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Augusta, degrado delle ex saline Regina, il consigliere Schermi presenta una mozione consiliare per l’immediata riattivazione del ricircolo delle acque

Nella mozione il consigliere chiede di rivedere l’idea di realizzare un parcheggio al lungomare Granatello e trasmettere alla Regione la documentazione per l’avvio dei lavori di riqualificazione delle ex saline Regina

Riconsiderare la scelta di realizzare un parcheggio al lungomare Granatello, approfondire con gli uffici la possibilità di realizzare un servizio taxi stagionale, far ripristinare, previo nulla osta regionale, il ricircolo delle acque del mare con quelle delle saline ed installare un sistema adeguato di filtraggio delle acque di dilavamento stradale, trasmettere prontamente alla Regione quanto necessario all’avvio del primo lotto funzionale di risanamento ambientale delle saline Regina, di un milione 32 mila euro.

Sono questi i punti della mozione di indirizzo presentata dal consigliere comunale di opposizione Giuseppe Schermi, portavoce comunale del collettivo spontaneo Diem25 Augusta1 Dsc, che riaccende i riflettori sullo stato delle ex saline Regina inserite nell’ elenco ufficiale dei Sic, siti di interesse comunitario della Regione che già da anni ha stanziato 1 milione e 32 mila euro  per la realizzazione di un primo lotto funzionale del piano di risanamento ambientale per la riqualificazione delle sole Saline Regina.

Schermi interviene dopo l’intenzione, manifestata in Consiglio comunale nei giorni scorsi con l’approvazione di una mozione di indirizzo, di realizzare un parcheggio nell’area di risanamento ambientale e dopo i recenti interventi di pulizia dei canaloni di scolo delle acque piovane affidate con determina dirigenziale in cui non si “riporta alcun preventivo nulla osta da parte del Dipartimento regionale dell’Ambiente, ma che – si legge nella nota – esclude la pulizia dei canaloni di comunicazione col mare, totalmente insabbiati e ritenuto  i canaloni di scambio col mare siano indispensabili per ricreare il naturale ricircolo delle acque delle Saline e quindi porre fine alla eutrofizzazione delle acque. Temiamo che l’intervento di pulizia realizzato possa addirittura aggravare lo stato di salute del sito Sic, in quanto le acque di dilavazione del manto stradale defluiscono senza alcun filtro dentro le Saline, inquinandola”.


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