenza della zona industriale siracusana (anche in una ipotesi futura di riconversione), due dei punti nell’agenda politica del 38enne candidato alle Regionali, sono legati alla vicenda che sta coinvolgendo la Isab-Lukoil, azienda che, com’è noto, sta subendo l’effetto boomerang delle sanzioni alla Russia e che rischia la fermata degli impianti a causa del sempre più prossimo embargo al petrolio di Mosca.

Il tavolo, istituito grazie a un emendamento al dl Aiuti per individuare soluzioni per la prosecuzione dell’attività dell’Isab salvaguardando lavoro e produzione, si è riunito per la prima volta il 2 agosto: “È passato un mese e mezzo – dice Forestiere – e non è ancora seguita una seconda convocazione. Il fatto è abbastanza inquietante, visto che il tempo è un fattore determinante in questa vicenda. L’embargo scatta ufficialmente il 5 dicembre, ma come abbiamo letto sui giornali la Commissione Ue ha chiarito all’azienda che l’ultimo carico di grezzo deve essere scaricato, accertato, pagato il 5 dicembre e che, perciò, considerando i tempi tecnici necessari, l’embargo scatterebbe di fatto un mese prima. A Novembre”.

Al tavolo, convocato dai vertici Mise, erano presenti anche esponenti del Mef e del Mite, oltre che dell’azienda.

“Dopo il primo incontro, che le cronache ci hanno descritto proficuo, è seguito solo il silenzio. Non vorremmo – ha proseguito Forestiere – che resistenze stiano arrivando dai vertici del governo”.

D’altronde non è un segreto, lo stesso ministro dello Sviluppo economico Giorgetti nel Question time alla Camera, sull’argomento, ai primi di luglio disse: “È inutile dire che la questione è connessa a rilevanti questioni di ordine, di strategia e di sicurezza nazionale e, quindi, evidentemente, coinvolge il Governo anche al suo apice”.


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