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Augusta, è tornata a suonare ieri sera a “trumma del Giovedi santo”…. e ne spunta un’altra

Si è rinnovata ieri sera la secolare tradizione del grido di Maria che  cerca il figlio, oltre ai musicisti della banda ne sono apparsi altri due sconosciuti che hanno “riproposto” la tradizione

E’ tornata a suonare ieri sera per le strade di Augusta a “trumma del Giovedì santo”, una tradizione secolare  molto sentita che  rappresentare il grido, disperato, della Madonna Addolorata che cerca “Turi, turi”, il figlio prima che venga crocifisso affidata, come sempre, al maestro della banda di Augusta Gaetano Galofaro alla tromba e al vicepresidente Emanuele Di Grande al tamburo. I dei musicisti, accompagnati nei vari spostamenti dal sindaco Giuseppe Di Mare e da un mezzo del gruppo comunale della protezione civile, nel rispetto delle norme anticovid, hanno anticipato l’orario del consueto percorso che ha toccato le varie chiese e i vari quartieri dove è stata suonata la triste melodia, passando anche per il cimitero e  l’ospedale “Muscatello”.

Interrotta solo l’anno scorso, dopo l’esposto di un cittadino che lamentava inesistenti violazioni alle norme  imposte dal lockdown, con tutte le polemiche che ne seguirono per settimane,  l’antica tradizione  quest’anno si è misteriosamente “sdoppiata”. E così accanto al maestro Galofaro e al vicepresidente della banda Di Grande, ieri sera per le strade augustane sono comparsi anche altri due ignoti musicisti non augustani, con tromba e tamburo al seguito che, spostandosi a bordo di un’auto bianca, hanno riproposto la stessa triste melodia. A renderlo noto, stigmatizzando l’episodio, destinato di certo a creare ancora tante polemiche, oltre ai post su Facebook di qualche  augustano che li hanno visti in giro, è stata anche una  nota sul social network della banda di Augusta che parla di increscioso episodio, “che va ad aggiungersi a quello dello scorso anno”, sostenendo che i due ignoti musicisti “falsamente si professano componenti del nostro corpo bandistico”.

La Banda ricorda che gli “unici custodi ed eredi della secolare tradizione della tromba e del tamburo del Giovedì santo” sono appunto Galofaro e Di Grande, “peraltro individuati e riconosciuti anche dalle Istituzioni civili cittadine e da tutte le realtà religiose coinvolte, solo su di loro può ricadere l’onere e l’onore di portare avanti quanto sopra descritto. – si legge ancora- Nel prendere coscienza dell’ennesimo vergognoso atto perpetrato ancora una volta contro una delle più antiche tradizioni della nostra città e che intende generare confusione e scompiglio tra la cittadinanza, chiediamo una preghiera al popolo di Augusta e rivolgiamo un accorato appello a tutte le istituzioni affinché questa volgare e gratuita violenza contro le tradizioni cittadine possa cessare definitivamente, una volta per tutte”.

 


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