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Augusta, deposito Gnl al porto, M5S: “mai avvallato depositi, il sindaco dica qual è la sua posizione”

Il gruppo consiliare dei pentastellati contesta le dichiarazioni di ieri del sindaco ritenute false

“Non è con le menzogne che si risolve la questione del Gnl all’interno della rada”. A dirlo è il gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle – composto da Roberta Suppo, Marco Patti e Chiara Tringali – che contesta le dichiarazioni  di ieri del sindaco Peppe Di Mare che aveva chiesto e ottenuto il rinvio della conferenza dei servizi sull’impianto, divenuta decisiva e che se da un lato ancora non prende posizione sulla localizzazione dell’impianto di Gnl,ha però trovato il tempo di dichiarare una grossa falsità: la vecchia amministrazione 5 Stelle non ha avallato né mini né maxi depositi, per il semplice fatto che – scrivono in una nota- non aveva mai potuto valutare un progetto concreto, né tantomeno era stata chiamata a esprimersi su una localizzazione concreta dell’impianto,  che è il vero nodo della contesa questione cittadina”.

Anche il Gnl, come la presidenza dell’Autorità portuale di sistema del mare di Sicilia orientale, sta diventano   terreno di scontro politico, con i pentastellati che  ricordano che è da dicembre scorso che chiedono chiarezza sul tema, dopo che alla conferenza dei servizi di novembre non è successo nulla e l’amministrazione a oggi non ancora detto chiaramente come la pensa.

Siamo stati noi del Movimento 5 Stelle a richiedere il Consiglio monotematico, che però – proseguono – si è concluso con un nulla di fatto, nel quale abbiamo registrato l’assordante silenzio del sindaco e dell’assessore al ramo. Da quel consiglio sono trascorsi invano 4 mesi, e oggi arriva dal sindaco un affondo tanto veemente quanto falso. Oggi abbiamo un progetto che alloca il deposito in una precisa area. Su questo, e su nient’altro, bisogna pronunciarsi. L’amministrazione ha una posizione? Se sì, lo dica chiaramente”.

E rilanciano ancora una volta sulla necessità di passare la parola ai cittadini attraverso il referendum: “tutto il resto è semplicemente melina per giustificare l’ingiustificabile”.


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