Politica

Augusta e lo scioglimento del Consiglio per infiltrazioni mafiose. Il presidente Antimafia Morra al comizio del candidato Di Pietro

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 “Augusta non è una città mafiosa, ha avuto una parentesi e non erano gli augustani i mafiosi. Il decreto di scioglimento del Consiglio comunale del 7 marzo 2013 nasce a tutela della città per combattere un sistema politico-mafioso”. A distanza di 7 anni da quel clamoroso decreto, che diede il triste primato in provincia di Augusta “comune mafioso”  la parola mafia è tornata a riecheggiare. Non più nelle aule del tribunale di Siracusa – dove si è concluso l’anno scorso il processo per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio all’ex sindaco Massimo Carrubba, assolto “perché il fatto non  sussiste”, con sentenza passata in giudicato per il mancato appello della Procura distrettuale antimafia – ma nella pubblica piazza.

Cioè dal palco del comizio “infuocato” che, venerdì sera, il sindaco uscente e ricandidato alle amministrative del 4 e 5 ottobre Cettina Di Pietro ha tenuto a due passi dal Comune,  accompagnato per l’occasione da Nicola Morra, presidente della commissione nazionale Antimafia, chiamato apposta per “spiegare” ai cittadini cosa significa lo scioglimento, cosi come ha sottolineato la stessa Di Pietro che ha ricordato appunto che quel decreto “è ancora valido”, riprendendo un cavallo di battaglia anche della passata campagna elettorale del 2015.

Le legge che agli inizi del ’90 ha istituito lo scioglimento ha molti difetti, ma anche qualche merito. Un limite è che non esclude che possano tornare al vaglio dei cittadini elettori gli stessi consiglieri comunali che erano lì dentro” – ha urlato Morra, che si è “affezionato” ad Augusta essendoci già stato nel 2015, durante la precedente campagna elettorale del Movimento 5 stelle di cui fa parte, quando i processi stavano per iniziare e vi è tornato adesso sempre perché il Comune ha avuto “questioni relative all’ambito  del 416 bis” (associazione di tipo mafioso).

Entrando nel merito al decreto di scioglimento per infiltrazioni mafiose ha affermato che il “provvedimento non è stato rigettato, ma l’impugnazione è stata censurata per cui i ricorrenti per quanto possono dire che di essere stati assolti hanno perso l’impugnazione. Prima si procede davanti al Tribunale della giustizia amministrativa siciliana e poi eventualmente al Consiglio di Stato – ha affermato – se non c’è stato il provvedimento di revoca dello scioglimento vuole dire che c’erano tutti i crismi”. E  sulla formula di assoluzione ha sottolineato che “un tempo il nostro codice di procedura penale ci insegnava che si poteva essere prosciolto o con formula piena o dubitativa, ovvero per insufficienza di prove. Qua ad Augusta qualcuno non è stato prosciolto con formula piena per voto di scambio politico mafioso e quel famoso processo della Distrettuale antimafia di Catania è andato incontro a prescrizione per alcuni imputati per gravi reati”, ha tuonato non dimenticando di ricordare, alla fine, di aver già conosciuto, quando venne nel 2015, padre Palmiro Prisutto, l’ arciprete della chiesa Madre che si batte per tutelare la salute dall’inquinamento di natura industriale e ha ideato le messe del 28 di ogni mese per ricordare i morti di cancro.

A seguito delle parole di Morra, duro l’intervento di Fausto Raciti, parlamentare del Partito democratico e vicepresidente della commissione Affari Costituzionali, definendo Morra “non
all’altezza” della carica ricoperta: “ad Augusta il presidente della Commissione antimafia Nicola Morra, in un momento particolare nel quale emergono sempre più punti interrogativi in merito alle modalità di scioglimento dei comuni per mafia, sceglie di approfittare del ruolo che ricopre per fare campagna elettorale contro l’ex sindaco Massimo Carrubba, che dopo 8 anni di processo, è risultato in ogni dove innocente, assolto con formula piena da ogni accusa. Per Morra Carrubba è ugualmente colpevole. Lo dice lui, sostituendosi alla magistratura, ed adombrando di disporre di informazioni che gli consentono di sapere la verità, utilizzando argomenti falsi e inappropriati. Un gesto bassissimo perché Morra approfitta del suo ruolo di presidente della commissione antimafia per mettere in discussione l’operato di un tribunale, la comprovata innocenza di un imputato, l’affidabilità della procura distrettuale antimafia che ha rinunciato all’appello. Il comune di Augusta ha già pagato un prezzo altissimo a quello scioglimento, dopo il quale ha vinto le amministrative una sindaca del M5s. Morra accetti di confrontarsi sulla qualità dell’amministrazione anziché mettere fango nel ventilatore dimostrando di non essere all’altezza della carica che ricopre”.

Tornando al comizio, poi ha preso la parola il sindaco ricandidato di Pietro, sostenuta dalla lista del Movimento 5 stelle, che ha detto che “da 5 anni da questo stesso palco posso gridare ancora onestà”, che “non ho promesso posti di lavoro ed è stato estremamente difficile dire di no a chi chiedeva”, non dimenticando le difficoltà di portare avanti il progetto di “cambiamento iniziato 5 anni fa. Andare al Comune tutti i giorni e – ha tuonato – trovare macerie e cose disgustose non mi ha fatto sorridere e nonostante di affannassimo tutti c’era sempre qualche cosa che rimaneva indietro. È stato detto che sono indagata, sono state fatte conferenze stampa si è  salite sul palco per fare capire di chissà quale reato sono macchiata, ma ho già pubblicato il certificato dei carichi pendenti  e il certificato penale e non c’è nulla. Sono indagata perché sono stata denunciata per abuso d’ ufficio da chi oggi cerca di macchiare la mia integrità e l’altra denuncia fatta politicamente è stata rinviata al 19 marzo”.

Sul fronte amministrativo ha ricordato di aver approvato “13 bilanci in due anni. E noi saremmo gli incapaci? Forse incapaci significa indebitare un Comune non iniziare delle opere e lasciarle incompiute? – si è interrogata- Ho dovuto dichiarare il dissesto finanziario e non potevo fare altrimenti, al di là del fatto che abbiamo trovato 84 mutui. Questo significa essere capaci? Ancora paghiamo dei mutui, alcuni abbiamo finito di pagarli e ancora le opere devono essere realizzate”.

Venerdì scorso, inoltre, la sola maggioranza 5 stelle del Consiglio comunale ha approvato il consuntivo  2019 che consentirà di stabilizzare gli 84 precari, “persone lasciate volutamente precari per 30 anni. Lunedì (oggi per chi legge) saranno stabilizzati e firmeranno   e non saranno più ostaggio di promesse che sanno fare quei politicanti che oggi si ripresentano”.

All’ultimo Consiglio i revisori dei Conti hanno dichiarato “che lasciamo un bilancio sano per la prima volta. Ora questi soldi ci sono e – ha proseguito – ora sono tutti pronti a stracciarsi le vesti denigrando noi. Chiunque salga ad amministrare questo Comune per almeno il primo anno camperà di rendita con il nostro bilancio, con  i soldi che abbiamo accantonato noi, con i progetti che abbiamo elaborato noi e che abbiamo fatto in modo che fossero finanziati con fondi comunali. È inutile che vi racconto quello che faremo, vi invito ad andare a controllare sul sito del Comune, guardare i documenti e vedere se io non vi sto mettendo nel bilancio e nel mio programma cose da fare”

Ad aprire il comizio sono stati il senatore Pino Pisani che ha ricordato quanto fatto dal Governo sull’emergenza covid 19 e l’importanza di rispettare le regole per contenere l’epidemia e che “sapevamo che avremmo dovuto imporre il dissesto perché le casse erano state disastrate una situazione non felice per il Comune non si era amministrato con il giudizio del padre di famiglia e questa era incapacità”.

Filippo Scerra, deputato nazionale ha detto che “Augusta ha delle opportunità incredibile e per amministrarla  bene ci vuole un impegno considerevole. Anche ai Comuni arriveranno i soldi del recovery fund e pertanto ha lanciato un appello agli augustani di scegliere bene gli amministratori, tra chi saprà essere oculato e ha dimostrato di esserlo nella storia. Cettina fa parte di un progetto politico che si chiama 5 stelle e che la supporterà nei prossimi 5 anni”.

Altro comizio domani sera 29 settembre, alle 20, 15 in piazza Duomo dove accanto a Di Pietro ci sarà il viceministro delle Infrastrutture e dei trasporti Giancarlo Cancelleri per parlare delle grandi opere da realizzare nel territorio.