Augusta, fondi regionali per emergenza Covid non richiesti dall’amministrazione: il gruppo di Centrosinistra all’attacco

Il capogruppo Triberio stigmatizza il fatto che “l’amministrazione boccia la diminuzione delle tasse in Consiglio e non richiede nemmeno i buoni regionali a fondo perduto per i cittadini in difficoltà”  

“Hanno bocciato gli emendamenti proposti dal gruppo di Centrosinistra in consiglio comunale per abbassare le aliquote dell’Imu, che avrebbero dato respiro ai nostri concittadini e attività produttive con la scusa di non esserci i fondi, hanno utilizzato la rimodulazione dei mutui per aiutare i commercianti ma addossandoli ai cittadini per altri 10 anni con l’allungamento della scadenza ma non richiedono più di 700 mila euro a fondo perduto alla Regione per aiutare tutti i cittadini e le attività in difficoltà causa Covid 19 per l’acquisto di beni alimentari e farmaceutici, per pagare gli affitti o le bollette di luce e gas”.

A puntare il dito contro l’amministrazione comunale, che risulta tra i 22 comuni siciliani a non aver ancora richiesto nemmeno la prima tranche di 215 mila euro del totale di 717 mila dei  fondi assegnati ad aprile dalla Regione  come misura di sostegno per l’emergenza Covid 19, è il gruppo di centro sinistra che con il suo capogruppo Giancarlo Triberio ha presentato un’interrogazione urgente per sapere quali siano le intenzioni dell’Ente dopo la diffida della Regione a rispondere, entro 10 giorni, se aderirà o meno a questa forma di sostegno, che aiuterebbe le persone più svantaggiate e di cui gli unici in provincia a non aver usufruito sono solo gli augustani.

“Ho presentato questa interrogazione affinché l’amministrazione chiarisca questa grave inadempienza a danno di tutti i nostri concittadini per evitare, oltre al danno di continuare ad avere le tasse al massimo, la beffa di non ricevere soldi a fondo perduto dalla regione – si legge in una nota – Ormai le iperbole, le giustificazioni di buona amministrazione si sono scontrate con la realtà. Le favolette raccontata per anni dall’amministrazione Di Pietro che, finito il dissesto, avrebbero ridato dopo sacrifici un Comune florido dalla cassa piena si svela il solito slogan in cui il re è nudo e le promesse rimangono parole vuote”.


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