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Augusta, disabilità e tagli ai bilanci, Amenta (20 novembre 1989) scrive a Schifani

Il  vice presidente  dell’ associazione  che si occupa di tutela dei disabili ha chiesto un incontro al neo presidente della Regione: “quando si tratta della vita delle persone non dovrebbero esserci limitazioni o economie”

Un incontro con il neo eletto presidente della Regione, Renato Schifani per dare voce alle famiglie dei tanti disabili gravi e mostrargli come vivono tutti i giorni. Ad averlo chiesto  è Sebastiano Amenta, vice presidente nazionale dell’ associazione 20 Novembre 1989 onlus, che si occupa di tutela dei disabili in generale e di disabili gravi e gravissimi e sostegno alle famiglie in particolare, che  non nasconde la sua preoccupazione per i tagli in bilancio operati nel corso delle passate legislature proprio per la disabilità.

Lo scenario non migliora se spostiamo la nostra attenzione ai tagli operati a livello nazionale e rispetto a quello che porterà la manovra economica che si approverà da qui a breve. .- scrive nella lettera- Quando si tratta della vita delle persone, del diritto alle cure ed alla salute fisica e mentale, credo non dovrebbero esserci limitazioni o economie, d’altronde, su questo aspetto, anche gli ultimi successi avuti in varie giurisdizioni ci hanno ampiamente dato ragione. La politica che giunge al vertice del potere non può e non deve calpestare i diritti dei più deboli, diritti peraltro tutelati financo dalla nostra carta costituzionale. Tutto andrebbe fatto per il bene dei cittadini, che è la cosa che mi sta più a cuore, ma, se ci pensa bene valorizzerebbe e non vanificherebbe il voto che ha premiato la parte politica di cui lei fa parte”.

Poi ricorda che in Sicilia sono carenti già da tempo le riabilitazioni e molti servizi educativi ed assistenziali: “la riabilitazione motoria, cognitiva e logopedica è lacunosa con lunghissimi tempi di attesa prima della presa in carico e a farne le spese sono i bambini; -elenca- l’istruzione e il sostegno di competenza comunale vengono spesso negate per i dissesti di molti enti locali (assistenza specialistica, articolo 13 legge 104/92 Asacom), l’assistenza sanitaria e la fornitura di ausili sono molto lacunosi, l’assistenza domiciliare è spesso inadeguata non garantendo valido sollievo e sostegno alle famiglie, garantendo solo ed esclusivamente la forma di assistenza diretta senza dar loro modo di avvalersi della forma indiretta, e dare così la possibilità di scegliere il proprio operatore di fiducia. Ciò è gravissimo, perché sono penalizzate persone e famiglie già quotidianamente vessate in ogni luogo e in ogni campo”.

Da qui la richiesta di incontro con il neo presidente, che Amenta si offre personalmente di accompagnare in una “passeggiata illustrativa per vedere assieme come vivono i cittadini siciliani disabili. Lo farei molto volentieri, perché sono sicuro che poi non potrebbe più accettare, da politico, da uomo e da essere umano, di approvare e votare tagli in questi capitoli di spesa. In tutta la Sicilia le madri con figli disabili gravi e gravissimi sono condannate a una galera sociale pur non avendo commesso alcun reato, e questo perché anche in presenza di patologie degenerative e rare le Asl  e i Comuni non progettano assistenza domiciliare per un numero sufficiente di ore a garantire un percorso di vita sereno, pur con il pesante e pressante pensiero che non esistono cure per salvare la vita del proprio figlio e permettergli di vivere l’infanzia come tutti gli altri bambini” -prosegue il vice presidente di 20 Novembre 1989 che ha appreso, con entusiasmo, dello stanziamento di sette milioni e mezzo di euro per i caregivers familiari siciliani dei disabili gravi e gravissimi sotto forma di trasferimento monetario: “Ciò consentirà indubbiamente di favorire le condizioni sociofamiliari evitando di ricorrere a eventuali soluzioni estreme di allontanamento dal contesto familiare. Ritengo necessario percorrere ogni spazio utile per l’incremento delle risorse regionali volte a potenziare le opportunità per l’accesso a progetti di vita indipendente per le persone adulte con disabilità grave” – conclude.


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