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Augusta, degrado nella cappella dell’aviatore Giovanni Lavaggi. Lamba Doria chiede un intervento

L’associazione chiede una messa in sicurezza della cappella, privata, della famiglia Lavaggi edificata agli inizi del secolo scorso  

“Si intervenga tempestivamente alla messa in sicurezza della cappella gentilizia che ospita le spoglie dell’aviatore Giovanni Lavaggi”. Lo chiede l’ associazione culturale Lamba Doria, che  solleva la questione dello stato di degrado in cui si trova  la cappella gentilizia privata della famiglia Lavaggi, nell’ala vecchia al cimitero comunale. Edificata ad inizio del secolo scorso, “in questi ultimi anni ha subito una serie di cedimenti non indifferenti al suo interno che ne hanno compromesso la stabilità strutturale”- aggiunge Alberto Moscuzza, presidente dell’associazione, con problemi  strutturali visibili soprattutto all’interno, dove si trova la tomba di Giovanni Lavaggi a cui è intitolata una delle principali arterie della Borgata e una lapide di marmo si trova  nel palazzo dove nacque il 10 febbraio  1906.

Lavaggi fu pilota collaudatore della Regia aeronautica,  assegnato al 7° Stormo. Morì il  7 agosto 1935 a bordo di un bombardiere  Savoia Marchetti S.81 “Pipistrello” decollato da Roma con direzione Asmara, che cadde a causa dell’incendio dei motori. L’episodio si verificò mentre il velivolo sorvolava l’area desertica di Almaza, a circa 20 km dal Cairo.

“In quell’ aereo -ricorda il socio di Lamba doria Enzo Faraone in un suo libro-  oltre al personale di bordo e al nostro eroe augustano Giovanni Lavaggi c’era il ministro dei Lavori pubblici Luigi Razza e anche Raimondo Franchetti in missione segreta. La stampa nazionale e straniera dell’epoca parlarono di palese attentato ed una commissione d’inchiesta arrivò a formulare l’ipotesi di sabotaggio avvenuto presso lo scalo del Cairo. Questo per lo scoppio pressoché simultaneo dei tre motori”.

 

 

 


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