Augusta e gli 8 migranti positivi al Covid 19 sbarcati al porto: le reazioni della politica locale

Da Fratelli d’Italia al Pd alla Lega, passando anche per l’associazione Bella Storia, ognuno ha espresso la propria posizione

“Augusta, specie nella imminenza di elezioni amministrative, sia tenuta al riparo da tentazioni che con i sentimenti umanitari (solo per ultimo citiamo le vicende della bergamasca) hanno ben poco da spartire e che molto, invece, hanno a che fare con interessi di assai dubbio rigore morale”. Lo dice in una nota il gruppo locale di Fratelli D’Italia dopo lo sbarco al porto commerciale di mercoledì di 43 migranti di cui 8 sono risultati positivi al covid 19 e per questo trasferiti al centro di accoglienza di Noto.

La politica locale, da destra a sinistra, ha preso posizione su una vicenda che assume  una importanza particolare anche in chiave elettorale, visto che il tema dell’immigrazione è da sempre uno dei più “sentiti” in ogni campagna elettorale che si rispetti, a maggior ragione in un Comune come Augusta che ad ottobre va alle urne. E che già in passato, dal 2013 in poi ha visto il suo porto essere il primo punto di sbarco dei migranti in Italia. “Così torna a riproporsi il problema dell’immigrazione, che già nel 2014 gli augustani avevano affrontato con grande determinazione raccogliendo oltre 2000 firme; non per opporsi, per timore del diverso o, peggio, per razzismo – scrivono in una nota Marco Failla, presidenti provinciale di Azione giovani, Mariada Pansera e Vincenzo Inzolia, rispettivamente  vice e presidente del circolo di Augusta – all’aiuto verso chi ne avesse bisogno ma per dire no a un’immigrazione incontrollata e foriera di conseguenze negative d’ogni tipo sia per la città che per gli stessi accolti”.

I tre si prendono il merito  di non aver trasformato Augusta in un immenso centro di accoglienza come Mineo, se ciò non avvenne “fu dovuto proprio a quelle duemila firme raccolte da Fratelli d’Italia e dai gruppi che – sostengono- spontaneamente si formarono e ne condivisero l’azione e alle battaglie condotte anche con la personale partecipazione di Giorgia Meloni: diversamente Augusta, trasformata in un gigantesco hotspot, avrebbe potuto sperimentare sulla propria pelle gli stessi gravissimi problemi che  hanno richiesto i continui interventi delle autorità giudiziaria, di polizia e sanitarie a Mineo, a Crotone e tante altre località. Adesso il rischio si manifesta in tutta la sua portata, bene hanno fatto le autorità sanitarie e benissimo ha fatto il presidente Musumeci ad adottare provvedimenti severi per evitare ulteriori danni ad una popolazione che ha sopportato per oltre tre mesi sacrifici inenarrabili e che faticosamente sta tentando di riprendere il normale corso della vita”.

Non condividono la scelta di isolare i positivi asintomatici a Noto, comune turistico che riceve “un ulteriore insulto alla sua immagine di centro tra i più importanti per il turismo siciliano da un governo che ha costretto agli arresti domiciliari i cittadini italiani e non fa nulla per impedire che pericoli possano giungere da flussi incontrollati e rimane sordo alla proposta di Fratelli d’Italia di chiudere i porti ad ogni tentativo di sbarco e di imporre il blocco navale davanti alle coste”.

Di diverso avviso è il segretario del circolo  Pd Luca Vita che definisce, invece,  fuori luogo le prime dichiarazioni di ieri del presidente Musumeci, “tese a sfruttare politicamente un evento ampiamente prevedibile e previsto e a lungo atteso da chi, sulla paura dei migranti, intende costruire le prossime campagne elettorali” e che potrebbero avere  come unica conseguenza quella di boicottare gli enormi sforzi posti del comparto turistico/ricettivo regionale per cercare di salvare almeno una parte della stagione estiva. Per l’esponente di centrosinistra  migranti soccorsi non possono essere lasciati, a luglio, alla deriva nel Mediterraneo sotto il sole, soprattutto se sospetti di essere malati ed “è corretto che situazioni del genere vengano trattate in modo analogo con quanto fatto nei mesi scorsi con i cittadini italiani che – afferma- rientravano in Sicilia da regioni infette, e dunque, condivido la decisione del Governo di porli in isolamento in strutture pubbliche lontane dai centri abitati (20 km in questo caso), al fine di tutelare la loro e la nostra salute, ribadendo che, in questo momento, unico elemento di distinzione nei confronti di chi entra nel territorio italiano e siciliano dovrà essere quello della provenienza da zone contagiate”.

Per Vita è necessario dotare di tutti gli strumenti di protezione necessari ad evitare contagi e diffusioni del virus le forze di polizia e i sanitari, anche volontari, preposti all’ accoglienza e informare costantemente l’amministrazione sull’evolversi della situazione, “mi auguro, pertanto, che le istituzioni comunali, regionali e nazionali possano lavorare in sinergia per il raggiungimento di tali obiettivi, nell’ interesse generale degli italiani e dei siciliani, adeguando i mezzi e gli strumenti di soccorso, dall’assistenza in mare alla collocazione a terra dei migranti, alla attuale situazione di emergenza sanitaria, essendo chiaro che non si può soccorrere oggi con le stesse modalità degli anni precedenti”– conclude.

Ad aver chiesto al sindaco Cettina Di Pietro  di informare la cittadinanza e di adottare tutte le misure necessarie a tutelare la salute dei cittadini e degli operatori sanitaria è stato il commissario della Lega  Massimo Casertano per il quale c’è “un problema molto serio e preoccupante da affrontare, legato ai continui sbarchi di migranti in Sicilia. Da settimane ormai –dice – è ripresa in modo massiccio e costante la tratta degli esseri umani gestita dalle Ong: una vera “invasione” che rischia di riaprire una emergenza sanitaria nell’Isola, che avrebbe un impatto devastante sull’economia turistica già fortemente provata dal lockdown e sulla salute dei siciliani. Il messaggio dei continui sbarchi e del rischio di contagi non sono un una buona promozione per una terra che cerca nel turismo le ragioni e le opportunità di una ripresa economica”.

Secondo il legista dopo mesi di sacrifici, di cautela, di isolamento volontario, i cittadini siciliani e augustani e tutti gli operatori commerciali hanno diritto a programmare la loro vita ed una ripresa verso la normalità in modo sereno, mettendo in atto il protocollo previsto per evitare i contagi: “non si può pensare di vanificare tutto a causa della irresponsabilità di chi ha deciso che la Sicilia diventi il campo profughi d’Europa. -conclude- Non ha senso chiedere sacrifici ai cittadini; non ha senso avere tenuto chiuse le frontiere per chi arriva dall’esterno attraverso mezzi convenzionali e poi consentire a migliaia di migranti che arrivano senza controlli sanitari di sbarcare nelle nostre coste”.

 “Ho sempre ritenuto che salvare anche solo una vita dalla morte certa fosse un principio fondamentale per Augusta e l’intera Italia. Quello che però in queste ore si sta verificando nel nostro territorio mi preoccupa parecchio”- dichiara Manuel Mangano, presidente nazionale dell’associazione Bella storia secondo cui “la gestione di coloro che attraversano il Mediterraneo con un barcone nella speranza di una vita migliore, stavolta, non può essere sommaria. Pensare che anche il modo di fare accoglienza e integrazione, possa continuare ad essere identico a prima, nonostante il Covid-19, m’impaurisce. Rischiamo che “capitali della cultura” come Noto e il resto della provincia di Siracusa possano cadere davanti ad un mostro invisibile che probabilmente non siamo ancora pronti a combattere. Accoglienza si, – prosegue – ma solo in strutture adeguate con personale qualificato e attrezzato, senza mettere a rischio luoghi di grande richiamo turistico, la popolazione che vi abita e soprattutto i numerosi imprenditori che investono nella nostra bellissima terra”.

 


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