Augusta, emergenza covid 19, contributi economici con la rinegoziazione del debito: via libera dal Consiglio

Approvato lunedì notte il regolamento, tra emendamenti dell’opposizione bocciati e accuse reciproche

Via libera al regolamento comunale per la concessione dei contributi per esercizi commerciali e centri sportivi rimasti danneggiati dall’emergenza  dal covid 19, finanziati col fondo di circa un milione e 500 mila euro della rinegoziazione dei mutui con la Cassa depositi e prestiti e con la sospensione del pagamento della quota capitale dei mutuo con il Credito sportivo. Lo ha approvato lunedì sera, dopo oltre 5 ore e con una richiesta di sospensiva  del consigliere Giuseppe Schermi bocciata dalla maggioranza,  il consiglio comunale all’ unanimità  dei presenti, ma non senza polemiche e discussioni per la bocciatura di quasi tutti gli emendamenti presentati dall’ opposizione. Il regolamento arrivato in aula è il terzo della serie  ed è stato redatto dalle due  commissioni consiliari Sviluppo economico e Bilancio dopo che erano stari scritti altri due regolamenti, uno degli uffici e un altro dal gruppo di Augusta 2020.

La presidente Marturana ha spiegato di aver chiesto di ritirare entrambi gli atti e unificare i regolamenti, “ma non c’è stata la volontà di lavorare ad un regolamento unico– ha detto –  visto che non avrei permesso di arrivare in aula con due regolamenti ho tagliato la testa al toro e  ho deciso arbitrariamente di dare l’ennesima possibilità, ascoltando le minoranze che durante le votazione mi avevano espresso la volontà di collaborare. E con separati atti, che nulla hanno che vedere con le due precedenti commissione, è stato chiesto di redigere un regolamento di commissione che fosse il più rappresentativo del consiglio per evitare personalismi e litigi al consiglio”.

Secondo i criteri del bando, che sarà pubblicato a breve sul sito del Comune, possono fare richiesta di concessione economica, il cui tetto massimo è di 2 mila euro, i titolari di attività economiche compreso nei codici Ateco per i quali è stata disposta la chiusura, se non rientrano in questi devono comunque dimostrare che hanno avuto un calo del fatturato di almeno il 60 per cento rispetto all’ anno scorso, iscritti alla Camera di commercio, con reddito annuo non superiore a 50 mila euro.

Sono destinatari, dunque, del beneficio le attività economiche, centri sportivi in qualsiasi forma costituita e asilo nido rimasti chiusi per l’emergenza covid, non sono state invece inserite nè  le associazioni culturali o musicali e che si occupano di sociale e le ludoteche nè le associazioni del Terzo settore. Questi erano due degli oltre 20 emendamenti  presentati in aula rispettivamente dai consiglieri di opposizione Giuseppe  Di Mare (18) e Marco Niciforo (5), quest’ultimo ideatore con il suo gruppo di Augusta 2020 del primo regolamento  “Cura Augusta” non preso in considerazione, che sono stati  quasi  tutti bocciati dalla maggioranza grillina (l’unico emendamento di Di Mare approvato è stata l’eliminazione  della voce che indicava  le spese di sanificazione) né è passato quello di Niciforo, che chiedeva di non escludere dalla concessione del beneficio quanti non avevano potuto pagare le tasse purché  potessero dimostrare di aver avviato la rateizzazione del debito.

I due consiglieri, considerato il clima, ad un certo punto hanno deciso di ritirare gli emendamenti ancora da  discutere, non senza accese polemiche e decidendo di votare comunque l’atto favorevolemente insieme agli unici due colleghi della maggioranza rimasti dopo la mezzanotte,  Gianna D’Onofrio e Salvatore Errante di Augusta 2020.

Avete sminuito per l’ennesima volta il lavoro dei consiglieri che non fanno parte del cerchio magico imborghesiti  e legati alla poltrona – ha accusato  Di Mare rivolgendosi alla maggioranza- la concertazione è fatta anche dal sapere cedere qualcosa, qua invece ho avuto l’impressione che la tavola è apparecchiata. E’ un regolamento pessimo, voterò favorevole solo per i cittadini che riceveranno qualcosa anche se è un atto che fa acqua perchè non lo abbinerete  a misure per chi paga le tasse, che rimangono  uguali. Questi mille euro serviranno ai cittadini per pagare la tassa sulla spazzatura, è solo fumo negli occhi”.

Ha rincarato la dose anche  Niciforo: “Con voi purtroppo l’esito è sempre lo stesso – ha tuonato- pensavo che su questo atto un minimo di coscienza potesse darvi un sussulto e farvi ragionare in maniera diversa, ma mi sono sbagliato. 30 emendamenti consegnati vuole dire che l’estensore ha fatto un regolamento indecente sia nella forma che nella sostanza,  lo voterò lo stesso per coscienza, se dovessi agire per come votate in aula  dovrei andarvene. Avete deciso di utilizzare la misura del 70 per cento, ma del 30 per cento cosa intende fare? Allora darete una mancia. Avevamo ragionato di semplificare i procedimenti, e il regolamento non è di semplice interpretazione per il cittadino che deve fare un’autocertificazione, ma qui si rischia il penale”.

A difesa, come sempre, della maggioranza è intervenuto il capogruppo grillino Mauro Caruso: “Eravamo pronti ad emendare uno dei due regolamenti ma – ha affermato- siamo stati costretti  a fare altre una terza commissione e scrivere un altro testo. La collaborazione non c’è stata in commissione  perché ci avete lasciati da soli a lavorare e siete venuti qui oggi con una serie di emendamenti, alcuni  dei pretesti cosi domani con i giornalisti e con la stampa e i vostri post su Facebook cominciavate  a fare la campagna elettorale. Abbiamo imparato ad essere più furbi. In consiglio non si possono presentare 30 emendamenti su 3 pagine, è veramente ostruzionismo bello e buono, oltre a qualche idea buona di cui si poteva discutere. Il luogo dove lavorare sono le commissioni”.

Bocciati anche gli emendamenti di Schermi sull’uso del fondo per l’abbassamento dell’Imu, l’esponente dell’opposizione è uscito dall’aula prima della votazione finale e ha sottolineato  come “i mutui li pagano tutti i cittadini e dei vantaggi andranno a beneficiarne solo alcuni, mentre gli altri pagheranno fino al 2043”.


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