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Augusta, depuratore e allaccio Ias, Di Mare risponde a Carta: “condivido il suo pensiero, ma non è fattibile”

Il sindaco ricorda che la struttura commissariale ha effettuato uno studio di comparazione delle 2 alternative sulla depurazione e quella che portava in Ias fu scartata per motivi economici e strutturali

“Comprendo ed in principio si può anche immaginare di condividere il pensiero sul depuratore dell’onorevole Carta, con cui spesso condividiamo  questa riflessione. Purtroppo non è un percorso oggi fattibile, fino a qualche anno fa ero convinto di quel percorso, oggi con una progettazione ormai definita ed in procinto di andare in gara non ci sono più le condizioni”. Così il sindaco Giuseppe Di Mare risponde al parlamentare regionale e sindaco di Melilli Giuseppe Carta che ieri, attraverso i microfoni di Siracusanews nella diretta mattutina, aveva lanciato un appello al primo cittadino augustano perché ripensasse alla costruzione del depuratore cittadino a Punta Cugno, -per il quale da quasi otto anni una struttura commissariale nazionale sta seguendo l’iter amministrativo e sono previsti circa 60 milioni di euro- e optasse per l’allaccio al depuratore consortile Ias dove, al momento, scaricano i reflui industriali i vari stabilimenti e quelli urbani i comuni di Melilli, Priolo, anche per garantire la sopravvivenza e salvare l’impianto, che è in amministrazione giudiziaria.

“Annullare tutto e rifare le progettazioni e i relativi studi – aggiunge Di Mare- comporterebbe un ulteriore ritardo che Augusta non può permettersi. Inoltre ricordo come qualche anno fa la struttura commissariale portò in aula uno studio di comparazione delle 2 alternative sulla depurazione e quella che portava in Ias venne scartata per diversi motivi economici e strutturali”.

La vicenda dell’allaccio all’Ias al posto  della costruzione  di un proprio impianto di depurazione è stata molto dibattuta negli anni e, se da un lato è stata sollecitata dalla società civile, da associazioni e anche da una parte della politica che la ritenevano la scelta migliore, dall’altro è stata scartata dal precedente commissario nazionale Enrico Rolle. Quest’ ultimo, spinto da diverse sollecitazioni,  dichiarò in audizione alla Camera  e anche in una  seduta di Consiglio comunale di aver  verificato tecnicamente ed economicamente, anche con  Ias, la fattibilità dell’allaccio   e di aver dedotto che  “non è conveniente, non è fattibile, tant’è che abbiamo poi bandito la gara di progettazione”.

La gara è stata poi aggiudicata a settembre 2020, il progetto è stato vagliato a maggio dell’anno scorso  dalla conferenza dei servizi  ed è in fase di verifica e validazione. Si attendono le conclusioni  di questa fase tecnico- burocratica   per bandire la gara per realizzare l’impianto che, secondo Di Mare, è ormai prossima e dovrebbe avvenire entro il 2024. Nel frattempo sono passati “solo”  quasi 9 anni dal primo commissario per la depurazione e la città continua a sversare i suoi reflui in mare e  a commettere un’ infrazione comunitaria.

 

 

 


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