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Augusta, deposito di Gnl al porto: luci e ombre sul progetto dell’impianto che arriva in Consiglio comunale

I consiglieri hanno chiesto di sapere perché è stato scelto il pontile consortile, di valutare le compensazioni e che sia apra il dialogo costante con l’Autorità portuale su scelte che coinvolgono il territorio

“Confidando che si possa instaurare un dialogo costante, proficuo e di rispetto reciproco tra Adsp  e Comune di Augusta, si invitano le parti coinvolte a ritrovarsi nei modi e nelle forme da concordare al fine di raggiungere gli obiettivi sopra richiamati”. Si conclude così il documento approvato, dopo 5 ore, all’unanimità dei consiglieri presenti l’altro ieri sera a palazzo San Biagio alla seduta monotematica dedicata alla realizzazione del deposito di Gnl dentro il porto commerciale di cui, fino ad oggi,  si sa poco o nulla e  per il quale già a fine 2018 fu pubblicato dall’Autorità portuale una prima manifestazione di interesse, a cui avrebbero  risposto alcune aziende ma che  non ebbe un seguito dall’Ente, che ne pubblicò  una seconda a  settembre nel 2019. A  questo avviso, invece, ha risposto una sola società,  che adesso sta curando la progettazione. I consiglieri,  sia di maggioranza che di opposizione, nel documento hanno stigmatizzato questa assenza di dialogo con l’Autorità  portuale sottolineando di aver assistito ad un dibattito in cui  hanno partecipato “istituzioni, parti sociali e associazioni, i quali in larga maggioranza sono  concordi nel sostenere la necessità che il porto di Augusta sia dotato di un deposito Gnl”,  ma hanno chiesto ulteriori approfondimenti  tecnici soprattutto sulla localizzazione dell’impianto di stoccaggio e di valutare misure compensative per il Comune.

“Emerge la necessità di una più approfondita conoscenza delle motivazioni che hanno indotto l’Autorità di sistema del mare di Sicilia orientale  a localizzare il deposito Gnl presso il pontile consortile e non altrove, ciò al fine di valutare con la più ampia consapevolezza e cognizione del problema degli effetti conseguenti in tema di tutela dell’ambiente, salute e sicurezza della comunità che rappresentiamo”- si legge ancora nel documento- considerato che la realizzazione di un’infrastruttura strategica come il deposito Gnl, oltre a essere un servizio che il porto di Augusta potrà offrire al mercato, rappresenta anche un’opportunità economica per gli investitori privati che gestiranno l’impianto, si ritiene che debbano essere valutate le opportune misure compensative per il comune di Augusta”.

La discussione è arrivata soltanto adesso in consiglio comunale, -che non è tuttavia chiamato ad  esprimere  parere-  e solo dopo la richiesta dei consiglieri del Movimento 5 e del senatore Pino Pisano, quest’ ultimo in un nota letta dalla consigliera Chiara Tringali ha sottolineato la necessità di avere un deposito di Gnl, ma anche di coniugare sicurezza e sviluppo. In apertura di seduta il presidente Marco Stella ha parlato di un “punto di partenza e apertura alla cittadinanza su un argomento di notevole importanza, ci saranno modi e tempi per tornarci”,  il sindaco Peppe Di Mare ha ricordato che “per mantenere certi requisiti il nostro porto deve avere entro il 2025 un deposito di Gnl perchè altrimenti rischiamo di perdere la qualifica di porto core, di uscire dalla rete Ten-T e mettere a grave repentaglio la possibilità di usare quella risorsa naturate, su cui la nostra economia si basa ormai da tempo. Le imbarcazioni già dal gennaio 2020 devono consumare zolfo in maniera inferiore a quello stabilito quindi valutare la possibilità  di aver un deposito nel porto è una necessità che non possiamo escludere”.

Favorevoli al progetto i comandanti di MariSiculia Andrea Cottini che della Capitaneria Antonio Catino, Attilio Montalto, segretario generale dell’Autorità portuale, facendo riferimento solo alla seconda manifestazione di interesse chiusa il 26 ottobre  2019 ha detto che è “un progetto diverso, molto originale rispetto ai depositi tradizionale. Prevede il  rifornimento su modalità mobile, il deposito poggia su dei pontoni  mobili  a propulsione in tempi di realizzo abbastanza contenuto. Sono previsti depositi collegati in forma dinamica e di facile realizzazione. Si è pensato al pontile consortile in totale stato di abbandono, di grandezza adeguata  che poteva avere un importante ruolo nella sua rivisitazione”.

Ad illustrare tecnicamente il progetto con l’aiuto di slide sono stati i tecnici della Restart, la società che ha risposto alla manifestazioni di interesse ricordando “che è un progetto unico nel suo genere e Augusta potrebbe diventare uno dei poli di energia a livello nazionale. Non stiamo parlando  di  non  gas compresso, ma liquefatto,  non  è  un rigassificatore,  il  deposito è galleggiante e modulare e i  moduli sono componibili meccanicamente, autopropulsi e si possono spostare per il bunker. E’  replicabile e certificato dal registro internazionale di classifica per  4800 metri cubi di stoccaggio”.

Non sono mancate le voci critiche legate alla sicurezza e alla scelta di utilizzare il pontile consortile, che si trova dentro il porto, troppo vicino alle raffinerie e  sul rischio effetto domino che potrebbe avere un eventuale incidente, come hanno sottolineato  l’ex consigliere comunale Giuseppe Schermi intervenuto come  socio di Italia nostra, “che si è detto compiaciuto che il senatore Pisani parla di confronti, lo poteva fare prima anche perchè è ormai quasi deciso. C’è una proposta di  referendum di un anno fa su Gnl che può essere ripresa”, ma anche  Gianfranco Solarino per Decontaminazione Sicilia che ha già presentato un esposto alla magistratura proprio sulla questione sicurezza.  Enzo Parisi di Legambiente ha ricordato che  “l’ area scelta e stata “investita da 10 diversi scenari incidentali di rischio nel piano di protezione  esterna, li esiste anche un’ importante cantieristica navale di depositi della Esso, di depositi sotterranei di Punta  Cugno ed è prevista la linea di scarico dei reflui depurato dal futuro depuratore. Per questo  proponiamo che il deposito venga realizzata fuori porto, a distanza di sicurezza come avviene altrove”- ha detto.  Marco Mastriani, di Ente fauna siciliana ha chiesto  se è  stata individuata un’altra area alternativa al consortile, ma non ha avuto risposta.

Contraria alla scelta del consortile  anche Marina Noè, presidente di Assoporto Augusta,  che ha contestato anche le dimensioni dell’impianto ritenuto troppo piccolo rispetto a quelli che stanno nascendo in Italia: “La Edison insieme  ad altri – ha sottolineato- ha investito a Ravenna con un deposito da 20 mila metri cubi e con una nave da 30 mila, a  Napoli  il 1 ottobre 2020  è stato presentato un progetto come quello di Ravenna, a Marghera  è stato autorizzato  un investimento di 100 milioni per un deposito da 32 mila metri cubi. Questo progetto non ha senso in un porto come Augusta dove dobbiamo attrare il traffico da Gibiliterra e da Suez, se continuiamo ad attuare questa logica Augusta uscirà fuori da tutti i mercati”.

Milena Contento, capogruppo di “Insieme per Augusta” e consigliere di opposizione ha detto che “la  scelta del Gnl  è  imprescindibile,  forse siamo anche in ritardo, abbiamo una posizione favorevole e mancare questa opportunità condannerebbe il nostro porto alla marginalità.  Non possiamo girare le spalle a questa innovazione tecnica, abbiamo il dovere di cogliere questa opportunità. Quello che chiediamo agli attori presenti in questa partita è di informare puntualmente la popolazione che non deve vedersi passare sopra la testa queste scelte”

Ho molti dubbi sul progetto, a partire dal fatto se è vero che nei prossimi anni i mezzi andranno a  Gnl, anche perchè mi sembra che si vada verso l’uso di energia elettrica– ha sottolineato Cicco La Ferla, consigliere di maggioranza e di Destinazione futuro, non dimenticando il rischio sismico della zona che dovrebbe fare optare per un deposito fuori dal porto.

“È vero che stiamo parlando di sviluppo ed occupazione, ma al pari con la sicurezza e le condizioni che permettano a noi di vivere nel nostro territorio in maniera sicura – ha affermato Roberta Suppo, capogruppo dei 5 stelle- Ancora non ho capito perché è stato scelto il consortile e il perché di queste dimensioni e non mi sento rassicurare i miei concittadini che mi hanno posto il problema sulla sicurezza e se sono stati valutati gli scenari legati alla sicurezza”.

Particolarmente critico anche nei confronti della governance dell’Autorità di sistemare portuale di sistema del mare di Sicilia orientale è stato Marco Niciforo, altro esponente della maggioranza che ha ricordato che già  si poteva parlare di questo deposito  a settembre 2019 quando fu emanato l’avviso: “Di cosa dobbiamo  parlare oggi, di quello che avete già deciso? Tutte queste realtà oggi presenti in aula avevano il diritto-dovere di relazionare un anno prima, se noi oggi non  fossimo  qui sarebbe partita l’ultima conferenza dei servizi decisoria– ha tuonato- il gnl ad Augusta è una priorità, ma mi dispiace che nessuno abbia parlato delle misure di compensazione per il Comune. Nessuno pensi di far volare sulla testa nostra questo impianto mi auguro che l’arrivo del nuovo commissario possa dare una svolta netta e chiara”.


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