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Augusta, divieto di navigazione attorno ai piloni 8, 9, e 12 del viadotto Federico II: nuovo sopralluogo in mare

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È compito del Comune di Augusta e della Regione apporre i cartelli che indicano il divieto di navigazione, ad una distanza inferiore ai 20 metri circolari, nei pressi dei tre piloni del viadotto Federico II, del golfo Xiphonio. In questi  tratti di mare la Capitaneria di porto ha interdetto la navigazione con un’apposita ordinanza, firmata dal comandante, Attilio Montalto e nei giorni scorsi è stato effettuato un ulteriore sopralluogo – dopo il primo  che aveva fatto scattare l’ordinanza- con un mezzo della Guardia costiera, che aveva a bordo anche  personale del Comune, che dovrà rendere nota l’ordinanza insieme alla Regione.

I tratti di  mare  considerati più  “a rischio e connotati da pericolosità” sono quelli sottostanti i piloni 8, 9 e 12, contati a partire da Augusta Isola e verso la Borgata. E che presentano vistose erosioni del cemento esterno, visibile anche ad occhio nudo e tali da lasciare intravedere i tondini di ferro dell’armatura di sostegno. Il provvedimento di interdizione  parziale della navigazione nasce dopo aver preso atto  “dell’evidente situazione di ammaloramento che caratterizza il viadotto”, con l’obiettivo di “prevenire possibili danni a persone e cose, in attesa che siano adottati pertinenti provvedimenti da parte degli Enti preposti”, anche se specifica che  “la valutazione dell’effettiva pericolosità e l’individuazione delle aree interdette devono essere confermate da specifiche tecniche degli Enti competenti, Regione Sicilia e Ente concessionario o consegnatario delle aree demaniali  marine”.

Ad oggi, secondo quanto affermato il 31 agosto durante un consiglio comunale ad hoc,  da Natale Zuccarello, responsabile del Genio civile, che  nel 2016 ha effettuato delle indagini ad hoc per redigere un progetto di manutenzione che dovrà essere fatta, “non ci sono pericolo di crollo della struttura, né problemi seri particolari in fondazione, ma dei difetti dei piloni legati alle aggressione dell’azione meteo-marine come ad esempio  l’erosione del calcestruzzo della maggior parte delle pile”.